BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Comprensorio sciistico “Orobievive fa demagogia”

Comprensorio sciistico valle Seriana e val di Scalve: è assai critico con l'associazione Orobievive Paolo Sperti che in una lettera accusa il coordinamento ambientalista di fare pura demagogia e di voler dettar legge alle ammnistrazioni elette dai cittadini.

Più informazioni su

Comprensorio sciistico valle Seriana e val di Scalve: è assai critico con l’associazione Orobievive Paolo Sperti che in una lettera accusa il coordinamento ambientalista di fare pura demagogia e di voler dettar legge alle ammnistrazioni elette dai cittadini.

 

Buongiorno, questa mattina, mio malgrado, ancora una volta consultando internet mi sono trovato a leggere l’ennesima lettera elaborata dall’associazione Orobievive. Non posso esimermi dal rilevare come questa associazione propone un vero e proprio programma politico che si pone in netta linea di discontinuità con la linea politica posta in essere dalle amministrazioni locali territoriali e sovra comunali di competenza. Il riferimento, inutile ribadirlo, è la realizzazione del comprensorio sciistico della valle Seriana e di Scalve che unirebbe il demanio sciabile dei comuni di Lizzola, Colere, Valbondione includendo anche il comune di Vilminore di Scalve.

La realizzazione di tale comprensorio determinerebbe la creazione di un demanio sciabile di oltre 80 km consentendo al medesimo di sorreggere il confronto con località ben più blasonate e soprattutto integrando la massa critica necessaria a sorreggere le sfide del mercato in termine di numero impianti, km piste, varietà delle medesime, scenari naturali diversificati. In concreto consentirebbe agli sciatori di poter trascorrere la settimana bianca sul nostro territorio in luogo della semplice giornata fugace sugli sci.

Orobievive, per l’ennesima volta, evita di valutare questa possibile soluzione arrampicandosi sugli specchi del dissesto idrogeologico facendo a mio avviso demagogia al solo scopo di assurgersi quale paladina della tutela ambientale. Ritengo, che il modo pretestuoso che contraddistingue questa associazione fin dai suoi esordi rischia di farla percepire, come io la percepisco, come un’associazione che vuole a tutti i costi emergere e accreditarsi agli occhi dell’opinione pubblica e delle istituzioni quale ente indiscutibile dal quale promanano verità assolute, quasi rivelate.

La lettera recentemente inviata alla Provincia suffraga tale mia visione poiché questa associazione privata chiede di partecipare ad un tavolo per indicare, bontà loro, le linee di principio sulle quali ridisegnare la strategia turistica della montagna seriana in barba a quanto faticosamente perseguito dai comuni regolarmente eletti e rappresentativi della volontà popolare. Io credo non sia accettabile questo modo di operare.

Va bene la protesta la legittima opposizione a dei progetti anche discutibili ma l’intrusione nei processi decisionali sino al punto di modificare radicalmente le linee d’indirizzo perseguite da anni dagli enti locali è troppo. I rappresentantio di Orobievive potrebbero ben candidarsi, come avrebbero ben potuto farlo alle scorse elezioni dimostrando di avere il consenso necessario dalla popolazione locale (corpo elettorale) ovvero quel “popolo sovrano” che la nostra Costituzione cita. Quel popolo che più volte ha eletto amministrazioni favorevoli alla realizzazione del comprensorio.

Voglio allora esprimere l’auspicio che le amministrazioni possano perseguire i loro obiettivi senza essere letteralmente “disturbate” dal pervicace insistente intervento di questa associazione. Desidererei che gli enti locali continuino a perseguire gli interessi del popolo sovrano che governano. Esprimo l’auspicio che le amministrazioni possano nel tempo trovare il modo ad esempio attraverso riunioni, comunicati stampa congiunti e quantaltro di esprimere una unione d’intenti la quale sola può scardinare la morsa posta in essere da Orobievive che nel tempo sta dimostrando di perseguire posizioni egoistiche, di visibilità, più che di tutela della collettività che assume tutelare.

