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Whp, per promuovere la salute nei luoghi di lavoro fotogallery

Confindustria e Asl presentano la rete bergamasca di WHP per la promozione di stili di vita salutari in azienda a beneficio della collettività.

Non c’è dubbio che l’ambiente in cui si vive influenzi le abitudini di una persona: tra queste ci sono gli stili di vita, che possono portare ad un miglioramento o ad un peggioramento delle condizioni di salute. Si tratta di un dato di fatto anche la considerazione che uno dei luoghi in cui si passa una parte significativa del proprio tempo è quello di lavoro. Sommando questi due elementi si ottiene l’idea del Workplaces Health Promotion (WHP), ovvero la promozione della salute negli ambienti di lavoro tramite una serie di iniziative a libera adesione da parte dell’azienda per incitare a migliori stili di vita. Il WHP è un modello fortemente adottato nel Nord America, ma molto meno in Europa ed ancor meno in Italia. Nell’ambito bergamasco, Confindustria e Asl hanno deciso di promuovere il WHP, facendosi carico di un’importante responsabilità sociale per migliore le condizioni non solo all’interno dell’azienda, ma anche nella vita personale dei dipendenti e quindi – di conseguenza – anche nell’intera Comunità Bergamasca, grazie alla creazione di una cultura della salute. Il convegno per promuovere il WHP bergamasco si è tenuto mercoledì 16 novembre nella sede di Confindustria Bergamo di via Camozzi. L’incontro è stato presentato da Ercole Galizzi, Vicepresidente di Confindustria Bergamo, e Mara Azzi, direttore generale dell’Asl di Bergamo. “Intendiamo promuovere gli stili di vita salubri tra i lavoratori affrontando il tema delle abitudini alimentari nel contesto lavorativo e domestico, nonché il complesso sistema di equilibri delle abitudini comportamentali nel tempo libero” spiega Galizzi, ritenendo che, oltre agli effetti sulla qualità della vita, un percorso del genere porta a rafforzare la competitività aziendale, influenzando così “la propensione agli infortuni sul lavoro, l’assenteismo, il senso di appartenenza all’organizzazione”. “Il WHP” continua Galizzi “migliora il rapporto tra datore di lavoro e dipendenti, creando un’immagine positiva di un’azienda che crede nella salute”. “Nell’ambito di questo progetto” illustra Azzi “la Asl si pone non in modo normativo, ma con volontà di collaborazione con le aziende – che rispondono positivamente a loro volta – per creare un cambiamento negli stili di vita. Questo è un obiettivo importante da attuare nell’azienda, poiché solo l’1,5% del totale degli anni di buona salute persi è causato dai rischi occupazionali, ma ben il 30% da abitudini comportamentali”. Giorgio Bargaglio, Direttore Sanitario Asl, ha spiegato nel dettaglio il funzionamento del WHP: si tratta di un programma in tre anni che mira ad attivare tre pratiche virtuose in ognuno dei sei settori tematici (alimentazione, tabagismo, attività fisica, sicurezza stradale, alcol, benessere personale e sociale) per migliorare gli stili di vita e ridurre i fattori di rischio per la salute, monitorando gli effetti di tali pratiche sulla qualità della vita. Il progetto si divide in varie fasi, tre già messe in pratica: costruzione di partnership, sperimentazione delle pratiche in due aziende di medie dimensioni e costruzione dell’accreditamento. Nel futuro si spera di attivare le altre fasi, ovvero l’espansione del WHP in vista dell’Expo 2015 – dove verrà presentato per iniziativa dell’Assessore della Provincia di Bergamo Silvia Lanzani – e l’estensione del progetto alle PMI bergamasche. Bargaglio spiega anche perché le aziende – di cui vari rappresentanti erano presenti all’incontro – dovrebbero aderire al WHP: “Le ragioni sono molte: etiche, di immagine, di percezione positiva della dirigenza, di incremento della produttiva e di diminuzione delle assenze, di miglioramento del clima aziendale e di riduzione dei premi assicurativi”. “Ci sono pochi investimenti nel miglioramento degli stili di vita” osserva Roberto Moretti del Servizio Promozione della Salute Asl “nonostante incidano per il 43% sulla mortalità prima dei 70 anni”. Per questo motivo, il WHP è molto importante. Inoltre, agendo in un ambiente comunitario come quello aziendale, si incita un circolo virtuoso di comportamenti inseriti nelle dinamiche di gruppo e di imitazione. “E’ importante affrontare insieme la questione” spiega Moretti “e il progetto WHP stesso ne è una prova: si è creata una rete di collaborazione non solo con le aziende, ma con vari enti come la Lega italiana per la lotta contro i tumori, l’Organismo Paritetico Provinciale e la Società italiana di medicina del lavoro ed igiene industriale (lì rappresentati rispettivamente da Lucia de Ponti,  Luciana Fratus e la dottoressa Belotti ndr)”. Nel corso dell’incontro sono anche stati consegnati gli accrediti alle due società bergamasche che hanno aderito alla sperimentazione, ottenendo i risultati positivi sperati: l’Heineken di Comun Nuovo e Sessa Marine di Cividate al Piano, rappresentate rispettivamente da Giovanni Sorce e Alfredo Confano.

Commenti

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  1. Scritto da usiamo il cervello

    La Confindustria che promuove la salute?
    Provi a pensare ai danni provocati dall’aeroporto (che difende a spada tratta)sui cittadini (lavoratori) dei quartieri e paesi sorvolati, guardando i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.