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Tolta ambulanza di notte I sindaci protestano

Il piano del 118 prevede una sola ambulanza di notte in Valle Seriana. I sindaci protestano per una decisione "assurda" che va contro i cittadini.

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I sindaci di Ardesio, Gandellino, Gromo, Oltressenda Alta, Piario, Valbondione, Valgoglio e Villa d’Ogna hanno fatto fronte comune riguardo al nuovo piano sul servizio ambulanze, che prevede – a partire dal 2012 – la soppressione del turno notturno (dalle 20 alle 8) per una delle due ambulanze in servizio in alta Valle Seriana. I primi cittadini di questi comuni hanno intenzione di presentare una lettera all’Assessore regionale per la Sanità Luciano Bresciani, al direttore generale dell’Azienda regionale emergenza urgenza Alberto Zoli ed infine a assessori e consiglieri regionali bergamaschi. Nelle righe redatte dai sindaci, il loro giudizio sulla questione è lapidario: “Scusate la franchezza, ma questo non è un piano strategico! E’ un piano assurdo, completamente giocato sulla pelle della nostra gente”. La posta in gioco, ritengono i sindaci, è troppo alta: se la decisione venisse confermata, il vasto territorio montano dell’area interessata difficilmente sarebbe servito adeguatamente da una sola ambulanza, anche se affiancata da un’automedica come prevede il piano in termini compensativi. Per i primi cittadini dei Comuni interessati, tuttavia, non è sufficiente, come spiegano nella lettera: “Forse che il paziente bisognoso di ospedalizzazione possa essere caricato in auto? E poi: questo Msa (automedica, ndr), secondo la competenza attribuitagli dal vostro piano, avrà una zona di operatività vastissima (ancor più la notte quando è precluso l’utilizzo dell’elicottero), dalla bassa/alta Valle Seriana fino a tutta la valle di Scalve e molto altro. Quando l’ambulanza sarà impegnata in trasporti critici verso i nosocomi specialistici di riferimento (come Bergamo o Seriata, ndr) quale mezzo di soccorso assolverà alle chiamate di un’intera valle? Con quali percorrenze e quindi con quali tempi di intervento?”. Prendendo atto di tutte queste considerazioni, i sindaci firmatari della missiva annunciano la loro volontà di difendere a tutti i costi lo stato attuale del servizio notturno: “Certamente non aspetteremo passivi che le inevitabili conseguenze in relazione al piano si consumino sulla pelle della nostra gente di montagna, pure abituata a resistere a disagi e sacrifici empre più pesanti, ma non certamente disposta a pagare con la propria salute o vita provvedimenti assurdi e fuori da ogni concezione di Stato e Regione moderni”.

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Commenti

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  1. Scritto da giovanna

    risparmiare sulla salute dei cittadini è da criminali

  2. Scritto da walter semperboni

    certo si tolgono le ambulanze a Noi Montanari,perchè secondo i Nostri governanti sono uno spreco,ma non si tolgono privilegi e auto blu a loro…che schefe!!!

  3. Scritto da Narno Pinotti

    Nell’articolo mancano dei numeri: per farsi un’idea di quanto costa una postazione notturna con infermiere professionale incentivato, quanti interventi ha fatto negli ultimi cinque anni, quanti di essi trasportando pazienti in codice rosso in rapporto agli abitanti del territorio, quanto costa l’automedica che sarà introdotta (medico anestesista e infermiere).
    Vale per la redazione: o si mette in pagina qualsiasi vibrante appello arrivi, anche se del tutto nudo di dati?