E’ un momento importante e le amministrazioni devono dimostrare la capacità di sacrificarsi per ottenere il bene comune. Un primo modo per dimostrare ciò è la collaborazione fra i comuni e le società impianti di colere lizzola e spiazzi di gromo i quali dovrebbero-devono trovare un modo per costituire un’unica società di gestione la quale dovrebbe governare la realizzazione e la gestione del comprensorio sciistico. Il mio appello alle amministrazioni dunque è chiaro: collaborate, dimostrate unità e forza nel perseguire gli obiettivi comuni.

Con la speranza che il mio auspicio possa trovare conferma fattuale porgo cordiali saluti.

Paolo Sperti

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da stefano b.

    le nostre valli sono diventate una discarica di cemento e asfalto
    ma i soldi fanno perdere la vista in fretta
    la vostra avidità vi porterà più in fretta alla rovina

  2. Scritto da Roberta

    Da appassionata, dico solo che basterebbe un giro nelle nostre stazioni per capire che tutto questo non ha senso. Impianti che dire vecchi non basta, seggiovie a due posti superate, strutture ricettive non all’altezza. Sarà un collegamento a risolvere tutto? non credo, se manda un progetto vero, che coinvolga tutti. Quanto tempo ci vorrà per capire che le nostre valli con la chiusura delle industrie che per decenni hanno dato lavoro devono puntare sul turismo, ma non quello di carta come questo. Se davvero era una risorsa, perché negli anni non si è mai investito?

  3. Scritto da Gaetano Bresci

    turismo di massa, dissesto idrogeologico, impianti impattanti, inquinamento e distruzione di habitat, fallimenti e abbandoni di strutture lasciate a marcire. FATTI, NON PAROLE!!!!

  4. Scritto da libero

    auguri e buon comprensorio se fatto bene senza snaturare l ambiente è ok
    importante non farne un motivo per costruire e ……..$..capito !!!

  5. Scritto da dino

    Per il “servizio” che offrite a Colere potreste anche chiudere gli impianti,siete scandalosi,seggiovie che perdono olio sui fruitori,ghiaccio e neve sempre presenti sulle vostre seggiole,e personale (esclusi pochi) da qualificare ,è vero non si paga tanto ma che pessimo servizio!!

