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Il futuro dei Riuniti: la protesta del quartiere

Il Comitato dei cittadini del quartiere di Santa Lucia ha redatto una lettera per spiegare la sua posizione sulla riqualificazione degli Ospedali Riuniti, affermando che è incentrata solamente a massimizzare i profitti e chiedendo più partecipazione su decisioni che coinvolgeranno tutti gli abitanti.

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Il Comitato dei cittadini del quartiere di Santa Lucia di Bergamo ha redatto una lettera pubblica in cui spiega la sua posizione riguardo alla questione degli Ospedali Riuniti, visto che largo Barozzi rientra nel quartiere di sua competenza.

Nel documento, si afferma con convinzione l’opposizione all’attuale proposta di riqualificazione dell’area degli Ospedali Riuniti portata avanti da Infrastrutture Lombarde, sostenendo che va in netto contrasto con gli interessi della città e dei suoi abitanti: usando le parole del Comitato, si tratterebbe di “un’operazione rivolta esclusivamente al conseguimento del massimo profitto attraverso volumetrie a destinazione privata, con una seria sottovalutazione delle necessità del quartiere in termini di spazi verdi e pubblici”.

Questo intervento del Comitato non è il primo: come ricordato nella lettera, si era già rivolto all’assessore all’Urbanistica Andrea Pezzotta, chiedendo di intervenire per contenere le “esose pretese di Regione Lombardia”.

La sollecitazione, però, non ha ottenuto risposta da Palazzo Frizzoni, suscitando nei rappresentanti del quartiere di Santa Lucia preoccupazioni per “l’atteggiamento di sostanziale passività del Comune rispetto alle scelte di Regione Lombardia. E’ recente la notizia che, in relazione alle diverse determinazioni assunte dall’Università, con tutta la probabilità gli accordi di programma verranno rivisti e le aree destinate a funzione pubblica si ridurranno ulteriormente”.

Il Comitato quindi sollecita il suo coinvolgimento nel processo decisionale sull’area dei Riuniti, visto il suo forte impatto sulla vita della cittadinanza che richiede dunque un percorso realmente partecipativo: nella lettera, i residenti del quartiere chiedono quindi di “poter partecipare concretamente alle scelte che verranno assunte nel prossimo futuro; più verde e meno volumetrie; programmazione della viabilità connessa ai flussi di accesso, con parcheggi esterni al quartiere; costruzione di parcheggi interrati non concentrati nella parte dello stesso”.

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Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    L’Italia è fallita. Sta in piedi solo perchè qualcuno compra ancora le cambiali chiamate btp (che aumentano sempre di più il debito che ci ha portato al fallimento). Il Governo dà sempre meno soldi a Regioni e Comuni.
    In questa situazione i politici :
    1. costruiscono un ospedale nuovo senza avere tutti i soldi e senza avere venduto il vecchio
    2. osano buttare via soldi in ritardi, opere realizzate male, cause, appalti farraginosi, procedure costose e arcaiche, incarichi a studi tecnici privati grassi e cialtroni
    3.non hanno ancora un’idea utile e originale sullo sviluppo dell’area dismessa
    4. non pubblicano in interet TUTTI I CONTI, I COSTI e I TEMPI di ciostruzione dell’ospedale nuovo.
    Siete dei falliti e degli incapaci e sopravvivete solo grazie al fatto che vi sottraete alle regole democratiche del mercato.

  2. Scritto da Tuditanus

    Sicuramente si presenterà un qualche pubblico aministratore che verrà a sostenere che la vendita dell’attuale ospedale in muratura per pagare il 15% dei costi del nuovo ospedale in cartongesso è un ottimo affare per la cittadinanza.
    Oppure dirà che non si può fare altrimenti perchè le casse sono vuote.

  3. Scritto da "Non col vento"

    Se fossi Bergamo news vigilerei, visto che ne L’Eco, ne le opposizioni (specie il PD) lo faranno. Infatti, oltre alla questione destinazioni pubbliche/private vi sono alcune cosette non secondarie cui sarebbe un errore rinunciare:
    1) parcheggi interrati anche ad uso pubblico (nella versione Bruni erano qualche centinaia)
    2) cessione al Comune della palazzina radiologia (già bonificata) per centro anziani o altre attività socio-sociali
    3) apertura del recinto con possibile fruizione pedonale di tutta l’area
    4) collegamento pedonale verso p.za Risorgimento con acquisto area necessaria (i prprietari Sonzogni, Zonca, Manaresi sono d’accordo).
    Adesso vediamo quei pinocchietti di Tentorio e Pezzotta cosa sono buoni a fare.