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Frode fiscale, sequestrati appartamenti in centro città

Sigilli della Finanza in via Locatelli e via Zelasco, a Bergamo, ma anche a Milano e Cavernago. Una frode fiscale da 15 milioni di euro, secondo l'accusa, architettata da tre imprenditori bergamaschi. Beni sequestrati per due milioni.

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Ha portato anche al sequestro di due lussuosi appartamenti nel centro di Bergamo l’operazione "Easy Money" (vai al comunicato stampa) della Guardia di Finanza di Bergamo, in particolare della compagnia di Treviglio. Le Fiamme Gialle hanno scoperto una frode fiscale da 15 milioni di euro arrivando al sequestro di beni per 2 milioni di euro. I sigilli della Finanza sono scattati su due appartamenti, in via Zelasco e in via Locatelli, che risultavano di proprietà di uno dei tre imprenditori attivi nella Bassa Bergamasca e protagonisti della frode, secondo gli inquirenti.
L’operazione "Easy Money" è iniziata nell’autunno del 2010, dopo alcuni delicati accertamenti della Guardia di Finanza di Treviglio, nell’ambito dell’edilizia. La frode era caratterizzata anche da una serie di fallimenti di piccole società che operavano in edilizia e i fallimenti venivano registrati, spesso, al tribunale di MIlano. Per questo motivo l’inchiesta è finita nelle mani della procura milanese. Ma si tratta di fatti del tutto bergamaschi.
Nel mirino sono finiti tre imprenditori residenti rispettivamente a Bergamo, Calcio e Cavernago. Secondo l’accusa i tre imprenditori avevano architettato un complesso sistema di frode del fisco. Una grossa impresa da loro gestita acquisiva contratti per opere varie in edilizia, soprattutto nel settore privato. Ma i contratti venivano quasi sempre subappaltati ad altre piccole società, create ad hoc, che miravano a truffare i loro creditori (ad esempio i fornitori di materiali) tramite la procedura di fallimento, oppure versavano i contributi ai dipendenti tramite crediti Iva inesistenti. Una frode accertata, secondo le Fiamme Gialle, di 15 milioni di euro.
L’ultima tappa dell’inchiesta è stato il decreto emesso dal Gip di Milano Maria Cristina Mannocci, che ha portato al sequestro di 8 appartamenti, di cui due nel pieno centro di Bergamo, in via Zelasco e via Locatelli. Altri immobili sequestrati sono un appartamento a Cavernago, dove viveva uno dei tre imprenditori, e cinque appartamenti a MIlano. Sequestro anche per tre box, 2 depositi ad uso commerciale, 14 appezzamenti di terreno che erano stati acqusiti dagli stessi imprenditori in Sicilia.
I tre imprenditori bergamaschi risultano ora indagati, con un’accusa pesante: associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla bancarotta fraudolenta.

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