  6. Scritto da Paolo Locatelli per OROBIEVIVE

    Il sig. Sperti merita una risposta articolata per sfatare pregiudizi comuni e dare dati reali e non solo opinioni e supposizioni. Innanzitutto sono necessarie due brevi premesse: come liberi cittadini che pagano le tasse quando vengono spesi soldi pubblici possiamo liberamente dare un parere, o no? Come ambientalisti poi siamo portatori di interessi collettivi, non privati e quindi se restiamo nel quadro della democrazia queste cose risultano essere naturali e legittime tanto quanto sono le decisioni di coloro che amministrano soldi pubblici.
    Passiamo al contenuto della sua missiva. Quella per la Provincia è una proposta che abbiamo fatto pubblicamente: non è una lettera o una pretesa. E’ semplicemente una proposta. Senza arroganza. Il potere decisionale non viene messo in discussione da una proposta. La proposta per i motivi più diversi può venire o meno accettata: sono le regole della democrazia sia farla che accettarla o meno. Gli unici strumenti di chi non ha ne potere ne interessi economici, cioè in questo caso noi ambientalisti, sono lo studio dei documenti, la sensibilizzazione e l’informazione dell’opinione pubblica. Questo dà fastidio? Può darsi, ma chi non ha nulla da nascondere non dovrebbe temere nulla ed anzi potrebbe valorizzare visioni e proposte, appunto, diverse dalla propria.
    Orobievive è un coordinamento di associazioni ambientaliste, le principali esistenti in Bergamasca, che cercano di tutelare il territorio che è interessato dall’espansione dei demani è ad altissimo valore naturalistico. Di più. L’area del comprensorio Colere-Valbondione-Gromo ricade all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria SIC che la Provincia stessa descrive in questo modo. http://www.provincia.bergamo.it/ProvBgSettori/provBgSettoriHomePageProcess.jsp?page=&myAction=&folderID=79&notiziaID=64671. Si è letto bene cosa la stessa Provincia dice su quel territorio? Quindi le istituzioni stesse riconoscono il valore di quel territorio e dovrebbero comportarsi di conseguenza. Ma così non fanno. E‘ qui interveniamo noi se permette. Noi abbiamo letto migliaia (migliaia!) di pagine sull’argomento e abbiamo avanzato contro-argomentazioni, il cui peso è stato tale che gli stessi promotori pubblici del progetto l’hanno bloccato quando si sono accorti che rischiavano di finire in grossi guai di varia natura. Il coordinamento di Orobievive è riuscito per ora a fermare il progetto, per la sicumera di chi l’ha costruito. Se così non fosse, stanti le spinte a favore del comprensorio, la VAS si sarebbe chiusa e il progetto sarebbe già in fase di attuazione. Per questa ragione seguiremo con attenzione anche i nuovi progetti, avendo sperimentato che chi li promuove agisce con estrema superficialità e talora nel disprezzo delle leggi nazionali ed internazionali.
    Relativamente al compensorio di Foppolo-Carona-Valleve abbiamo fatto parte del tavolo di concertazione che era stato convocato dal Parco delle Orobie quattro anni orsono: c’eravamo noi ambientalisti, gli amministratori e i gestori degli impianti. Abbiamo lavorato insieme per rendere il minor possibile l’impatto ambientale soprattutto per quanto riguarda la movimentazione terra. Abbiamo voluto “sporcarci le mani” e non fare gli integralisti del NO a tutti i costi e abbiamo dato il nostro contributo. Forse i progetti di allora non sono stati rispettati? Forse la movimentazione terra e la devastazione è andata oltre quanto stabilito? Non potremo mai saperlo ma con la collaborazione pensavamo di fare una scelta responsabile. Personalmente ora ho il dubbio di avere fatto la scelta migliore. Per il comprensorio Valtorta-Piani di Bobbio non abbiamo avuto le forze sufficienti e le risorse umane per seguirlo. Ci siamo dati delle priorità. Siamo volontari disinteressati e competenti ma abbiamo i nostri limiti. Per il progetto di San Pellegrino da subito siamo stati contrari ma i media locali non ci hanno dato mai la possibilità di far sentire la nostra voce e dire le nostre motivazioni. E la situazione di questo periodo sembraci stia dando ragione: San Pellegrino ancora senza terme e con non poche seconde case in più. Se le interessa le possiamo illustrare il tutto in dettaglio. Ci sono tante altre cose che non funzionano: non è demagogia le garantisco mettere come priorità la prevenzione del dissesto idrogeologico che rischia di essere la nostra guerra quotidiana per gli anni a venire. Come vede sig. Sperti, Infine l’unica “morsa” in atto non è quella denunciata da lei, e cioè di Orobievive contro i potentati economici e politici regionali e locali, che, viste le nostre forze, avrebbero dovuto prendere facilmente il sopravvento, ma è quella contro l’ambiente che lei neppure cita, come se fosse cosa normale depredarlo, anche quando cade in SIC e ZPS che la comunità europea finanzia e protegge.
    Più che programma politico quindi la nostra è un’idea di concepire e valorizzare il territorio. Se le istituzioni ce ne danno possiamo illustrarla e condividerla con chi vuole dare un impronta diversa allo sviluppo montano orobico. Non abbiamo verità assolute: vorremmo proporre modi diversi di fare turismo come tra l’altro il mercato stesso chiede. Lo facciamo proponendo una condivisione di idee, una messa a disposizione sempre per l’interesse collettivo, o meglio per il bene comune dato che stiamo parlando di natura, la cui fruizione è garantita a tutti. Stando così le cose, Orobievive dovrebbe tacere sia in fase di progettazione che in fase di valutazione dei progetti ? E’ questa la sua idea di democrazia, sig. Sperti?

    1. Scritto da elio

      Buongiorno,
      una sola semplice domanda dopo aver letto la replica del sig. locatelli alla lettera di cui sopra: QUALE E’ LA PROPOSTA DI OROBIEVIVE?
      No perchè io non l’ho ancora apprezzata.

  7. Scritto da madalì

    D’accordissimo con Amen e con Ernesto: basta usare i soldi di tutti per le tasche di pochi e la rovina della montagna vera!

