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L’omosessualità torna reato Legge anti-gay a S. Pietroburgo

Multe a gay, lesbiche, bisessuali e trasgender che professano apertamente il loro orientamento sessuale in presenza di minori, equiparando di fatto manifestazioni come i Gay-pride alla propaganda della pedofilia.

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Quasi tornando ai tempi sovietici, quando l’omosessualità era un reato (depenalizzato solo nella Russia post-comunista nel 1993), il ‘parlamentò di San Pietroburgo ha approvato in prima lettura una legge che prevede multe per i gay, le lesbiche, i bisessuali o i transgender che professano apertamente il loro orientamento sessuale in presenza di minori, equiparando di fatto manifestazioni come i Gay-pride alla propaganda della pedofilia. Un provvedimento aspramente criticato dagli attivisti gay, che lo hanno definito «medioevale» e una «trovata pre-elettorale» per rafforzare il partito putiniano Russia Unita (promotore dell’iniziativa), preannunciando ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. La legge, che richiede altre due letture dopo la recente approvazione (37 voti a favore e una astensione), prevede multe da 3000 a 5000 rubli (da 72 a 120 euro) per i singoli e sino a 50 mila rubli (1200 euro) per le organizzazioni che promuovono pubblicamente tali attività, come riferiscono alcuni media russi. Ma il presidente del ‘parlamentò di San Pietroburgo, Vadim Tiulpanov, ritiene che le sanzioni dovrebbero essere inasprite portando le multe sino a 500 mila rubli (12 mila euro). L’iniziativa è analoga a quelle già varate nella regione di Arkhangelsk lo scorso settembre e nella regione di Riazan nel 2006. Gli attivisti gay sono già scesi in strada nell’antica capitale degli zar con singoli picchettaggi (l’unica forma di protesta che non richiede l’autorizzazione delle autorità). Da anni tentano di organizzare gay pride a Mosca e a San Pietroburgo ma le loro richieste vengono puntualmente respinte, in un Paese fortemente omofobo. Pur essendo stata abolita nel 1993 come reato, l’omosessualità è rimasta in Russia sino al 1999 nella lista delle malattie mentali. L’ex sindaco di Mosca Iuri Luzhkov aveva definito «opera di Satana» le parate gay, regolarmente negate o represse a manganellate.

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Commenti

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  1. Scritto da sergio

    Professare apertamente il proprio orientamento sessuale, sia per gli etero sia per i non, con le effusioni come il bacio o mano nella mano, non è ovviamente condannabile in un paese civile, ma se a ciò si affianca e si mette a “nudo” il proprio orientamento sessuale, è da condannare e reprimere, sia per gli etero e per i non…Quindi? Il ritorno al medioevo sta nel condannare a senso unico, in una categoria e non nell’altra, e questo dimostra veramente la bassezza di un regime antidemocratico, ma anche omofobo..