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Quattro italiani su 10 temono di perdere il posto

Forte allarme per il mercato del lavoro: 4 italiani su 10 temono di perdere il posto e pessimismo sull'occupazione arriva soprattutto da studenti e giovani.

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Forte allarme per il mercato del lavoro: 4 italiani su 10 temono di perdere il posto e pessimismo sull’occupazione arriva soprattutto da studenti e giovani. E’ il quadro che emerge dall’ottava indagine sulla crisi dell’Osservatorio Confesercenti-Ispo, conclusasi poco prima delle dimissioni dell’esecutivo Berlusconi.

Secondo l’indagine sale dal 27% al 42% la percentuale di persone preoccupata per il futuro del suo stesso posto di lavoro. Piu’ nel dettaglio i preoccupati sono il 93%: si dicono "molto" in apprensione il 42%, abbastanza il 35% e "un poco" il 16%. Anche in questo caso si assiste a una rapida ascesa dei molto preoccupati, che erano il 27% a giugno contro il 42% di oggi. I timori investono di piu’ il nord-est, dove temono decisamente per il proprio lavoro il 50% delle persone. Seguono il Centro (46% di "molto preoccupati") e il Sud (43%). Piu’ tranquilli nel Nord-Ovest, dove i molto preoccupati sono solo il 34%. In generale, spiega Confesercenti, la grande preoccupazione sulla crisi e’ accompagnata da un forte allarme per il mercato del lavoro: dove si passa dal 52% di giugno al 71% di questo mese, significativamente, la stessa percentuale dei "pessimisti" che non ritengono che la crisi sia passata.

"Abbastanza preoccupato" dal mercato del lavoro il 27%, mentre ad essere poco preoccupato e’ solo il 2%. A temere sono soprattutto gli studenti (95%), e i giovani in generale (84% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni). Come sempre, guida il fronte dei preoccupati il Sud (74%), poi Nord-Est (71%), Nord-Ovest (70%) e Centro (68%). Sinistra piu’ preoccupata di tutti (77%), seguita da apolitici (75%), centristi (69%). Piu’ rilassati gli italiani di centro-destra, con solo il 58% di "molto preoccupati".

E ancora. Un Paese "spaventato" e che "vede nero" sulla crisi economica: la stragrande maggioranza degli intervistati, il 96%, non pensa che stia finendo e i piu’ preoccupati sono i giovani. E’ questa l’Italia che il governo Monti ha appena ereditato secondo i dati dell’ottava indagine sulla crisi dell’Osservatorio Confesercenti-Ispo, conclusasi poco prima delle dimissioni dell’esecutivo Berlusconi. Il Paese che emerge dal sondaggio e’ un Paese che sta perdendo la speranza: per il 2012 solo un italiano su cinque (il 19%) intravede una ripresa economica, mentre uno su tre vede addirittura rischi di peggioramento. E il 49% degli italiani pensa che la situazione economica del proprio nucleo familiare peggiorera’ nel corso del prossimo anno. Per questo, secondo Confesercenti, il messaggio al nuovo Governo e’ "quello di fare presto. Servono risposte urgenti per tornare a crescere, rilanciando le imprese per creare lavoro e per far ripartire i consumi". L’Italia, si legge nel rapporto, "vive con grande preoccupazione le difficolta’ economiche attuali e guarda con pessimismo al futuro. Da giugno a oggi, balza dal 57% al 71% la quota di italiani assolutamente convinta che il peggio non sia passato". La stragrande maggioranza degli intervistati (96%) non pensa che la crisi stia finendo. Tra questi, da segnalare l’aumento degli spaventati: la percentuale di persone che non sono assolutamente d’accordo con l’idea che il peggio sia alle nostre spalle sale dal 57% di giugno al 71% di oggi. A temere di piu’ il protrarsi della crisi sono i giovani: soprattutto quelli di eta’ compresa tra i 18 e i 24 anni (88%) e chi nella propria famiglia ha vissuto la perdita del lavoro o situazioni di cassa integrazione (84%). Tra i pessimisti anche chi ha un titolo di studio elevato (75%) e i giovani adulti tra i 35 e i 44 anni (75%). Al sud la percentuale maggiore di pessimisti (77%), mentre sono solo il 65% nel Nord-Ovest, il 68% nel Nord-Est e il 69% al Centro. Nel computo per categorie politiche, si dicono meno d’accordo con l’idea che il peggio sia passato soprattutto gli apolitici (79%), seguiti da chi si ascrive all’area di Sinistra/Centrosinistra (75%). Piu’ rilassati gli italiani di Destra/Centrodestra (55%) e Centro(52%). "Quattro gatti" gli ottimisti: solo il 4% degli intervistati, infatti, ritiene di aver ormai superato il momento piu’ acuto di criticita’. Secondo l’indagine dell’Osservatorio Confesercenti-Ispo inoltre sono le piccole aziende a soffrire di piu’: per 8 italiani su 10 (81%) la "crisi ha messo in ginocchio le aziende di piccole dimensioni piu’ di quelle grandi".

Significativamente, il timore e’ piu’ alto 86%, nel Nord-Est. A livello nazionale, sono piu’ che convinti della crisi della piccola impresa il 38% degli intervistati e abbastanza convinti il 43%. E sono appena il 2% gli italiani che si dicono "poco preoccupati" per la situazione economica dell’Italia. Molto significativa, invece, la crescita degli italiani, di qualunque eta’, che si ritengono "molto preoccupati" per la situazione economica del Paese: ben 20 punti da giugno (48%) ad oggi (68%). Si dice "abbastanza preoccupato", invece, il 30% degli intervistati. Anche in questo caso, i "molto preoccupati" sono soprattutto al Sud (72%), mentre sono il 69% al Centro, il 66% al Nord-Est e il 64% al Nord-Ovest. Per quanto riguarda l’area di appartenenza politica, i piu’ preoccupati sono nell’elettorato di Sinistra/Centrosinistra (73%), poi gli apolitici (71%), i centristi (68%) e, ultimi, gli italiani che si dicono di destra (57%). Infine cresce smisuratamente il livello di preoccupazione per la situazione economica familiare. Il 92% degli intervistati vede "nero", ed e’ molto (53%) o abbastanza (39%) preoccupato. Solo l’1% si dice sereno.

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Commenti

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  1. Scritto da francesco

    buongiorno a tutti . se sie arrivato a questo dobbiamo ringraziare i banchieri e quelli che stanno speculando tutto oggi e adesso le conseguenze li paga il popolo come sempre