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Al Teatro Sociale “Il bambino dai pollici verdi”

Al Teatro Sociale in Città Alta, al via domenica 20 novembre, la rassegna di teatro per famiglie Giocarteatro con lo spettacolo di Tiziano Manzini "Il bambino dai pollici verdi"

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Al Teatro Sociale in Città Alta, al via domenica 20 novembre alle 16.30, con una novità di Pandemonium Teatro “Il bambino dai pollici verdi”, un’altra rassegna inserita nel cartellone della Casa delle Arti, edizione 2011/12 di Giocarteatro che l’Assessorato alla Cultura condivide con Il Teatro Prova e Pandemoniun per il pubblico più giovane, bambini e ragazzi insieme alle proprie famiglie.

Si tratta di una serie di quattro appuntamenti fissati in orario pomeridiano una volta al mese da novembre 2011 a febbraio 2012, seguiti (ad eccezione dello spettacolo programmato per il sabato di carnevale, 18 febbraio 2012) da laboratori ludici pensati soprattutto per i più piccoli. L’ingresso al laboratorio è compreso nel biglietto di accesso allo spettacolo. La rassegna Giocarteatro, da vivere con la famiglia, nasce dal sodalizio delle due compagnie organizzatrici, Il Teatro Prova e Pandemonium Teatro, con il comune obiettivo di offrire un cartellone ricco di novità e linguaggi artistici differenti, pensato per la famiglia e l’infanzia. Nei cinque anni dalla sua prima edizione, sede storica della manifestazione è stata il Teatro San Giorgio, dove alle produzioni delle compagnie organizzatrici si sono alternate le migliori proposte del Teatro Ragazzi italiano, che hanno arricchito il territorio di nuove esperienze artistiche e nuovi panorami culturali, i quali contengono sempre un implicito invito a spostare lo sguardo più avanti e allargarne le prospettive. Quest’anno la manifestazione avrà una programmazione “diffusa” e trasferisce al Teatro Sociale tre dei venti appuntamenti domenicali previsti. A questi si aggiunge l’immancabile appuntamento di ogni Carnevale: sabato pomeriggio, infatti, il Teatro Sociale aprirà le porte ai più piccoli con uno spettacolo a loro dedicato.

Domenica 20 novembre 2011, ore 16.30 si parte con il nuovo spettacolo “Il bambino dai pollici verdi” di Tiziano Manzini e Walter Maconi, regia Tiziano Manzini, costumi Emanuela Palazzi, luci e scene Carlo Villa e Graziano Venturuzzo, con Tiziano Manzini e Walter Maconi, produzione Pandemonium Teatro. Maurice Druon, autore francese, ha scritto la storia di un bambino, figlio di un fabbricante di cannoni, che, a un certo punto di quella che sembra una vita serena, tranquilla e ordinata, si accorge di possedere la straordinaria capacità di far germogliare velocissimamente fiori di tutte le qualità in qualsiasi posto toccato dai suoi pollici. L’eterna lotta tra la bellezza della Natura e le pulsioni distruttive dell’Uomo è condensata nella storia del bambino, protagonista di questa vicenda, che non si accontenta di facili risposte, ma che, grazie al suo magico talento, cerca di salvare il mondo dai disastri provocati dagli uomini. Ma non è forse il talento innato di ogni bambino quello di far rifiorire ogni volta l’umanità? Due giardinieri un po’ pasticcioni faranno rivivere sulla scena questa appassionante storia in equilibrio fra magia, avventura e divertimento, per giungere ad un finale sorprendente. Età: dai 5 ai 10 anni. Biglietto unico: Euro 6,00.

La rassegna prosegue Domenica 11 dicembre 2011, ore 16.30 con Il fieno di Santa Lucia, regia Silvia Barbieri con Patrizia Geneletti e Max Brembilla, produzione Il Teatro Prova. Una fredda sera di dicembre Tobia, uno dei pochi contadini rimasti nella periferia di una grande città, si accorge, riponendo i suoi attrezzi di lavoro, che qualcuno ha rubato il fieno dal mucchio destinato alle sue mucche. Con grande stupore scopre che una donna silenziosa e furtiva riempie il suo sacco di piccoli mazzetti di fieno: è Santa Lucia. Anche se è cieca, descrive benissimo l’aspetto di Tobia: gli rivela che sa vedere con altri occhi. Dispensatrice di giocattoli nuovi, ella racconta che nei mesi dell’anno corre per le case, non vista, a raccogliere i giocattoli vecchi o rotti, che i bambini non vogliono più. Li porta nella Grande Soffitta, dove restano molti anni. Aspetta che quei bambini divengano adulti, magari mamme e papà. Poi un giorno glieli fa ritrovare, come per caso: solo così i grandi possono ricordarsi dell’infanzia lontana e, grazie a questo ricordo, possono permettere che nuovi bambini vivano le grandi magie dei desideri e che ogni 13 dicembre appendano fiduciosi fuori dalla finestra un mazzetto di fieno per l’asinello di Santa Lucia. Età: dai 3 anni. Biglietto unico: Euro 6,00.