  8. Scritto da Paolo

    Sig. Sperti, sarebbe auspicabile fare progettazioni rispettando le regole, leggendo i piani e le norme regionali e nazionali, non con i piedi come invece è stato fatto. Studiatevi a fondo il progetto fate valutazioni tecniche, ambientali ed economiche in modo rigoroso…..poi ne riparliamo. Intanto le osservazioni di Orobievive alla VAS erano tanto campate in aria che hanno bloccato l’ITER. Infine sperate che nevichi, perchè il clima e la natura non hanno un colore politico ma si vendicano duramente con chi non li rispetta.

    1. Scritto da renato

      ecco il tono è eloquente: per quelli di orobievive gli altri (i comuni) lavorano con i piedi mentre loro con il cervello. Complimenti… chiedete il dialogo e poi lo propiziate con toni saccenti.
      Infine ci voleva la genialata della Gufata sulla neve. Complimenti. Con voi solo terrore morte e fame.

      ma le vostre ricette QUALI SONO? QUALI SONO? AVETE CAPITO… QUALI SONO?

  9. Scritto da riccardo

    la domanda è: PERCHE’ OROBIEVIVE CE L’HA SOLO CON IL PROGETTO DI COMPRENSORIO VALLE SERIANA E DI SCALVE e contro i lavori già realizzati della vaalle brembana non fiata?
    questo è un dilemma che nemmeno EINSTAIN è in grado di risolvere

    Ma foppolo et similia non sono nelle orobie. AH ho capito forse là sono morte!

    1. Scritto da Giorgio M

      La Valle brembana è caratterizzata da molteplici inziative. Non è facile seguirle tutte, tenuto conto che la normativa consente alle associazioni ambientaliste uno spazio solo se vi è una VAS. Dove è stato possibile Orobievive è intervenuta: Foppolo a suo tempo, Piazzatore per lo skyweg, Valtorta e Mezzoldo per il PGT. Quello che resterebbe da fare è monitorare se quello che è stato fatto è consono rispetto alle autorizzazioni. Ma è primariamente compito del Parco delle Orobie, che invece sul terreno latita.

  10. Scritto da gigliola

    Concordo con chi sostiene che il bene comune lo si persegue attraverso un operare. Per operare si intende la possibilità di creare lavoro che consenta l’impiego delle persone. E’ necessario adoperarsi affinchè si possa realizzare il comprensorio perchè garantirebbe due ricadute. n primis il lavoro diretto doivuto alla costruzione, il secondo alla estione, in terzo luogo alle attività terziarie che le si svilupperanno intorno fra le quali alberghi che ora non hanno l’humus adatto poichè le piste sono scollegate e troppo piccole per attirare sciatori

    Orobievive deve spiegare come intende creare lavoro. Quali iniziative ritiene creeranno un lavoro stabile, continuativo.
    Quali attività propone e quanta gente potranno occupare.

    La domanda è semplice. La risposta tarda a venire.

    1. Scritto da Ranger

      Gigliola ciò che non è più accettabile è che gli impianti facciano da traino per le seconde case , come è sempre avvenuto in provincia di Bergamo. Logica che non lascia sul territorio quasi nulla se non l’imbruttimento di ciò che si vuole utilizzare per fini turistici. Contributi pubblici e soldi per pochi, poi il tutto finisce e risiamo da capo. Si faccia pure questo studio ma alla fine ed in ogni caso con un vincolo scritto e immodificabile nei piani regolatori : niente seconde case. Per inciso infastidisce moltissimo questa “pretesa” di soldi pubblici , cioè ALTRUI. Impariamo bene a capire da dove vengono , le nostre tasche ed il ns lavoro. La festa è finita.

  11. Scritto da alessandra

    Certo che ne hanno di tempo libero da sacrificare questi qui di orobievive. Probabilmente sono tutti pensionati.

    1. Scritto da G.Comi

      Tu invece che fai? Eppoi,per caso, essere pensionati è una colpa?!

      1. Scritto da walter semperboni

        Non è una colpa,però bisognerebbe lasciare la possibilità di poter andare in pensione anche ad altri lasciandoli lavorare!!!

  12. Scritto da daniele

    sapere che lo sviluppo delle valli ancora una volta è ostacolato da persone che con le valli non centrano nulla mi fa arrabbiare. Che pensassero ai problemi dei luoghi in cui vivono e non venissero nelle nostre montagne a imporre teorie che portano al declino ed all’abbandono della montagna medesima

    1. Scritto da Amen

      NON CON I NOSTRI SOLDI, in quale lingua preferisce che lo dica ? Basta seconde case che arricchiscono 4 gatti e rovinano una risorsa che deve durare. Il modello di sviluppo delle valli è stato un disastro. Se volete continuare peggio per voi ma fatelo senza i soldi della fiscalità generale , cioè I NOSTRI.

