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Il realismo onirico di Giuseppe Biagi

Alla galleria Ceribelli di Bergamo acquerelli e olii dell'artista toscano

L’arte è un furto”. L’affermazione, provocatoria ed eloquente nella sua brevità, è di Giuseppe Biagi, artista in mostra in questi giorni alla Galleria Ceribelli di Bergamo. Come dire, i debiti nei confronti del passato non si possono eludere, tanto meno in arte dove tutto sembra essere già stato scritto (e l’oggi stenta a trovare una propria definizione). Giuseppe Biagi, che serba un’inconfondibile impronta toscana nel suo linguaggio pittorico – raffinato e asciutto nel segno e nelle tinte – conquista il pubblico e la critica raccontando il villaggio globale in cui viviamo dal punto di vista del viandante e del migrante, spesso accomunati dalla medesima dimensione: la solitudine.

 

Ed è con un’opera come quelle qui in mostra dal titolo “Da una terra all’altra”, che Giuseppe Biagi è presente quest’anno alla Biennale veneziana tra gli artisti selezionati da Sgarbi, su segnalazione di Mina Gregori, nel discusso Padiglione Italia. Tra tanti nomi capitati a Venezia “per caso”, senz’altro Biagi in Biennale non ci è finito per errore: abilissimo nel controllo formale ed espressivo nelle variazioni cromatiche, ha impaginato un intenso racconto per immagini “che configura situazioni in bilico tra vissuto e sogno”, come scrive in catalogo Mina Gregori. Gli acquerelli e gli oli dalla grafica agile e accattivante esposti alla Ceribelli colpiscono per l’efficace sintesi assolutamente priva di retorica e per il realismo onirico che esprimono sia in miniformati di pochi centimetri, diremmo tascabili, sia in tele di un metro.

Sono lavori interessanti anche sul piano sociale per i tanti migranti che l’artista mette in scena, osservati e studiati per le strade di Viareggio, la città dove è nato. “Mi ha sempre colpito il loro portamento aristocratico – racconta Biagi – la regalità della loro presenza. Quando li ritraggo immagino la storia che li ha portati fino a qui, da una terra all’altra. Una vicenda che non racconto nei miei quadri, mi accontento di riassumerla nella restituzione del sentimento di consapevole nobiltà che mi trasmettono”.

La mostra, allestita alla Galleria Ceribelli di via S. Tomaso 86, è aperta fino al 31 dicembre nei seguenti orari: martedì-venerdì 10 – 12.30, 16 – 19.30. Per info 035.231332
Stefania Burnelli

 

Commenti

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  1. Scritto da dario cangelli

    bella mostra, bravo artista