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Tra la gente di Lallio: “Come uno schianto aereo” fotogallery video

Nel freddo della notte, tra i cittadini in strada spaventati. Chi descrive cosa ha provato, chi conta i danni dell'esplosione della cartiera e chi afferma: "Chissà se fosse accaduto di giorno con la gente in strada".

“Sembrava che si fosse schiantato un aeroplano”. “Un terremoto, mi sono ritrovato dal letto a terra sul pavimento con i quadri che cadevano dalle pareti e il rumore di vetri dopo il botto”. “ Pazzesco, un disastro, ho pensato: adesso muoio”.

Sono solo alcuni dei commenti degli abitanti di Lallio dopo l’esplosione della cartiera Cama, prima dell’alba di venerdì 25 novembre. La gente si riversa in strada in pigiama, con un piumino sulle spalle, ancora spaventata e tremante, ma non dal freddo di novembre che entra nelle ossa. Un signore ci prende per braccio e ci fa notare una grossa valvola, dal peso di 20 kg che giace a terra: “La vede? E vede dove si trova la cartiera? Siamo a trecento metri in linea d’aria. Questo aggeggio è volato dall’azienda e si è schiantato contro il cancello; mio figlio era dentro che lavorava stanotte, l’ho sentito: fortunatamente sta bene”. Sullo sfondo il fumo nero che continua uscire incessante dalle ceneri della ditta.

Qualcun altro ci fa notare una tapparella al terzo piano: “Guardi in alto, l’onda d’urto l’ha distrutta”. Tremendo, la sensazione è quella di essere arrivati in un posto bombardato, un balzo indietro di più di 60 anni: sull’asfalto calcinacci, carta e cartone ovunque. Ci avviciniamo al muro che delimita l’azienda, in via Cristoforo Baschenis; qui ci sono dei buchi da cui è possibile sbirciare all’interno: un edificio non esiste più, c’è solo lo scheletro, mentre in fondo intravediamo i pompieri che domano l’incendio. Ci giriamo e vediamo tre macchine colpite dai detriti: una ha finestrini, lunotto anteriore e fiancata distrutti. Un uomo raccoglie la targa di quella macchina finita, ad un paio di metri, e la posa sul cofano. Si avvicina un ragazzo, sulla trentina: “Non ho mai provato una cosa del genere”, e si allontana con il telefonino a fotografare i danni lì intorno. Il signore della valvola richiama la nostra attenzione verso la recinzione di un condominio: “Un pezzo di muro ha perforato la ringhiera e si è schiantato contro il traliccio dell’alta tensione che c’è nel giardino”.

Intanto le forze dell’ordine intimano alla gente di rientrare nelle case, perché lì fuori non è ancora sicuro, ma uomini, bambini e donne rimangono, forse per la paura di rivivere i momenti agghiaccianti di una manciata di minuti prima. Ci allontaniamo da via Baschenis e arriviamo sotto i portici, quelli del Bar Carpino per intenderci, in via don Luigi Palazzolo. Qui, negli esercizi commerciali, le vetrate sono tutte sfondate, come se qualcuno si fosse schiantato contro con un auto. All’interno tavoli, sgabelli e cartacce scaraventati a terra, quasi ci fosse stata una risse stile saloon del vecchio west. Ritorniamo vicino alla cartiera ed ora, dopo i commenti di pancia, arrivano i ragionamenti: “Sapevamo che sarebbe capitato un giorno o l’altro. E’ troppo pericolosa ed è vicino al paese”, “Meno male che è accaduto alle 4.30, se fosse capitato di giorno chissà”.

Commenti

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  1. Scritto da Jennifer

    Auguri ad ambo per i due anni!Guadavo le foto ieri sera; da quando e8 trviraao Ivan ha cambiato espressione negli occhi, ora sono luccicanti e pieni di allegria *

  2. Scritto da Beppe

    Vicino alla cartiera abitano ormai centinaia di persone. La cartiera è un’azienda con impianti del secolo scorso, rumorosa, inquinante e pericolosa per la vita delle persone. Serve una strage per capire che si deve spostare in un sito più idoneo? Se fosse scoppiata di giorno avrebbero raccolto i cadaveri per la strada.

  3. Scritto da Roberta

    LUKE73 Concordo con te, solo i tecnici possono veramente giudicare. Ma ripeto quanto ho già scritto, la realtà è (basta che la polizia venga ad interrogare la nuova amministrazione di Vigevano o alcuni dipendenti) che la sicurezza per quanto riguarda Vigevano era inesistente. Mi spiego meglio: non c’erano uscite di sicurezza adesso la nuova amministrazione le ha fatte, disinfettanti scaduti, medicinali scaduti, tetti in amianto, i guanti antitaglio li hanno dati dopo che uno si è infortunato ad un tendine. Di una cosa sola sono contento, che sono entrati nuovi titolari che si stanno veramente dando da fare in materia di sicurezza e conformità

  4. Scritto da LUKE73

    Concordo con Crii93; Solo i tecnici possono veramente giudicare. Le persone che di tecnico non sanno nulla è meglio che se ne stiano zitte piuttosto che sparare ipotesi. Se veramente aveste saputo che sarebbe successo ve ne sareste andate per primi!!!

