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Elliott Murphy, cantastorie con l’anima rock’n roll video

Un nuovo disco dal vivo che piacerà a tutti coloro che nella musica cercano le emozioni, quelle vere, e il divertimento. Lo attendiamo a Bergamo.

 ARTISTA : Elliott Murphy

TITOLO: Just a Story from New York

GIUDIZIO: ****

 

Elliott Murphy è una artista al quale non si può non voler bene. Testardo nel riproporre da anni il suo genere non si è mai chinato alle mode, sacrificando in questo modo la possibilità di avere accesso ad un pubblico più vasto e accontentandosi invece di frequentare piccoli club e vendere pochi dischi. Insomma un artista di culto o per dirla con termini più crudi un loser, con un seguito in Europa maggiore di quello del suo paese d’origine, gli Stati Uniti. In Francia, in particolare, ha stabilito la sua residenza e in Italia, dove può contare su un seguito affezionato, le sue esibizioni sono assai frequenti e sempre entusiasmanti, in presenza di un pubblico numeroso e partecipe. Bergamo e provincia, in particolare, sono tra le mete preferite grazie anche alla testardaggine e al coraggio dei promoter locali, a cui deve andare un sentito ringraziamento.

A dimostrazione dell’affinità verso certa cultura del nostro paese Elliott Murphy ha anche prodotto alcuni artisti italiani come Graziano Romani.

Le ultime sue produzioni discografiche sono state buone ma non eccelse, una certa stanchezza e ripetitività apparivano qua e là sì che l’attesa per questo disco non era grande. E invece contro ogni aspettativa la prova è ben sopra la media. Nel disco in questione, il cui titolo fa il verso ad una delle sue produzioni più famose Just a story from America (1977), Elliott Murphy si esibisce nella sua dimensione più naturale e consona, ossia quella dal vivo, riproponendo alcuni dei brani più noti del suo passato, anche recente. L’atmosfera che si respira durante tutto il disco è quella di una gran festa dove l’artista non si risparmia offrendo al pubblico presente uno spettacolo di grande intensità, alternando cover a sorpresa a titoli originali ed esprimendo una voglia di suonare palpabile in ogni singolo brano La produzione è tale da riconsegnarci un suono tipicamente “live”, con tutte le imperfezioni tipiche che però contribuiscono a rendere il tutto ancor più esaltante.

Il concerto ha inizio con Gone Gone Gone tratta da Elliott Murphy ( 2010) , e la partenza è acustica. Voce in primo piano, ritmo sostenuto, canzona semplice, ma cantata con partecipazione. Il finale è in crescendo con un suggestivo assolo di chitarra. Un buon inizio. Tutto d’un fiato segue Touch of mercy, da Lost generation (1975), e qui il ritmo si fa più serrato con un ottimo organo in sottofondo e la solita chitarra acustica in evidenza. L’atmosfera inizia a scaldarsi.

Segue la splendida Pneumonia Alley, da Coming Home Again (2007): una lunga ballata di oltre 6 minuti, una bella melodia, interpretata con partecipazione dall’artista e con un supporto strumentale di grande impatto. Uno dei punti più alti del disco. Il concerto prosegue con Rain Rain Rain (da Elliott Murphy del 2010) un bel pezzo ritmato durante il quale Elliott Murphy scherza con i presenti e dove dimostra tutto il suo divertimento ed il piacere di essere tra loro.

You never Know What You’re in for, da Night Lights, (1976) è introdotta dall’armonica e ci ricorda come mai agli esordi, come peraltro decine e decine di altri artisti, il nostro era stato, a torto, accostato al nome di Bob Dylan. Il brano è una ballata di rara suggestione, con un intermezzo caratterizzato ancora dall’intervento dell’armonica ed un finale in crescendo puntellato dall’organo. Per nostalgici che rimpiangono certo impegno “fine sessanta” ma non solo. Con Last of the Rock Stars (da Aquashow del 1973) la temperatura sale ulteriormente, il ritmo accelera e l’artista trova il tempo di cambiare qualche battuta con il pubblico. Il brano si intermezza con Shout (Isley Brothers) una nota canzone dei tempi che furono che ognuno di voi ricorderà di aver già sentito. Grande divertimento del nostro …e anche del pubblico. E finale è in grande crescendo. Senza soluzione di continuità si passa a Rock ‘n Roll, Rock ‘n roll (da Elliott Murphy). Il nostro, rivolgendosi al pubblico per togliere ogni dubbio (ma ve n’era bisogno ?) annuncia: “This is the story of my Life”.

Un attimo di pausa con On Elvis Presley’s Birthday, una ballata acustica di grande atmosfera che serve al nostro a prendere fiato ma che è puro godimento per l’ascoltatore. Poise ‘n grace è una canzone dall’andamento un po’ risaputo. Uno dei momenti meno felici del disco. Il finale è assolutamente pirotecnico con Diamonds by the yard, grande pezzo degli anni ’70 tratto da Night Lights (1976), Drive all Night e la stessa Just a story from America (tratte da Justa a story from America) , della quale viene data una versione accelerata in Medley con Twist and shout e mai come in questa occasione il nostro è vicino al Boss.

Concerto e disco che entusiasmano, puro rock ‘n’roll, suonato e cantato con anima, coinvolgente. Piacerà a tutti coloro che nella musica cercano le emozioni, quelle vere e il divertimento. A Elliott Murphy, l’augurio di continuare a mantenere questa ispirazione e questa creatività ed ai promoter locali la preghiera di attivarsi per consentirci di assistere, a breve, ad un concerto come quello documentato da questa prova discografica.

 

Se non ti basta ascolta anche:

Willie NileLive from the Streets of New York

Willie De Ville Live at Montreux

Mudcrutch Mudcrutch B.G.

 

Legenda giudizi

* era meglio risparmiare i soldi ed andare al cinema

** se non ho proprio altro da ascoltare…

*** in fin dei conti, poteva essere peggio

**** da tempo non sentivo niente del genere

***** aiuto! non mi esce più dalla testa

 

 

Commenti

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  1. Scritto da Benzi

    Complimenti, bella scelta. Alzi la mano chi conosce una canzone brutta di Elliott Murphy. Avendo noi bergamaschi la fortuna di poter ascoltarlo dal vivo dalle nostre parti mediamente due volte l’anno (lui e il talentuoso Olivier Durand che nel filmato suona la chitarra solista), ogni volta che invito qualcuno a un concerto e voglio andare sul sicuro gli dico: vieni con me a vedere Elliott Murphy, ti divertirai come un matto (o una matta, dipende da chi osa fidarsi…). Puntualmente si fa centro. Grande Murphy: bella musica, bei testi, classe e coinvolgimento. Avercene. Chi non lo conosce vada a sentirlo appena torna. Passo e chiudo

  2. Scritto da Ugo

    Il Discomane ha perfettamente ragione, non si può non amare l’angelo biondo di Coney Island come si diceva una volta. Ora è un po’ stempiato, ma la vena è ancora quella di un ragazzo.

  3. Scritto da sfrisù

    X Giangi: E’ vero che i gusti musicali possono essere discordi ma ti consiglio di ascoltarlo dal vivo perchè quanto dice il recensore è pura verità, Elliott è un grande

  4. Scritto da Giangi

    A me Elliott Murphy non piace, ma queste recensioni del discomane sono davvero coinvolgenti. Quasi quasi vado ad ascoltarlo e magari cambio idea.