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Un anno dopo la palestra per Yara

Un targa in plexiglass trasparente con la scritta rossa: "dedicata a Yara". Così compagni di scuola, genitori ed insegnanti hanno voluto ricordare la giovane ginnasta a un anno dalla scomparsa.

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Una lastra di plexiglass trasparente con una scritta rossa: “dedicata a Yara”. Sullo sfondo un nastro nero, come quello utilizzato dalle ginnaste, che in una danza forma un cuore. La palestra della scuola delle suore Orsoline di Somasca in via Broseta a Bergamo da oggi, 26 novembre, è dedicata a Yara Gambirasio. L’alunna, la giovane ginnasta scomparsa un anno fa sul far della sera mentre rientrava a casa dalla palestra di Brembate Sopra.

A scoprire la targa è la preside suor Carla Lavelli che si è circondata dei compagni di classe di Yara, dell’associazione genitori e di alcuni ex alunni. Alcuni ragazzi suonano con il flauto “My heart will gon on”, la canzone colonna sonora del film Titanic che a Yara piaceva moltissimo.

La palestra è gremita dei ragazzi delle medie, eppure c’è un silenzio che lascia tutto sospeso. Lo si percepisce anche sul piazzale della scuola dove è stato allestito un maxi schermo e oltre 400 genitori osservano la semplice cerimonia. Si svela la piccola targa e scatta un applauso, l’unico gesto per abbracciare idealmente i genitori di Yara, Fulvio e Maura, che hanno preferito rimanere lontani da ogni iniziativa che ricordasse la loro figlia.

Poi piano piano la palestra si svuota, i compagni di Yara si stringono attorno a suor Carla che saluta, ringrazia, ha una parola per tutti. Anche per Emiliano Mondonico e Simone Moro, due degli atleti che hanno partecipato a questa giornata “Sport, che passione”.

Abbiamo pensato a questa giornata in ricordo di Yara – confida suor Carla – perché fosse un momento educativo per i ragazzi. Una giornata preparata in collaborazione con i genitori di Yara e che rimarcasse il grande insegnamento che ci ha lasciato: vivere le cose con profonda passione. Una delle passioni di Yara era lo sport, per questo abbiamo invitato sportivi, atleti e genitori a riflettere su questo tema. Per praticare lo sport serve passione, quella che Yara metteva in tutte le cose che faceva e nei rapporti con chi le era accanto”.

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Commenti

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  1. Scritto da Virgilio

    Bisogna insistere e non mollare il caso come insoluto. Servissero anche anni e anni, bisogna rompere il muro di omertà che ha avvolto la vicenda della povera Yara. Per non ritrovarsi dopo 17 anni come il caso Claps.

  2. Scritto da Franco

    BISOGNA ASSOLUTAMENTE RIUSCIRE A PRENDERLO O PRENDERLI. NON PUÒ E NON DEVE RIMANERE IMPUNITO QUESTO OMICIDIO

  3. Scritto da nino cortesi

    Penso si debba continuamente insistere sul fatto che è vergognoso che nessuno parli. Le altre scelte ritengo siano del tutto insignificanti di fronte ad un fatto così grave.
    E’ lì che bisogna fortemente battere il chiodo.