BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Case non abitabili, se ne va l’assicurazione

I condomini Alba di Bolgare sono abitati da una serie di famiglie dal 2004, ma non c'è mai stato il certificato di abitabilità a causa di una serie di carenze riscontrate dall'Asl dopo la costruzione.

Più informazioni su

IL lettore di Bergamonews Eugenio Meni, residente a Bolgare in via Monza, torna sulla vicenda delle case della zona che sono abitate dal 2004 ma non hanno il certificato di abitabilità. Anche l’assicurazione, essendosi accorta di questa situazione, si è rifiutata di rinnovare la polizza sulle case.

Gentile redazione di Bergamonews,

a Bolgare l’odissea continua, anzi peggiora, per i proprietari e residenti del condominio Alba, in via Monza. Scopriamo che nel caso di infortunio di qualsiasi tipo all’interno del nostro condominio, noi proprietari, nostro malgrado, corriamo il rischio di essere oggetto di un avviso di garanzia, per responsabilità oggettiva nei danni verso terzi, perché siamo privi del certificato di assicurazione. Perché ne siamo privi? E’ presto detto. Le assicurazioni interpellate si rifiutano di sottoscrivere la polizza ormai scaduta, perché manca il famigerato certificato di abitabilità. Come già avevamo segnalato nel luglio scorso sul vostro e altri giornali, dopo quasi otto anni non esiste infatti il certificato di abitabilità. Il certificato è che gli immobili non sono commerciabili ed il loro valore è declassato del 50% rispetto al suo valore iniziale. Si, è tornata l’illuminazione pubblica, ma ora un’altra tegola pende sugli stessi appartamenti. L’assicurazione si rifiuta di stipulare la polizza condominiale per la mancanza del certificato di abitabilità. Un’altra tegola che impedisce ulteriormente di commercializzare il condominio. Quanto sopra per evidenziare ulteriormente che il certificato di abitabilità ha un ruolo importante per gli immobili, non solo per la commerciabilità, e il mantenimento del valore iniziale, ma per tutte una serie di altre conseguenze.

Eugenio Meni, residente

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da andrea

    che cavolo di impresario è questo?

  2. Scritto da memento

    ribadisco….la responsabilità è anche del comune che non controlla mai!!!….ci sono case a Bolgare che scaricavano le fognature nel cherio…una sola richiesta…fate il nome dell’impresa

  3. Scritto da un residente e proprietario

    L’impresa costruisce in forza di una C.E., ma prosegue nei lavoti in totale difformita’ della stessa. Con DIA modifica quanto difforme dalla stessa C.A., la legge lo pervede, ma quanto dichiarato anche nella DIA, e’ difforme da quanto realizzato, mancanza aeroilluminante da 1/8 x regolamento si riscontra 1/13, mancana isolamento acustico, termico, e di calpestio, scale condominiali non conformi al regolamento locale di igiene -impresa e direttore lavori sono stati segnaleti alla Procura x falsa attestazione-, puo’ bastare? Il comune certifica nel 2010, che non sara’ mai rilasciato il certificato x la mancanza dei requisiti previsti dall’Asl. Si fa prima ad abbattere tutto il condominio, che fare quanto prescrive l’Asl…..costerebbe meno! E poi le chiamano imprese….si……di m…a!!!!

  4. Scritto da Un residente e proprietario

    Il venditore aveva richiesto l’abitabilita’ al comune, ma dopo 7 giorni lo stesso comune sospende il rilascio del certificato, lo stesso venditore o impresa al momento del rogito omette di comunicarlo, io che acquisto l’appartamento ero all’oscuro della sospensione, altrimenti col vavolo che acquistato. Quindi da parte del venditore puo’ essere ipotizzata la “truffa voluta”. Non solo impresa e direttore dei lavori, sono stati segnalati alla Procura di Bergamo e all’ordine degli architetti per “falsa attestazione”

  5. Scritto da memento

    MA IL COMUNE NON DOVEVA CONTROLLARE E VERIFICARE TUTTI I VARI DOCUMENTI?!?…IO PROPORREI DI ANDARE DAL VECCHIO SINDACO E DALL’ASSESSORE ALL’EDILIZIA A CHIEDERE IL RISARCIMENTO

    1. Scritto da simone

      ma se il comune è in accordo con l’ impresa, non vigilerà mai sul cantiere di lavoro

  6. Scritto da marina zanelli

    In genere quando si acquista un appartamento si chiede al costruttore/venditore il cerfificato di abitabilità. La nuova abitazione deve essere venduta dopo che sono stati eseguiti gli eventuali lavori prescritti dall’ASL eseguiti i quali rilasciano l’abitabilità. Cose che probabilmente conoscete già. Rifarvi sul venditore noo?