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Antalya, il bel mare turco

E’ la più accogliente delle località marittime turche. Da Antalya si possono organizzare dei raid di esplorazione nei dintorni

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Le acque termali di Pamukkale (Turchia) e le formazioni fantastiche della Cappadocia si godono – di solito – in quanto tappe di un tour, di quelli «fa e disfa le valigie ogni giorno», ma c’è una seconda possibilità: si può piazzare un bel campo base su una spiaggia di Antalya, la più accogliente delle località marittime turche, e da lì organizzare dei raid di esplorazione nei dintorni, che includono (appunto) Pamukkale, la Cappadocia e molte altre bellezze naturali e archeologiche. E nei mesi di confine fra le stagioni, alloggiando ad Antalya è persino possibile, nell’arco della stessa giornata, sciare al mattino sui monti del Tauro e poi sdraiarsi a prendere il sole sulla battigia al pomeriggio.

Un’osservazione preliminare: se non avevate mai considerato Antalya e la cercate per curiosità sull’atlante della De Agostini probabilmente non la trovate, perché al 99% vi sarà riportata con il nome italiano di Adalia; ma visto che le agenzie di viaggio, i tour operator e le compagnie aeree ignorano questa sfumatura, meglio parlare di Antalya, così si evitano gli equivoci.

Un’altra cosa di cui forse non c’è grande consapevolezza (i libri di scuola non ne parlano granché) è che Antalya è stata una specie di colonia italiana per ben tre anni, fra il 1919 e il 1922: approfittando di un momento di grande caos in Turchia, le truppe con la bandiera tricolore ci sbarcarono, ma senza ben sapere che cosa fare una volta arrivate lì, poi intrattennero relazioni molto amichevoli coi turchi, e alla fine se ne andarono senza aver sparato un colpo, in un certo senso gettando le basi della nostra presenza turistica futura.

Molto, ma molto tempo prima, era passato da Antalya anche l’imperatore romano Adriano, in onore del quale fu costruita una porta a tre archi fra due torri che fa tutt’ora bella mostra di sé e nobilita il centro urbano testimoniandone la grande antichità. La porta è oggi l’ingresso della città vecchia, con le case e le stradine in stile ottomano, la moschea di Iskele, il bazar e insomma tutto il colore che si può trovare a portata di mano. Un’altra bella località a un tiro di schioppo da Antalya è Side (che si pronuncia proprio Side, non fatevi ingannare dagli inglesi che si azzardano a dire Sàid…), un posto pieno di meraviglie, rese ancora più splendide dallo scenario naturale: proprio in riva al mare c’è un meraviglioso tempio di Apollo, e passeggiando si incrociano l’agorà, il teatro, il bagno romano; spiaggia di sabbia finissima e locali a gogò.

Limitandoci (per ora) a quel che si può vedere muovendosi da Antalya e dalla costa entro l’arco della giornata, ci sono altre due belle località archeologiche: Aspendos e Perge (o Perga), quest’ultima famosa anche come centro d’azione di San Nicola, che poi altri non sarebbe che il nostro Babbo Natale. E sempre in giornata, andata e ritorno, da Antalya si può raggiungere Pamukkale. E tante altre cose belle: le cascate di Duden e di Kursunlu, la caverna Karain di era paleolitica (160 mila anni fa) e chi più ne ha più ne metta. Invece bisogna allungare la gita a un paio di giorni, preventivano una notte fuori, per gustare da Antalya una visita alla Cappadocia (anche perché c’è tanta roba da esplorare).

Nello specifico abbiamo soggiornato a breve distanza da Antalya nel bell’hotel Starlight Thalasso & Spa, che è proposto in Italia da Eden Viaggi. E per variare lo schema, Alpitour offre l’alternativa di una settimana in goletta lungo la costa con partenza e arrivo da Antalya.

 

(da lastampa.it)

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