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In Valbrembana si discute sulla riorganizzazione del 118

L’Areu rende noti i dettagli del suo piano di riorganizzazione del 118 per la Val Brembana: più mezzi di soccorso (solo da fine 2012), ma senza ambulanza medicalizzata all’ospedale.

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L’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) rende noti i dettagli del suo piano di riorganizzazione del 118 per quanto riguarda la Val Brembana, che entrerà in vigore a partire dalla prossima primavera: più mezzi di soccorso (solo da fine 2012), ma senza ambulanza medicalizzata all’ospedale. La nuova impostazione del servizio, però, sembra suscitare perplessità – come è già successo in Valle Seriana – anche se nessuno si è ancora pronunciato in via ufficiale. Stando al piano di ridistribuzione dei mezzi si eliminerebbero la postazione notturna di Zogno e l’ambulanza medicalizzata di stanza a San Giovanni Bianco, pur estendendo la portata degli altri mezzi fino a Lenna e a San Pellegrino. Il riassetto quindi porterebbe a questa situazione: un’auto medicalizzata (incapace di trasportare i pazienti) in sostituzione dell’ambulanza 24 ore su 24; un’ambulanza di base (solo con soccorritori volontari) a Lenna per 24 ore; – un’ambulanza di base diurna a San Pellegrino (solo a partire dalla fine del 2012).

La riorganizzazione porterebbe quindi dalle due ambulanze attuali (quella di San Giovanni Bianco e quella di Zogno) ad una sola di stanza a Lenna, affiancata da un’auto medicalizzata all’ospedale di San Giovanni Bianco, per poi essere raggiunta da una seconda ambulanza a fine del 2012, operante solo 12 ore al giorno e con base a San Pellegrino. Il piano del 118 ha creato dibattito nella Valle, ma Oliviero Valoti, medico responsabile del 118 di Bergamo, rassicura sulla validità del riordino, nonostante le perplessità sollevate: “La Val Brembana è sicuramente l’area che dalla ridistribuzione trarrà maggiori benefici. Secondo i dati attuali, infatti, oggi l’utilizzo dell’ambulanza medicalizzata all’ospedale è poco razionale. Su cento interventi solo quattro necessiterebbero del medico. Medico che, però, esce ugualmente e, invece, potrebbe essere utilizzato per altre situazioni. Con l’auto medicalizzata in ospedale e l’ambulanza di base a Lenna, invece, il servizio migliorerà. Facciamo l’esempio di un incidente stradale su cui arriva l’auto col medico a bordo. Se questi verifica che il caso non è grave attende l’ambulanza e poi è libero di intervenire su altre eventuali chiamate. Oggi, invece, deve seguire l’ambulanza. Se l’incidente, al contrario, è da codice rosso, sale sull’ambulanza e segue il ferito fino all’ospedale. Con tale riorganizzazione il medico potrà dedicare più tempo all’utenza. Oggi, al contrario, deve intervenire anche laddove non necessario, è usato a sproposito”.

Oltre a spiegare l’utilità dell’auto medicalizzata, Valoti illustra anche i motivi che hanno portato all’eliminazione dell’ambulanza notturna di Zogno, constatando che è “poco calibrata per i pochissimi interventi che effettua. E la sposteremo, però diurna, da fine 2012, a San Pellegrino”. Infine, descrive la situazione per la media e bassa valle, che verrà servita da una nuova postazione di 24 ore a Villa d’Alme, affiancata dalla capillare rete di volontariato già presente con gruppi come i Volontari ambulanze Brembilla. La riorganizzazione del servizio in provincia dovrebbe partire a primavera, affiancato da un suo potenziamento con quattro nuove ambulanze di base previste dalla Regione.

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Commenti

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  1. Scritto da Peppe

    Non vedo dove stia tutta questa razionalità. Mettono un mezzo H24 in cima alla valle dove l’utenza è limitata e lasciano scoperta tutta la bassa valle e le valli laterali. Ha fatto due conti il signor Valoti di quanto impiega un ambulanza da Lenna ad arrivare a Serina? Sempre che questa ambulanza sia disponibile, perché potrebbe magari essere impegnata con l’automedica nel trasferimento di una paziente dall’eliporto di Briolo all’ospedale o in un trasferimento urgente dal pronto soccorso, come spesso accade. L’ambulanza più vicina a Zogno, nel 2012 sarà a Villa d’Almè… sempre che non sia impegnata in un servizio sul territorio di competenza. Spero vivamente che gli amministratori si sveglino e cerchino di riportare l’ambulanza a Zogno, possibilmente 24H o nel peggiore dei casi nelle 12 ore diurne, dato che anche quella di San Pellegrino sarebbe scarsamente strategica per la bassa valle.