Domenica 22 gennaio 2012, ore 16.30 “Nel bosco addormentato” liberamente ispirato a Charles Perrault, ai Fratelli Grimm, a Tahar Ben Jelloun, a Giambattista Basile, a Italo Calvino e a tutti coloro che un giorno hanno incontrato la Bella Addormentata e ce l’hanno raccontato, drammaturgia Stefania Marrone e Cosimo Severo, regia Cosimo Severo, con Livia Gionfrida, Franck Nassirou, Aurora Tota, Fabio Trimigno e Vincenzo Scarpiello, musiche Fabio Trimigno, scene e costumi Iole Cilento, Porziana Catalano, realizzazione costumi Anna Severo, disegno luci Giuseppe De Luca, produzione Bottega degli Apocrifi in collaborazione con Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo Cosa succede quando un sogno si avvera? Questa storia comincia in una notte di luna piena. È notte e nel suo castello la regina sogna con tutte le sue forze di avere una figlia. Il suo sogno diventa realtà grazie alla Fata Bianca, una fata potente, elegante, bella, ma senza amore, che permette alla regina di avere una figlia, ma lancia una maledizione sulla principessa appena nata: «quando la principessa compirà 16 anni si pungerà il dito con un ago da cucito e morirà». Una fata meno bella, meno elegante e meno potente ottiene che la principessa non muoia, ma dorma per cento anni in attesa che l’amore la risvegli. Per 16 anni il re e la regina, le fate buone, la luna, i sudditi del regno cercano di nascondere al destino la strada per raggiungere la principessa. Quando lui arriva puntuale all’appuntamento la principessa non lo riconosce: si punge e cade in un sonno profondo. Tutto il regno si addormenta insieme a lei, tutti gli uomini, tutte le fate, tranne una, la Fata Bianca, che resta di fianco alla principessa a regalarle i sogni più belli, sogni che le sembrino più vivi della realtà, sogni che le facciano dimenticare che desidera svegliarsi. Solo l’amore vero, con le sue stramberie e imperfezioni, potrà essere più forte dell’inganno dei sogni perfetti, ma dovrà riuscire a farsi riconoscere. Biglietto unico: Euro 6,00.

Sabato 18 febbraio 2012, ore 16.30 Carnevale 2012 della Nuova Barberia Carloni, ideazione Mario Gumina e Teatro Necessario, regia Mario Gumina, costumi Patrizia Caggiati, pittore di scena Patrizio Dall’Argine scenotecnica Lab TbB – Paolo Romanini, luci Dario Andreoli, aiuto coreografia Fabrizio Giannini con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori, produzione Teatro Necessario in collaborazione con Danzarte progetto Next – Oltre il Palcoscenico, Regione Lombardia, grazie a Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti Nelle sparute barberie di provincia oggi rimangono specchi rettangolari appannati dal tempo e ricoperti da una ragnatela di graffi, vecchie sedie cigolanti, arnesi arrugginiti, odore di brillantina e impazienti avventori in silenziosa attesa del proprio turno. Ma soltanto mezzo secolo addietro la barberia era nientemeno che il luogo di ritrovo preferito dai signori. Un posto discreto, dove discutere liberamente dei propri affari e delle proprie idee. E c’era la musica, c’era il caffè e c’erano gli aneddoti balzani del fidato barbiere. La barberia era, in poche parole, il punto nevralgico del paese. L’idea portante dello spettacolo è ricreare l’atmosfera di quei tempi non troppo lontani in cui il barbiere cantava, suonava, serviva da bere, consigliava…, in una parola intratteneva i suoi ospiti. E, naturalmente, faceva barba e capelli. Nel gioco, il palco non è altro che la barberia medesima, animata dai tre aspiranti barbieri, e la platea una grande sala d’attesa. Il pubblico tutt’intorno ne definisce i confini spaziali e assurge infine a parte integrante della sala medesima, cioè dello show. Lo spettacolo gioca sul tempo dell’attesa. Attesa del cliente da parte dei barbieri che ingannano il tempo cimentandosi in singolari dimostrazioni di abilità. Attesa anche da parte dello spettatore, il quale, a conti fatti, non può che “temere il peggio”. Un’attesa che mistifica una più profonda crisi di identità, giacché “essere barbieri” significa “avere un cliente” così come “essere attori” significa “avere un pubblico”. Sciamani e dottori, veri e propri artisti del cuoio capelluto determinati a curare, a suon di lozione, qualunque problema, i barbieri/musicisti ostentano orgogliosi il proprio talento gestuale… certi che il cliente uscirà pulito e liscio, rigenerato nel corpo ed elevato nello spirito. Età: dai 7 anni.

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