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Lallio, due indagati per lo scoppio della caldaia fotogallery video

Denunciati per omicidio colposo il titolare e il direttore della cartiera Ca-Ma. In corso gli accertamenti dell'Asl: "Servirà tempo, forse in sovrapressione un generatore di vapore".

Il titolare della Cartiera Ca.Ma di Lallio e il direttore dello stabilimento sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, in seguito allo scoppio della caldaia e alla morte di un operaio d’esperienza, che lavorava in azienda da 19 anni: Rosario Spampinato, padre di due figli.
Un atto dovuto quello della procura della Repubblica, dopo i rilievi dei carabinieri e gli accertamenti dei vigili del fuoco, fin dalla notte tra il 24 e il 25 novembre. Oltre a quei rilievi hanno avviato analisi e accertamenti approfonditi anche l’Asl e l’Arpa di Bergamo.
Un lavoro non certo facile, come spiega anche il responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asl, Bruno Pesenti: “Devono ancora essere fatti tutti gli accertamenti ma lo scoppio della caldaia dell’azienda è stato probabilmente provocato dal mancato sfogo di un generatore di vapore, forse in sovrapressione. Resta quindi da capire se le valvole di sicurezza, o meglio di sfogo del generatore, funzionassero a dovere o meno. E’ plausibile che ci fosse qualche problema, ma in questo momento non posso assolutamente sbilanciarmi. Saranno solo tecnici specializzati a potersi esprimere – conclude Pesenti . Capire perché una valvola di sicurezza non ha funzionato e se non ha funzionato non è una cosa facile”.
Il responsabile dell’Asl parla della necessità, sicuramente, di una perizia. Ma scatteranno sicuramente perizie di parte e valutazioni di diverso tipo. Seguiranno altre valutazioni, inoltre, sulla staticità della fornace della cartiera, un vecchio manufatto che in via Pascoletto, a Lallio, esiste da anni. I primi test sono stati effettuati dai vigili del fuoco e da periti chiamati con urgenza sul posto nella mattinata del 25 novembre.

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