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Nuovo comprensorio, Colere cerca il rilancio

Investimenti per oltre 60 milioni di euro per il collegamento tra le stazioni sciistiche comprese tra Colere e Lizzola. Prevista la costruzione di un Hotel di lusso, facente parte del "Neviland resort".

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Colere cerca il rilancio e lo fa attraverso un mega progetto con investimenti per oltre 60 milioni di euro. Un progetto, fa sapere il sindaco Franco Belingheri, che vede il collegamento delle stazioni sciistiche tra Colere e Lizzola (e il rifacimento della seggiovia Colere-Polzone) che unirà 40 chilometri di piste (l’accordo in Regione verrà firmato mercoledì dopo il quale si avranno tre anni di tempo per concludere i lavori). Non solo, è in programma anche la costruzione del “Neviland resort” in località Carbonera, un residence che verrà realizzato dal gruppo immobiliare Dallagrassa disposta ad investire 50 milioni di euro per la realizzazione di un hotel con Spa che metterà a disposizione dei turisti 80 camere, e 150 case che formerà un vero e proprio borgo.

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Commenti

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  1. Scritto da walter semperboni

    Caro Enrico l’essere Montanari,come lo intendo io e come lo vivo,vuol proprio dire rispetto per l’ambiente dove si vive!!!Definire la pista del sole di Lizzola uno scempio significa negare la realtà e fare solamente demagogia;a Lizzola gli scempi fatti delle seconde case non erano collegati agli impianti,ma ad uno stretto giro di persone e dell’amministrazione Piffari ed in ultimo rigetto pure le sue previsioni,ci son tempi di “vacche grasse”e tempi di “vacche magre”come in tutte le cose!!!

  2. Scritto da enrico

    Caro sig. Semperboni, ì’essere montanaro non è sinonimo dell’essere amante e rispettoso dell’ambiente in cui si vive, altrimenti come ci si spieghrebbe gli scempi del col Vareno, di Montecampione, di Valbondione, di Foppol? Solo x stare nelle nostre valli… Non affrontiamo il disastro della pista del sole di Lizzola, che invito tutti i montanari a visitare x far capire il tipo di amore di cui lei parla. Sembra lo stesos amore di cui parla uno stupratore alla sua vittima!
    Io stesso sono un montanaro, unodella Presolana, ma mi permetto, se posso, di avere idee diverse dalle sue. Sappiamo benissimo che gli impianti di risalita sono serviti come specchietto x le allodole x favorire scempi di seconde case, con le quali si sono arricchiti solo gli immobiliaristi! Ed i posti di lavoro? Quanti sono gli stagionali che lavorano in nero sugli impianti di risalita? Questa sarebbe la ricchezza che promettete? Ed in quali condizioni economiche versano le vostre società? Stanno in piedi solo grazie alle partecipazioni di enti pubblici. Non dimentichiamoci poi che gli esorbitanti costi dello sci alpino allontanano sempre di più l’utenza, basta farsi un giro sulle piste delle nostre zone x rendersene conto.
    Non parliamo poi del problema legato al cambiamento climatico. Nelle zone + basse la pioggia, anche lo scorso anno, ha troppo spesso sostituito la neve… basti pensare a quante giornate è stata sciabile, fino all’arrivo, la pista di col vareno o quelle del passo della presolana.
    In conclusione, credo che sia normale che sul campo vi siano posizioni diverse, anche sul futuro economico delle nostre vallate prealpine; non sono uno di quelli che è contro e basta, quello esistente va sicuramente valorizzato e migliorato, magari con manutenzioni, inerbimenti, sistemazioni delle zone dissestate ….
    Cerchiamo di essere un po’ + onesti, non vendiamo sogni, quando poi ci si ritrova solo con incubi da gestire, dissesti idrogeologici, disastri ambientali (impianti di Valcanale), fallimenti economici ed impoverimento del nostro territorio.
    In fede
    Enrico