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Edilizia, in due anni persi oltre 3mila posti

Il rapporto dell'anno sociale della Cassa Edile di Bergamo evidenzia una perdita di 1.534 lavoratori a cui si aggiungono altri 1.500 degli artigiani.

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Il settore dell’edilizia in Bergamasca è in profondo rosso.

Lo afferma la Cassa Edile di Bergamo, lo dimostrano i grafici che registrano per il 2011 frecce al ribasso su tutti i fronti: le ore lavorate (-5,61%); la massa salari denunciata (-2,88%); le imprese attive (-5,10%) ed i lavoratori attivi (-6,28%). I dati si riferiscono all’anno sociale della Cassa Edile di Bergamo che va da ottobre a settembre.

“La situazione non è positiva e le prospettive per il 2012 non sono delle migliori – esordisce Giulio Pandini, presidente della Cassa –. Le relazioni tra imprese e sindacati sono buone, sono in aumento i lavoratori che si iscrivono ai corsi di aggiornamento, l’innovazione è entrata nel nostro settore con l’utilizzo di materiali nuovi e con una maggiore al risparmio energetico, ma il settore edile non riprende”.

Pandini si augura che ci sia una svolta, che il sistema economico riprenda fiato. Come? “Tocca alla politica prendere delle scelte per far ripartire l’economia, non ci sono ricette facili – risponde – ma si deve partire con il taglio di privilegi e un nuovo patto sociale per uscire da questa situazione”.

Il presidente della Cassa non crede che l’introduzione di una patrimoniale possa pesare sul settore delle costruzioni, ma ad una condizione: “Che i fondi incamerati servano a far ripartire le imprese”. Sono proprio le imprese ad essere più penalizzate. In tre anni in Bergamasca è stato registrato un crollo, con la chiusura del 12,86% di imprese: se nel 2009 erano attive 1.516 imprese ora sono 1.321. Cifre che aprono orizzonti nerissimi per quanto riguarda i lavoratori attivi che nella provincia orobica sono passati dai 12.887 del 2009 agli attuali 11.353. Senza lavoro sono quindi 1.534.

“Anche se a questa cifra già preoccupante va raddoppiata se si considerano i lavoratori artigianali che si occupano di edilizia e che in questi anni sono stati i primi a subire gli effetti negativi della crisi – rimarca Gabriele Mazzoleni, vicepresidente della Cassa Edile e rappresentante della Filca Cisl –. Per fra fronte a queste emergenza abbiamo elargito un contributo straordinario ai lavoratori in cassa integrazione per mancanza di lavoro. In sedici mesi sono stati 1.203 i lavoratori beneficiati, mentre la Cassa ha distribuito quasi 318mila euro”. Oltre alla Cassa integrazione il fondo prevede un contributo di 50 euro settimanali per 13 settimane, per un massimo di 600 euro. La crisi ha avuto un unico aspetto positivo: la riduzione dei Durc irregolari (Documento unico di regolarità contributiva). Se nel 2008 erano il 9,20% nel 2011 sono 8,40%. “Abbiamo organizzato un corso Durc per amministratori pubblici al quale si sono iscritti 101 partecipanti – afferma Giuseppe Carbone, direttore della Cassa Edile di Bergamo – per questo abbiamo previsto quattro corsi che si svolgeranno durante l’anno. Il corso vuole favorire la diffusione di una metodologia finalizzata alla corretta applicazione della normativa sui contratti pubblici”.

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