  13. Scritto da emlio

    Non si comprende come questa associazione intenda risolvre il problema dello sviluppo.
    Consultando il loro sito si ritrovano tracce di iniziative del tipo eufemisticamente, ma fino ad un certo punto organizzazione di giornate quali “caccia alla farfalla” “sibili di pifferi in armonia con la natura”,
    Ma sapete cosa significa guadagnare il pane affrontando le sfide del mercato?

    1. Scritto da Ernesto

      Qual è il suo “sviluppo” ? Come funziona dopo che ha aggiunto un po’ di seconde case alle decine di migliaia che tristemente arredano le valli ? Con un altro “sviluppo” di seconde case a prezzi miserevoli perché se no non le compra nessuno ? Fino a dove arriva il suo “sviluppo” i cui ritorni sono a favore di pochi ?

  14. Scritto da giuseppe

    Vorrei sapere qual’è la ricetta salvifica di Orobievive.
    Vorrei sapere quali vaticini dovrebbe assumere la gente di montagna.
    Vorrei sapere quali aruspici ha interpellato questa benedetta associazione?

  15. Scritto da fabio valentini

    Gentile sig. Sperti, vorrei chiarire alcune cose.
    Orobievive non è un’associazione privata bensì un coordinamento di diverse associazioni, alcune delle quali a rilevanza nazionale e che hanno ottenuto il riconoscimento dal Ministero dell’Ambiente come (portatrici di interessi diffusi”; pertanto siamo abilitati a dire la nostra sulla gestione dei beni comuni ambientali.
    In tale veste chiediamo di poter partecipare ai tavoli ambientali, ma di frequente siamo ostentatamente ignorati -forse proprio perché “disturbiamo”- e spesso tali tavoli nemmeno esistono; il tentativo di coinvolgimento delle realtà locali nei processi decisionali sul territorio da parte delle amministrazioni pubbliche è da lei stesso definito come una “intrusione”, quindi reputato una inutile perdita di tempo. Così non la pensiamo noi.
    Lei parla di amministrazioni che “devono dimostrare la capacità di sacrificarsi per ottenere il bene comune”: dov’è il sacrificio nell’utilizzare soldi pubblici (cioè di tutti, anche di quelli che “disturbano”)? Le ricordo che le associazioni ambientaliste sono per lo più costituite da volontari, loro sì che sacrificano soldi (propri) e tempo libero (non remunerato) per cose nelle quali credono ed in favore della collettività, unico interesse è la ricerca delle scelte di buon senso ed una richiesta di discussione e di condivisione delle scelte. E’ egoismo questo?
    Quali poteri possono mettere in campo le forze ambientaliste contro le amministrazioni e l’imprenditoria? Non hanno certo potere di veto, e nemmeno le risorse economiche e politiche a disposizione delle società di gestione pubbliche o private; abbiamo però la capacità di ragionare e di elaborare e confrontare progetti, prevedere scenari, ipotizzare nuove prospettive per uno sviluppo più armonico e meno distruttivo, meno incline allo sfruttamento e più alla valorizzazione del territorio. Un territorio che è il salvadanaio per il nostro futuro, ma se lo rompiamo per raccogliere i nostri risparmi ci ritroveremo a non avere più nulla in mano.
    Continueremo a disturbare, sig. Sperti, se questo le dà fastidio me ne dispiace. Anche noi esprimiamo un auspicio: che le persone ed i loro rappresentanti possano trovare ascolto presso le istituzioni, che si valutino con serenità e competenza le varie osservazioni e che infine si decida non per il guadagno di pochi, ma per il bene di tutti.

