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Vini d’élite: i big spender sono asiatici e sudamericani

I cinesi prediligono i francesi; i sudamericani gli italiani. In Russia, lo champagne su tutti.

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Parlano spagnolo, portoghese, cinese e russo. Acquistano per investimento, ma anche per un consumo quotidiano, soprattutto in Sud America.

È questo il profilo del "big spender" nel panorama del vino internazionale d’eccellenza, secondo il portale Italianwineboutique.it, primo sito tutto italiano che ha nel proprio catalogo un’alta disponibilità di bottiglie delle case vinicole più prestigiose al mondo. «I mercati venezuelano e brasiliano sono cresciuti moltissimo negli ultimi anni -dice Andrea Sottile, responsabile del progetto web di Italianwineboutique.it-. Si tratta di Paesi dove le disuguaglianze economiche della società, già marcate, hanno subito un’ulteriore accelerata durante la crisi internazionale. Dunque, molte di queste persone possono permettersi il lusso di acquistare bottiglie di vino eccellenti spendendo anche fino a 70mila euro. Le etichette che prediligono questi clienti sono le francesi Château Lafite e Petrus e l’italiana Masseto.

Essendo popoli molto festosi, acquistano principalmente per consumo, a differenza di altri». Anche i russi, da sempre amanti dello champagne, acquistano grandi formati (Magnum e Doppi Magnum) soprattutto di Champagne Cristal: «È un vino nato e ideato per loro -continua Sottile-; dai tempi degli Zar di Russia, fino ai giorni nostri è il vino più acquistato e consumato dai russi. Ma, ultimamente, si sono aperti anche ai francesi Romanèe Conti e Petrus». Chi, invece, acquista più per investimento che per un consumo puro sono gli asiatici: «La zona da dove arrivano più ordinazioni è quella di Honk Kong, ma anche l’India, ultimamente, si è aperta alle etichette d’eccellenza -continua Sottile-. Anche in questo frangente, sono le disuguaglianze economiche della società che permettono ad alcune fasce sociali di acquistare vini di altissima qualità.

Sia i cinesi sia gli indiani sono amanti dei grandi formati, Doppi Magnum e Jeroboam, che acquistano non per consumo, ma per capitalizzare l’investimento». In tutti i casi, si tratta di manager di multinazionali, presidenti di società, politici di alto rango, amministratori delegati: «Anche l’Italia è un mercato che sta crescendo -conclude Sottile-; e, naturalmente, si rivolge alle etichette italiane anche se si stanno orientando sempre più verso i grandi vini francesi».

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