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A scuola il fine giustifica i mezzi?

“Il Polemico” è un blog giovane realizzato da un giovane polemico: Roberto Pinotti. Si tratta dell’ultima new entry delle rubriche di Bergamonews, dopo “il discomane” e “Mr. Gadget”.

“Il Polemico” è un blog giovane realizzato da un giovane polemico: Roberto Pinotti. Si tratta dell’ultima new entry delle rubriche di Bergamonews, dopo “il discomane” e “Mr. Gadget”.

 

“Ehi ciao, come ti è andata la verifica?”, “Sciallo, avevo i bigliettini. A te?”, “Io un po’ male perché sapevo fare il problema ma non mi ricordavo una formula e quindi non sono riuscito a finirlo”, “Perché non ti sei scritto le formule da qualche parte?”. Quante volte vi è capitato di ritrovarvi in un discorso del genere? A me sempre, alla fine di ogni verifica. Ovviamente dalla parte dello “sfigato” senza bigliettini. Perché la scuola funziona così: se sei bravo e studi puoi stare tranquillo che i professori parleranno sempre bene di te, mentre se vacilli un po’ (cioè non studi) devi scegliere: o fai l’onesto e rischi che ti vada male la verifica o, altrimenti, ti scrivi quello che avresti dovuto studiare su un foglietto e non avrai problemi. Certo, bisogna stare attenti ai professori: se ti beccano sono cavoli. Ma – purtroppo – ci sono professori che troppo spesso chiudono un occhio e fanno finta di nulla quando i propri studenti copiano dal compagno di banco o sbirciano nell’astuccio in cerca di sappiamo-bene-cosa. Perché lasciano fare questo? Dai professori ho ricevuto risposte diverse: c’è chi sostiene che tutti siamo stati studenti e c’è chi dice che non è una formula su un bigliettino che fa la differenza. Potrebbero anche avere ragione. Però allora dovremmo dire che la scuola non educa e non impara a far rispettare né le regole né i propri compagni di classe (quelli che non fanno i furbi). Cioè, alla fine, fa solo diventare più furbi. Cosa importa se è giusto o no copiare, l’obiettivo finale è la sufficienza e questa deve essere raggiunta con ogni mezzo disponibile. Durante il mese di maggio un gruppo di professori e presidi ha pubblicato un appello contro i professori che chiudono un occhio e che forniscono ai propri allievi traduzioni o soluzioni durante lo svolgimento delle prove d’esame.

 

Eccolo:

Fra poco si svolgeranno gli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di studi. Negli ultimi anni i mezzi di informazione hanno riferito di numerosi casi in cui non è stato assicurato il loro corretto svolgimento. Questo danneggia fortemente la credibilità della scuola italiana e l’immagine degli insegnanti e dei dirigenti. Non c’è dubbio che la maggioranza dei colleghi agisca in modo inappuntabile e faccia il possibile per garantire la regolarità degli esami. Siamo però consapevoli che un malinteso atteggiamento di “comprensione” nei confronti degli studenti e la diffusa tendenza a considerare inutilmente fiscale la fermezza nel far rispettare le regole (e in alcune situazioni anche pressioni esterne) possono spingere a “chiudere un occhio” se qualcuno copia, a giustificare o a tollerare indebiti aiuti e persino comportamenti gravemente scorretti, come fornire ai propri allievi traduzioni e soluzioni. Va invece ribadito che certi atteggiamenti non sono affatto un modo di “fare il bene dei ragazzi” e che anzi feriscono la giustizia e il merito. Una scuola, infatti, in cui venga in qualche modo compromessa la regolarità degli esami, abitua gli studenti alla scorrettezza, commette un’ingiustizia verso chi conta solo sulle sue forze e infine svaluta il senso dell’esame come momento importante di verifica delle capacità degli allievi. Viceversa, l’esempio di comportamenti coerenti con i valori che si insegnano costituisce per i giovani la più efficace educazione alla legalità. Noi pensiamo che il ruolo e l’immagine dell’istruzione pubblica si difendano certamente reclamando nuove leggi e finanziamenti più adeguati, ma anche facendo nel modo migliore la propria parte e assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità.

Commenti

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  1. Scritto da gam

    Magari studiare aiuterebbe a non copiare…Ormai i furbi in Italia, nonostante si continui ad esaltare il merito, hanno una corsia preferenziale. A me hanno insegnato che la fatica paga sempre alla lunga. Iniziate a studiare di più se volete affrontare al meglio la vita. p.s. a me non interessa chi scrive su questa rubrica…. ma cosa scrive si…grazie

  2. Scritto da Universitario

    Io mi preoccuperei più della nostra università che in tal materia è quantomeno ridicola e immorale, sono all’ultimo anno e nella mia carriera universitaria ho visto tantissime persone, anche amici, passare senza esagerare più della metà degli esami SENZA APRIRE LIBRO, tra copiature dal compagno, bigliettini, iphone con internet acceso e così via. La situazione nelle facoltà umanistiche è imbarazzante (psicologia in primis) ma anche a economia non è molto migliore, con gente laureata che non sa cosa sia un leasing o le basilari norme di diritto commerciale. I professori si girano dall’altra parte e gli studenti ne approfittano, il risultato è che gente che non ha mai fatto nulla ha una laurea che gli permetterà magari di avere anche incarichi di responsabilità.

  3. Scritto da marilena

    gli scout non mi sono mai piaciuti…..

  4. Scritto da stefano locatelli

    Ogni giorno di più mi stupisco di cosa sta diventando Bergamonews. Una volta era un giornale, ora si sta trasformando in uno sfogatoio di varia umanità. Le notizie sono state sostituite da commenti, da rubriche gestite da chi si autoproclama esperto. Il cambio della grafica è nulla al cospetto di una evidente involuzione. Mi piacerebbe capire cosa sta succedendo. Perchè si è imboccata questa strada che rischia di allontanare i lettori?