    1. Scritto da lucio

      Quando si parla di bene comune bisogna stare molto attenti poichè il bene comune lo si persegue attraverso azioni concrete, certamente impattanti. iL BENE COMUNE LO SI PERSEGUE CREANDO LAVORO CREANDO OPPORTUNITà.
      nON COMPRENDO COME QUESTE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CHE SI ERGONO A PALADINI DEL BENE COMUNE INTENDANO PERSEGUIRE IL BENE COMUNE.
      QUALE E’ LA RICETTA? FORSE SEDERSI ATTORNO AD UN TAVOLO? ESSERE ACCREDITATI? ESSERE RICONOSCIUTI? SAPERE CHE ESISTONO?
      L a gente ha bisogno di FATTI CONCRETI non di idee fumose. Tutto il resto sono inutili chiacchere

    2. Scritto da Giorgio Comi

      Formidabile intervento dell’amico Fabio! Ogni parola una picconata al pensabenismo di troppi nostri sedicenti politici-amministratori. La loro si è DEMAGOGIA di bassa ..lega!

      1. Scritto da Elle

        Ma quale formidabile. Stato = Organizzazione sovrana assunta dal popolo stanziato su un territorio. Da domani anch’io creo un movimento e senza essere eletto dico la mia e voglio che mi invitino alle riunioni decisionali delle amministrazioni pubbliche. O forse Orobievive prepara il terreno per le prossime elezioni. Non tutto ciò che decide un’amministrazione per forza deve essere condiviso, l’importante che si faccia il bene comune. E poi con quale saccenza si giudica l’operato degli altri e ci si erge a Robin Hood seguendo la teoria del Not in my back yard.

  16. Scritto da "Non col vento"

    Comincio a pensare che il suffragio universale di giolittiana memoria sia stato davvero un errore (si scherza, ma con amarezza). Tuttavia gli amministratori locali spesso sono chiamati a gestire beni e situazioni più grandi di loro. Questo è un aspetto negativo di quel comunitarismo deleterio che ha permeato l’Italia nonostante i 150 di unità.

  17. Scritto da Antonio

    Fino a prova contraria Orobiovive è l’unica realtà che ha studiato a fondo la proposta progettuale facendo le pulci in modo scientifico e anche dal punto di vista della sostenibilità economica, oltre che ambientale di tutta la proposta, il risultato: LA VAS portata avanti dalla Provincia di Bergamo è stata sospesa per chiare carenze.
    Le altre valutazioni sono solo sensazioni personali che non hanno alcuna base tecnica nè scientifica.

  18. Scritto da Marco

    Questo scempio non si faccia con i miei soldi!
    Si faccia un bel mutuo privato, il progetto sarà vincente e si ripagherà da solo.
    Controllate in val sedornia che scempio è la pista del sole.
    Quante stazioni sciistiche abbandonate esistono già sulle Orobie?

  19. Scritto da alberto

    chi è che deve esprimersi sull’intervento: “il popolo sovrano” che beneficia del finanziamento o la collettività tutta che sopporta il peso economico ed ambientale dell’intervento?

  20. Scritto da Alpen

    Orobievive sensibilizza l’opinione pubblica, dov’è il problema ? Credo che sia di fronte a tutti che quanto fatto nelle valli bergamasca in termini edilizi , al traino di impianti di risalita ha avuto l’effetto che tutti possono constatare . Personalmente dico una sola cosa : basta con le seconde case. Basta con l’utilizzo di soldi pubblici per ottenere questi risultati. Il vantaggio per le comunità locali è portato da una distribuzione diffusa della ricchezza (piccoli alberghi e pensioni come in alto adige) non da quello che è stato fatto in provincia di BG.

  21. Scritto da Paolo Locatelli

    80 km di piste? Prima di qualsiasi altra considerazione sulla missiva del sig. Sperti cerchiamo di partire dai dati reali. I km sarebbero molto meno della metà di quella cifra secondo anche quanto detto dagli amministratori

    1. Scritto da Aldo

      Beh, teoricamente sono proprio 80 km di piste perchè se si sommano i km dichiarati di Colere, Lizzola e Spiazzi più le nuove piste si arriva da quelle parti lì.
      Sicuramente sarebbe uno dei più grossi comprensori della Lombardia, ma con l’enorme vantaggio di essere vicinissimo alla pianura.
      E’ facile immaginare che sarebbe molto competitivo e che alternative di altro tipo in zona non darebbero un ritorno così consistente.
      Spero che sia fatto cercando il miglior compromesso possibile con l’ambiente.