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Maroni: “L’alleanza col Pdl momentaneamente finita”

L'alleanza con il Pdl «è finita momentaneamente, perchè se un partito è all'opposizione e uno alla maggioranza vuol dire che è finita». Così Roberto Maroni ospite della 'Telefonatà di Murizio Belpietro.

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L’alleanza con il Pdl «è finita momentaneamente, perchè se un partito è all’opposizione e uno alla maggioranza vuol dire che è finita». Così Roberto Maroni ospite della ‘Telefonatà di Murizio Belpietro. L’esponente del Carroccio non si sbilancia sul futuro: «Lo vedremo, avremo modo in questi 15 mesi di valutare se e come sarà possibile sul piano politico nazionale ricostruire una alleanza che sui territori c’è e continua. Ma per le politiche il nuovo percorso è tutto da costruire». «In tutti questi mesi – ha sottolineato Maroni – la polemica è stata che il governo Berlusconi non poteva fare solo Iva e patrimoniale». Ora «mi pare che l’esordio del governo Monti sia solo nuove tasse, aumento dell’Iva di 2 punti, reintroduzione dell’Ici, la patrimoniale e soprattutto le pensioni che è un modo per fare cassa e ora diventa la bandiera del nuovo esecutivo». Ora «io mi aspetto che queste misure siano accompagnate da provvedimenti innovativi per la crescita cose cui nessuno di noi aveva mai pensato, ma non credo sarà così e per questo serve una forza di opposizione». Il Carroccio, ha rilevato, è al momento «l’unica forza di opposizione e svolge un compito democratico», visto che «solo in Libia» in Parlamento non c’era opposizione. Il problema del nuovo esecutivo, comunque, non è Monti, «che conosco e stimo», nè le «professionalità dei singoli ministri, ma il progetto complessivo del governo». La Lega si comporterà «con grande lealtà e correttezza, ma non possiamo fare sconti a Monti solo perchè è varesino come me…». Quanto a Corrado Passera, Maroni ha ricordato che sì «Banca Intesa è presente in molte società che si occupano di opere pubbliche» ma «lui si è dimesso e sono certo che si comporterà in modo corretto. Spero che riesca a far partire tutte quelle opere pubbliche che noi non siamo riusciti a fare partire».

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