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“Morire a scuola, la storia di Vito”

Seconda puntata della rubrica “Il Polemico”, tratto dal Blog dello studente Roberto Pinotti.

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Seconda puntata della rubrica “Il Polemico”, tratto dal Blog dello studente Roberto Pinotti.

Vito Scafidi era un giovane studente piemontese quando il 22 novembre di tre anni fa perse la vita al Liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli, a causa del crollo del contro soffitto della propria aula, che a sua volta ha fatto cadere un pesante tubo in ghisa che ha travolto il ragazzo. Dopo la morte, tra i politici iniziò una gara a chi si indignava prima, ignari del fatto che i tagli alla scuola pubblica li stavano facendo loro. Ieri, nel giorno del terzo anniversario, la madre di Vito ha inviato ad alcuni giornali nazionali una lettera in cui chiede di ricordare tutti gli studenti morti in questi anni: dal suo Vito, ai ventisette bambini San Giuliano, fino ai ragazzi della casa dello studente a L’Aquila. Perché non possiamo permettere che le nostre scuole cadano a pezzi. Ecco alcuni passaggi della lettera: “Mi chiamo Vito. Non riesco a usare il passato; non riesco a dire "mi chiamavo". Sarà perché anche per me morire a diciassette anni è la cosa più assurda, e morire a scuola addirittura incredibile. Ma non riesco a pensare a me stesso al passato. Per cui, dico ancora che mi chiamo Vito. Vito Scafidi. … Che strano, non ci avevo mai pensato. Come fa uno che ha la vita persino dentro il nome, con solamente una vocale modificata, ad andarsene via così presto? Come fa Vito/Vita a incontrare la morte? E’ stato così, un momento solo, un istante, e non c’ero più. … Sono passati tre lunghi e interminabili anni, e vi assicuro che passerà una vita e anche essa non sarà in grado di lenire il dolore di ieri, di oggi e di domani. Davanti al portone della mia casa, ho visto la mia famiglia correre per cercare di salvarmi la vita. Ma per quanto grandi potessero essere le braccia dei miei genitori e per quanto lontano potessero vedere i loro occhi, non hanno potuto proteggermi nella mia scuola. Ed è stata proprio la scuola a tradirmi, mentre cercavo di costruire al meglio il mio futuro. Io sono la vittima del correre contro il tempo, del vostro non prestare attenzione alle cose che si fanno, vittima dell’incuria, dell’ingiustizia, della legge, vittima di un sistema sbagliato che combattiamo solo a parole ma senza i fatti, sono vittima di una memoria che non c’è stata, vittima del modo sbagliato di dimenticare del lasciarci alle spalle le cose soprattutto se non ci riguardano in prima persona, vittima delle porte sbattute in faccia davanti a chi ci chiede aiuto. … Oggi come ieri muore un ragazzo, e morirà ogni giorno insieme ai ventisette bambini di San Giuliano, insieme alle vittime de L’Aquila della casa dello studente. Moriremo ogni giorno dimenticati da tutti. … Vi chiediamo di ricordarci, perché siamo esistiti, perché, in modi diversi, abbiamo lottato per voi. E vi chiediamo di lottare per noi, per i vostri figli, nipoti, e ve lo dice un ragazzo che ha perso la vita a scuola. … Quante volte abbiamo chiesto risposte e spiegazione, ma abbiamo assistito e sempre assisteremo se non cerchiamo di cambiare questo sistema, ad un continuo scaricare barile tra le istituzioni. Non è colpa di nessuno ed invece è colpa di tutti coloro che hanno il compito di garantire la sicurezza di noi studenti a scuola. Troppo l’uomo ha da disseppellire, da riportare in vita da una morte ingiusta. Senza solide basi ci si sgretola presto. Non esiste un combatto domani perché oggi non mi sento pronto, esiste un combatto oggi sennò non avrò un domani! Vito.”

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Commenti

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  1. Scritto da replica handbags

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  2. Scritto da gra

    ricordare per non dimenticare una preghiera per vito

  3. Scritto da lilli

    Grazie per averlo ricordato perchè, purtroppo, quando succedono certe disgrazie passato il giorno del dolore ognuno torna alle sue abitudini chi non c’è più va nel dimenticatoio lasciando che le cause dell’accaduto restino sconosciute. Non si può morire sotto il soffitto di un’aula perchè chi deve fare le adeguate manutenzioni non le fanno perchè vengono tagliati i fondi. meditate gente meditate

  4. Scritto da adriano

    che dire…una lettera stupenda.