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Presto obbligatorio il monitoraggio dei consumi energetici degli edifici fotogallery

Il 40% circa del consumo energetico europeo è imputabile agli immobili civili ed industriali. Consumi spesso non monitorati.

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 Risparmiare energia negli edifici non è cosa di poco conto visto che, sottolineano gli esperti, il 40 per cento circa del consumo energetico europeo è imputabile agli immobili, sia civili che industriali. Consumi che non sono spesso nemmeno adeguatamente monitorati. Il margine di miglioramento, quindi, è molto elevato e non necessariamente comporta incrementi di costi. E’ questo il tema affrontato nell’incontro dal titolo “La norma UNI EN 15232: una nuova leva per rendere gli edifici ecosostenibili e ridurre i consumi energetici delle imprese” svoltosi nella sede di Confindustria Bergamo nell’ambito della Settimana per l’energia.
Durante l’incontro Laura Bruni, direttore Piano di Sviluppo e Affari Istituzionali di Schneider Electric, ha sottolineato la necessità che vengano sempre più integrate le competenze di chi si occupa di risparmio energetico e di chi realizza immobili. Claudio Cont, di Habitech, società che offre servizi per l’edilizia sostenibile, ha indicato nelle certificazioni volontarie Leeds, che valutano l’edificio secondo cinque categorie ambientali, un importante punto di riferimento.
Roberto Gerico, direttore Business Building Schneider Electric, ha illustrato l’approccio integrato di Schneider, basato sulla combinazione tra generazione pulita ed efficienza, che si concretizza nel progetto Ecostruxure, una piattaforma che garantisce una struttura integrata per la gestione attiva dell’energia partendo dal progetto architettonico.
Tutto ciò in linea con le nuove norme UNI EN 15232 sulla prestazione energetica degli edifici che classificano i sistemi di controllo energetico secondo una scala che parte da impianti tecnici tradizionali privi di automazione e controllo, fino alla classe A dove ci sono alti livelli di precisione e completezza del controllo automatico tali da garantire elevate prestazioni energetiche all’impianto. Saul Fava, responsabile Efficienza energetica di Schneider Electric, che ha illustrato le nuove norme, ha insistito sul fatto che queste installazioni tecnologiche, che non necessariamente costano di più, consentono di mantenere elevato il valore del patrimonio immobiliare, che altrimenti invecchia velocemente. La legislazione è peraltro in grande evoluzione e si attende l’applicazione della
nuova Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) sulla prestazione energetica degli edifici che dovrà essere recepita in Italia l’anno prossimo e che prevede l’obbligatorietà del monitoraggio dei consumi.

(Articolo di Rossana Pecchi)

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