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Settimana dell’Energia “Ora coinvolgiamo la città” fotogallery

Una sala gremita di imprenditori e autorità ha accolto con entusiasmo i relatori del convegno conclusivo della terza edizione della Settimana per l’Energia tenutosi sabato 12 novembre nella prestigiosa location dell’auditorium dell’Università.

Una sala gremita di imprenditori e autorità ha accolto con entusiasmo i relatori del convegno conclusivo della terza edizione della Settimana per l’Energia tenutosi sabato 12 novembre nella prestigiosa location dell’auditorium dell’Università, in Piazzale Sant’Agostino a Bergamo, nel cuore storico della città. L’incontro dal titolo “Le politiche energetiche dell’Unione Europea e la situazione in Italia” si è posto l’obiettivo di ospitare un confronto tra le istituzioni locali, nazionali ed europee sui temi energetici, per fare il punto sulla situazione in materia di consumi e fonti energetiche e conoscere le nuove strategie e gli impegni futuri. A moderare i lavori il giornalista Maurizio Melis, di Radio24 e Il Sole24ore, esperto nei temi legati all’efficienza energetica, che ha coinvolto i diversi relatori in un interessante botta e risposta di riflessioni e considerazioni sulle attuali modalità di utilizzo dell’energia e sulle priorità da seguire nella realizzazione di politiche energetiche mirate. L’incontro è stato aperto dal saluto del vicesindaco di Bergamo Gianfranco Ceci che si è complimentato con gli organizzatori della Settimana per l’energia, quale «importante momento di confronto su un tema cruciale per il nostro futuro». Ceci ha evidenziato la necessità di una rivoluzione culturale di cui l’Europa deve essere coordinatrice, e ha poi elencato le numerose strategie in materia di energia già adottate dal Comune di Bergamo, tra le quali la creazione di uno Sportello energia per dare informazioni a privati e aziende, l’adesione al Patto dei sindaci con obiettivi “rinforzati” (30- 30- 30 anziché il classico 20-20-20 previsto dalle strategie europee) e la realizzazione di un bando per mettere sul territorio 7 milioni di euro in fotovoltaico, lanciando al contempo il messaggio forte alle istituzioni nazionali di consentire che gli investimenti fatti dai Comuni in campi energetico e ambientale possano uscire dal patto di stabilità. Quindi il saluto di benvenuto di Angelo Carrara presidente dell’Associazione Artigiani di Bergamo, ente organizzatore insieme a Confindustria Bergamo della manifestazione. Una manifestazione che ha riscosso una grande attenzione tra gli addetti ai lavori, le imprese, ma che è arrivata anche al grande pubblico che con curiosità ha partecipato alle iniziative in piazza. Carrara dopo aver ringraziato tutti i partner, gli sponsor e i partecipanti agli oltre 30 eventi dell’iniziativa ha ricordato che «proprio l’evento conclusivo è il momento da cui deve partire il consolidamento degli argomenti trattati per creare una piattaforma comune che consenta di continuare tutto l’anno in questo percorso condiviso, con l’obiettivo di mettere in campo una spinta propulsiva per le imprese» e ha ribadito anche la proposta, per la prossima edizione, di coinvolgere maggiormente la collettività, i privati. «In tutto questo però sta mancando la politica – ha detto – che non ha strategie lungimiranti e va contro ogni regola di buon senso. La società ha bisogno di certezze di medio lungo periodo, non possiamo sempre rincorrere l’emergenza e i cambiamenti che ci vengono imposti. In questo senso c’è uno scollamento enorme tra il quotidiano e chi dovrebbe rappresentarci». Di seguito il saluto di Carlo Mazzoleni, presidente di Confindustria Bergamo che ha reso noti i dati sulla manifestazione, che ha di gran lunga superato i 3000 partecipanti tra studenti, operatori dei seminari tecnici partecipanti ai dibattiti sulle politiche energetiche. «Ora – ha detto – iniziamo a lavorare per l’edizione dell’anno prossimo e, come ha detto Carrara, cominceremo a pensare alle modalità per un coinvolgimento della collettività bergamasca». Sul tema strettamente energetico Mazzoleni ha lamentato il fallimento del protocollo di Kyoto, superato nei fatti, dato che, ad oggi, la parte di mondo che partecipa al protocollo non raggiunge il 20% dei Paesi del mondo. Mazzoleni ha inoltre lanciato la proposta di andare direttamente a coinvolgere gli operatori del risparmio energetico (imprese, famiglie amministrazioni) con una maggiore connessione tra pubblico e privato, e realizzare, sulla falsariga del covenant of major, una sorta di covenant of industries. Tra le richieste, quella di incentivi che vadano direttamente dall’Europa verso le imprese, di un coordinamento tra le amministrazioni locali anche attraverso consorzi e reti di sportelli e infine della creazione di una base comune di conoscenza, per far circolare le informazioni per una condivisione la più ampia possibile.

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