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Pagamenti ai fornitori Bergamo è puntuale

Secondo un'indagine di Cribis D&B, nel terzo trimestre del 2011, il 57,12% delle aziende orobiche è puntuale nel saldare i propri fornitori. Bergamo è la terza provincia in Lombardia.

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Nel terzo trimestre 2011 ben il 57,12% delle aziende bergamasche è stato puntuale nel saldare i propri fornitori, guadagnando il terzo posto in Lombardia.

La media regionale è del 49,27%, quella del nord ovest del 48,91%, quella nazionale del 46,03%. Le piccole realtà piu’ virtuose delle grandi. Al primo posto, saldamente, Sondrio (65,12% imprese virtuose). Seguono, Brescia (57,27%) per puntualità nei pagamenti, Bergamo (57,17%), Cremona (56,16%), Mantova (55,98%). Fanalino di coda Milano con solo il 38,40% di buoni pagatori.

A dirlo è uno studio condotto da Cribis S D&B, società specializzata nella business information nata dall’acquisizione da parte di CRIF (gruppo bolognese leader nei sistemi di informazioni creditizie) della filiale italiana di Dun & Bradstreet, tra le prime società al mondo nella business information. La media regionale resta comunque superiore a quella italiana: il 49,27% delle aziende è stato puntuale (modalità di pagamento più utilizzata) contro il 46,03% della Penisola.

Il 46,92% ha tardato di un mese, il 2,38% ha saldato tra i 30/60 giorni, lo 0,85% dopo 60/90 giorni, lo 0,39% dopo 90/120. La percentuale di cattivi pagatori, ovvero quelli che saldano oltre i 4 mesi di ritardo è stata dello 0,20%, contro lo 0,40% della media italiana.

Rispetto al 2010 il 63,73% delle aziende lombarde ha mantenuto invariate le proprie abitudini di pagamento, il 17,72% le ha peggiorate, il 18,55% le ha migliorate.

Nel terzo trimestre del 2011 le aziende Bergamasche si sono dunque distinte per la puntualità nei pagamenti ai propri fornitori. Rimangono un esempio per le altre imprese nazionali. Il 57,12% dei pagamenti è stato puntuale (modalità di pagamento più utilizzata), il 39,88% è arrivato entro un mese, l’1,96% tra i 30 e i 60 giorni, lo 0,63% tra i 60 e i 90 giorni, lo 0,24% tra i 90 e i 120 giorni e lo 0,17% oltre il limite dei 120. Rispetto al 2010 il 68,80% delle aziende bergamasche ha mantenuto i propri pagamenti invariati, il 16,68% ha peggiorato i tempi di pagamento, il 14,53% li ha migliorati.

Grande il divario tra le imprese piccole e quelle di maggiori dimensioni. Più sono grandi, peggio pagano.

In regione, le micro imprese (fatturato inferiore a 2 milioni di euro e meno di 10 dipendenti) sono state puntali nel 54,38% dei casi; le piccole (meno di 10 milioni di euro e sotto i 50 dipendenti) nel 40,17%; le medie (fatturato inferiore ai 50 milioni di euro e meno di 250 dipendenti) nel 24,42%; le grandi (fatturato superiore ai 50 milioni di euro e più di 250 dipendenti) solamente nel 11,79% dei casi.

Nei pagamenti oltre i 4 mesi, invece, le differenze si annullano: micro e grandi saldano intorno allo 0,15% dei casi. A livello settoriale, in regione commercio all’ingrosso (44,48%) e industria e produzione si contraddistinguono per una minore percentuale di pagamento alla scadenza. I settori più puntuali sono stati invece quelli dell’agricoltura, caccia e pesca (64,99%) e dell’industria estrattiva (54,29%). Nella fascia dei ritardatari moderati, ovvero le imprese che pagano entro il mese di ritardo, la maggior concentrazione si riscontra nel commercio all’ingrosso (51,72%) e nell’industria e produzione (50,64%). Bene i pagamenti nella categoria dei ritardi oltre i 4 mesi. In nessun comparto la percentuale ha superato lo 0,39% dei casi.

“Nel corso dei primi 9 mesi del 2011 abbiamo osservato un graduale miglioramento nei tempi di pagamento delle imprese italiane, anche se siamo ancora lontani dai livelli del 2007. Un trend che dovrà essere verificato nei prossimi trimestri, vista la recrudescenza della crisi economica che si è consolidata negli ultimi mesi – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato CRIBIS D&B –. Condizionato dalla congiuntura economica negativa, il contesto economico si sta caratterizzando per una maggiore fluidità, intesa come maggiore dinamicità e velocità nei cambiamenti, sia a livello di controparti (clienti e fornitori), sia a livello di andamento di mercato"

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