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Dario Fo parte da Bergamo con il suo “Mistero Buffo”

Il Nobel per la letteratura, 85 anni, e la moglie Franca Rame saranno sabato 26 novembre al PalaCreberg per la prima nazionale della tournée di "Mistero buffo". Lo spettacolo del 1969 che parla di politici e Papi.

 L’Italia è ancora un "Mistero Buffo". Così "Il Venerdì" – supplemento di Repubblica – titola l’intervista al Nobel per la Letteratura Dario Fo che sabato 26 novembre riparte da Bergamo con una tournée che dopo 42 anni ripropone lo spettacolo "Mistero Buffo".

 

"Erano vent’anni che non andavamo in tournée con Mistero Buffo. A gennaio l’abbiamo riproposto, pensando di farlo per una sola serata al Teatro Nuovo di Milano. Ma siamo rimasti in scena due settimane perché, tutti i giorni, al botteghino c’era una fila lunghissima. Abbiamo capito che la gente aveva voglia di rivederlo".

Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, attore, drammaturgo, considerato uno dei cento genii viventi, a 85 anni suonati con l’energia che solo gli entusiasti conservano per sempre, racconta così il motivo che l’ha spinto, con Franca Rame, a rifare "Mistero Buffo".

Lo spettacolo che debuttò nel 1969 a Milano, è per gli amanti del teatro un vero cult. Recitato in grammelot, la lingua immaginaria fatta di suoni e mimica inventata dai giullari e cantastorie medioevali, ripercorre una storia millenaria fatta di abusi ed ingiustizie sul popolo e segnò una svolta originalissima nel teatro italiano. 

Perché aboliva per sempre l’idea del palcoscenico, mescolando attori e pubblico.

"Da allora si è cancellato un confine ideale ed è cambiato non solo il modo di fare teatro, ma anche televisione" ricorda Fo al telefono, ancora convalescente dopo un’intervento alla gola.

Maestro, perché in questo momento la gente ha tanta voglia di rivedere Mistero Buffo?

"Perché parla del presente, pur facendo riferimenti alla storia lontana. Si parla di Machiavelli per alludere a Berlusconi, di papa Bonifacio VIII e si pensa a Benedetto XVI. Svela che i meccanismi sotteranei del potere politico e clericale sono sempre gli stessi".

A proposito di Berlusconi, lei cosa pensa del momento politico che stiamo vivendo?

"Sono ottimista. Coltivo la speranza che non prevalga la follia dei politici divisi da un odio atavico fra destra e sinistra. Spero che non mandino tutto all’aria solo per dispetto".

Intravede qualche rischio?

Lo vedo lontano, per fortuna. Ma penso che nessuno voglia essere accusato di essere il responsabile della catastrofe in cui rischiamo di cadere davvero. Comunque, questo è un momento epocale di grande svolta. Forse nascerà qualcosa di buono".

Chi potrebbe essere, secondo lei, un leader capace di portare la sinistra al governo?

"Non ci vogliono leader, ma idee intorno alle quali unirsi. E questo i giovani l’hanno capito molto bene. Hanno capito che sono saltate tutti i luoghi comuni e le vecchie divisioni. L’unica grande divisione oggi è fra i poveri, di cui fanno parte gli studenti, i lavoratori, gli immigrati, insomma: tutti i cittadini senza privilegi, e i ricchi: ovvero la casta. Per questo la gente ormai disprezza la politica".

Ma tutto questo ci sarà in Mistero Buffo?

"Certo, con Franca porteremo sul palcoscenico quello che accade nella società. E ci rideremo su. Come abbiamo sempre fatto".  

Commenti

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  1. Scritto da marilena

    mi dispiace non avere i biglietti per andare a vedere due grandi persone che “ridendo castigano i costumi”. Auguro un successo di pubblico e di partecipazione!