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Il Comune non paga Aziende pronte a far causa

Sono decine i casi di lavori pubblici conclusi e non pagati dall'amministrazione comunale di Bergamo, debitrice per oltre 10 milioni e 700 mila euro. Una cifra che dovrà essere recuperata dall'ormai nota vendita delle azioni A2A per sette milioni di euro.

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Il Comune non paga, le aziende dichiarano guerra rivolgendosi alla giustizia. Sono decine i casi di lavori pubblici conclusi e non pagati dall’amministrazione comunale di Bergamo, debitrice per oltre 10 milioni e 700 mila euro. Una cifra che dovrà essere recuperata dall’ormai nota vendita delle azioni A2A per sette milioni di euro più tre opzionali da ricavare in fretta e furia per evitare blocco di altri lavori o, alla peggio, l’emissione di decreti ingiuntivi. “Abbiamo sperato di incassare soldi derivanti da alienazioni di beni immobili non andate a buon fine – spiega in commissione l’assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli -. Ci sono pagamenti arretrati per lavori importanti come la galleria Conca d’oro, la manutenzione di impianti tecnologici, gli scavi al palazzo del Podestà, il centro diurno al Villaggio degli Sposi, manutenzione del verde pubblico e via dicendo. Alcune di queste opere sono state concluse addirittura a inizio anno e le aziende pretendono giustamente di essere pagate. Alcune hanno dichiarato di rischiare il fallimento perché erano esposte con le banche”. L’opposizione chiede più trasparenza sulle strategie. “La scelta è di ridurre il ricorso a mutui previsti per 10 milioni di euro per sostituirli con la vendita delle azioni A2A – commenta il capogruppo del Pd Elena Carnevali -. Non stiamo finanziando i pagamenti: l’obbiettivo vero è che il ricorso alla vendita di patrimonio immobiliare consente di finanziare le opere”. L’ipotesi sul tavolo è che le azioni vengano comprate da Atb mobilità, partecipata del Comune, in modo che il patrimonio non venga svenduto. La minoranza vuole però garanzie: “E’ un dato rilevante sapere se nel sistema complessivo del Comune e delle sue partecipate queste azioni restano di proprietà oppure se non vengono compensate da nulla. L’azionista di maggioranza di Atb ha dato l’indirizzo preciso di acquisire le azioni?” – chiede il consigliere Roberto Bruni. Una domanda a cui l’assessore al Bilancio non risponde e che porta l’opposizione a non partecipare al voto. “Dovreste sentirvi responsabili nei confronti di chi verrà dopo – gli fa eco Sergio Gandi -: si rischia di dissipare il patrimonio senza avare una visione strategica. Ci si trova davanti a un fatto compiuto senza conoscerne le ragioni. Possiamo dire che quest’anno faremo questa scelta, e l’anno prossimo? Ho l’impressione che si decida un’operazione pensando all’oggi senza una visione strategica. Si tratta di una situazione emergenziale da gestire nelle prossime settimane: o la questione è dirimente oppure la si toglie e si giustifica in altro modo. Perché è assurdo vendere ora che la quotazione è a un terzo del suo valore rispetto a sei mesi fa”. Convinta della bontà della scelta la Lega Nord, che per bocca del capogruppo Alberto Ribolla conferma il sostegno alla proposta della Giunta: “La vendita è assolutamente necessaria affinché la città non venga immobilizzata. Nonostante i tagli e il patto di stabilità sono state trovate risorse per aumentare le dotazioni di servizio. E’ evidente che non potrà così continuare nel futuro, sarà necessaria una revisione della spesa perché il patto di stabilità sarà ancora più elevato”. Favorevole, con riserva, il consigliere del Pdl Carlo Di Gregorio: “Voterò a favore, ma con tristezza, perché ci sono forti controindicazioni: non incasseremo i dividendi. Se da una parte c’è questa negatività, dall’altra dobbiamo renderci conto che vi sono pagamenti arretrati. Attraverso questa alienazione dolorosa andremo a dare soldi alle aziende in periodo di crisi”.

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Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    C’è una strada migliore : dire ai cittadini la verità. Vale a dire :
    “non possiamo dare i servizi x,y,z perchè NON ABBIAMO I SOLDI.”
    PUNTO A CAPO.
    Il comune dovrà essere OBBLIGATO PER LEGGE a spendere solo i soldi che ha. Per le spese straordinarie si deve fissare per legge un tetto massimo sostenibile per accedere al credito bancario.
    PER IL COMUNE, DIVIETO ASSOLUTO DI : fare l’imprenditore, comprare prodotti finanziari, di fare opere pubbliche senza i soldi sufficienti. Meglio la povertà e la paralisi che questo schifo.

  2. Scritto da ureidacan

    Si poterebbe andare in UBI e chiedere un mutuo dando come pegno tutte le azioni A2A. Se si tratta di risolvere una emergenza e si spera di rimediare con la prossima Ici ed altri trasferimenti, questa potrebbe essere una strada.

    1. Scritto da stefano

      sì, la strada giusta per sforare dal patto di stabilità e pure dai limiti di legge sugli interessi passivi e sull’ammontare complessivo dei mutui.