  5. Scritto da Roberta

    Allora per chiarire, io lavoro per un’altra azienda che fino a poco tempo fà era dello stesso titolare della cartiera di Bergamo. L’azienda alla quale mi riferisco è a Vigevano e si chiama ISEM io ci lavoro da oltre 15 anni. In materia di sicurezza è meno di zero per meglio dire sotto zero, basta dire che proprio settimana scorsa i nuovi acquirenti e amministratori hanno fatto grossi investimenti per portare l’azienda a norma di legge e proprio durante questi lavori si sono accorti che manca la messa a terra della corrente, parliamo di un’azienda alla quale lavorano circa 200 dipendenti. E’ Chiaro che nessuno dice nulla, tutti vogliamo portare a casa la pagnotta. Io spero soltanto che il GIP venga ad interrogare qualche dipendente di Vigevano

  6. Scritto da Crii93

    @berry basta sparare cazzate la cartiera è lì da più di 50 anni e siete voi ad abitare lì da dopo, quindi sinceramente basta sparare cazzate poteva saltare in aria anche una casa bon!

  7. Scritto da Ghibli

    Troppe le sicurezze del generatore che non hanno funzionato le valvole di sicurezza sono l’ultima spiaggia!!!

  8. Scritto da venezuelano

    Il conduttore caldaia deve essere munito di patente di tipo corrispondente alla potenza della caldaia e in caso riscontri anomalie gravi deve immediatamente spegnere la caldaia.
    Le caldaie sono collaudate periodicamente dall`ARPA e viene rilasciato certificato di collaudo, comprensivo dei valori di intervento delle valvole di sovrapressione.
    A quanto pare le valvole di sovrapressione questa volta non hanno funzionato.
    Sarebbe interessante chiedere ai vicini se negli ultimi mesi ascoltavano qualche volta il sibilo (fischio) delle valvole che scaricavano la pressione, in caso contrario era parecchio tempo che non funzionavano.

  9. Scritto da Marco

    Se era sicura forse non sarebbe successo nulla. Aspettiamo di sentire cosa diranno le indagini. Anche la ThyssenKrupp era un posto sicuro, così ci avevano raccontato.

  10. Scritto da Gry

    Però c’è da dire che la cartiera esisteva prima delle case lì intorno, forse non si sarebbe dovuto costruire….
    la sicurezza all’interno è un altro discorso….

    1. Scritto da Crii93

      Tu ragioniiii!

  11. Scritto da berry

    @crii93 io abito accanto alla cartiera da 5 anni e si sapeva che sarebbe successo

  12. Scritto da Crii93

    Non accetto e ripeto che non accetto che la gente venga a dire: “Sapevamo che sarebbe capitato un giorno o l’altro. E’ troppo pericolosa ed è vicino al paese”. Non sapevano nulla, non avrebbere potuto sapere nulla come tutti gli altri visto che quella cartiera è controllata giorno e notte.
    Vergogna per chi continua a dar contro a quella cartiera dopo che 7 persone hanno rischiato la vita e 1 l’ha persa proprio! Pensate che se si sapeva che sarebbe successo gli operai avrebbero continuato a lavorare lì? Beh non sono stupidi e per cui sapevano che era un posto sicuro! Pensate alle loro famiglie cosa hanno vissuto quei momenti e poi quando avrete prove se ne riparlerà!

    1. Scritto da ex dipendente

      se proprio si sapeva per quale assurdo motivo la gente ha comprato casa lì e soprattutto il comune su che base ha deliberato la costruzione di molti degli edifici oggi danneggiati in prossimità della cartiera creando anche il caos per le ripetute denunce fatte dai cittadini nei confronti della cartiera per il rumore e l’odore (ricordando che vicinissima alla cartiera cè la BAS)quando la cartiera è un’eternità che è situata lì e molti edifici invece sarà al massimo 20 anni………..

      1. Scritto da Roberto

        Ascolta ex dipendente, io sono un dipendente attuale non ex di Vigevano e come tu sai hanno venduto circa un anno fà. Ebbene la nuova gestione ha dovuto investiore parecchio denaro per mettere il tutto a norma. Basta dire circa 8 anni fà in azienda dentro le cassette di sicurezza avevavmo farmaci scaduti, difinfettanti scaduti, non avevavmo guanti anti taglio, sebbene più di qualche persona abbia avuto seri infortuni, hanno ancora dei capannoni con tetto in amianto, e proprio settimana scorsa si sono accorti che non c’era messa a terra della corrente. Preferisco fermarmi qui per il momento