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Produzione snella ora ci provano anche le Pmi fotogallery

Incontro nella divisione di ABB a Dalmine nell’ambito della settimana di approfondimento organizzata dal Club dei 15 di Confindustria.

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Le grandi aziende hanno fatto da apripista, ma ora si stanno affacciando anche le piccole e medie, attirate dalle prospettive di razionalizzazione e risparmio legate all’adozione della filosofia “Lean production”, ovvero produzione snella.

Un gruppo di studio ed approfondimento su questi temi è attivo da un anno e mezzo all’interno di Confindustria Bergamo, coordinato da Aldo Angeletti, imprenditore componente del Consiglio Direttivo della Piccola Industria.

“E’ un gruppo che si sta consolidando – ha spiegato durante un incontro nella sede di ABB Dalmine – e che ha proprio l’obiettivo di offrire approfondimenti su questi temi, favorire lo scambio di esperienze ed essere un punto di riferimento per chi intende avvicinare a questa metodologia”.

Fa parte di questi approfondimenti la visita svoltasi alla divisione media tensione di ABB a Dalmine, nell’ambito della "Settimana Lean", programmata con il Club dei 15 di Confindustria.

Obiettivo del roadshow nazionale (organizzato dal raggruppamento delle Associazioni industriali territoriali del Sistema Confindustria dove più alta è la vocazione manifatturiera dell’economia locale), è promuovere la filosofia “Lean Production” nel mondo produttivo attraverso la diffusione capillare delle metodologie di approccio che aiutano le imprese a focalizzarsi sulle attività e sui progetti a maggiore valore aggiunto, eliminando così gli sprechi e consentendo di recuperare competitività, produttività e risorse attraverso un’opera di riorganizzazione interna.

In particolare la Lean production mira a specificare precisamente il valore dalla prospettiva del cliente finale, a identificare chiaramente il processo che consegna valore al cliente, ed eliminare le fasi che non aggiungono valore, a produrre in un flusso senza interruzione, a non produrre niente fino a che non ce ne sia bisogno, poi produrre questo velocemente, a immaginare continui miglioramenti.

“Rispetto ad altri approcci – ha sottolineato Pier Giuseppe Cassone, dell’area innovazione di Confindustria Bergamo – quello della Lean production è molto pratico e questo può aiutare soprattutto le piccole e medie imprese”.

“Come Abb Dalmine – ha spiegato Fabio Golinelli, supply chain manager, che con Fabio Tagliaretti, general manager, ha illustrato l’attività di Abb e fatto il punto sul progetto “Lean” – ci siamo posti gli obiettivi della riduzione del contenuto di lavoro, del miglioramento dell’efficienza e della maggiore velocità di processi e consegne. Tutto questo con il proposito di rafforzare il nostro ruolo di innovatori anche all’interno del gruppo e di motivare e coinvolgere maggiormente il personale”.

Un processo avviato nel 2008 e condotto tutto internamente, grazie alle disponibilità di risorse umane competenti in questo ambito, che ha avuto esiti positivi da ogni punto di vista, senza contraccolpi di carattere sindacale, anche grazie ad un trend occupazionale in crescita.

Un convinto cultura della “Lean production” è Giulio Guadalupi, vice-presidente di Vin Service che da gennaio ha strutturato una linea secondo questa organizzazione e procederà con successive riorganizzazioni fino al 2015. “Sono entusiasta e lo sono anche i dipendenti. Nel corso del primo anno sono già stati ripagati i costi”.

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Commenti

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  1. Scritto da Enrico Espinosa

    L’11 Novembre ho pubblicato sul mio sito un articolo sulla lean production (Lean Production: nuovi suoni per antiche pratiche: http://www.e3group.eu) mettendo in guardia i consulenti di come approcciare la produzione snella con le PMI. Non c’è ritardo rispetto a Toyota ma c’è solo bisogno di recuperare le buone pratiche di una volta.

  2. Scritto da Diego

    Bene. Con 60 anni di ritardo rispetto alla Toyota e almeno 30 rispetto a Galgano. Meglio tardi che mai. Aziende che nemmeno sanno di avere una miniera d’oro.