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Aggredire i mercati esteri con prodotti innovativi

Le conclusioni del ciclo di incontri organizzate da Punto Finanziario di Confindustria Bergamo.

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Con la conferenza “Innovazione e internazionalizzazione: due leve chiave per la competitività aziendale”, si è concluso il “Percorso di crescita in finanza aziendale e relazioni bancarie” organizzato da Punto Finanziario e Servizi Confindustria Bergamo, che ha visto il susseguirsi di conferenze e seminari tecnici.
Giovanni Grazioli, vicepresidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Bergamo, nella sua introduzione ha posto l’attenzione sulle aspettative del sistema imprenditoriale rispetto al nuovo Accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo che sarà presentato a Roma nei prossimi giorni.
Maria Grazia Bertoli, direttore Area Lombardia Nord di Intesa Sanpaolo, ha quindi presentato i prodotti e i servizi che la banca mette a disposizione per i progetti di innovazione e di internazionalizzazione.
I temi chiave dell’incontro sono stati sviluppati da due professori dell’Università degli Studi di Bergamo.
Lucio Cassia, Ordinario di Strategic Management e Direttore del CYFE, introducendo il concetto di innovazione, ha dapprima distinto l’invenzione (atto creativo) dall’innovazione (applicazione) e ha sottolineato l’importanza dello spirito imprenditoriale, senza il quale l’innovazione rimane sterile. Con il termine “innovazione”, inoltre, non si fa riferimento solamente alla tecnologia, che si può reperire all’esterno, ma si includono anche i modelli di business, il design, i cambiamenti organizzativi, ecc. L’innovazione non è un processo continuo ma procede “a balzi” e nel contesto attuale, secondo il professor Cassia, la capacità di un’azienda di innovare non è un problema di dimensioni ma dipende soprattutto dalla capacità di cambiare rapidamente (tipica della piccola impresa), dallo stock di conoscenze e capacità di cooperazione e dalle competenze imprenditoriali. A dimostrazione dell’importanza di questa leva, diversi studi documentano una relazione molto stretta tra la crescita indotta da un aumento della produttività (e quindi della competizione) e il tasso di innovazione di un paese.
L’altra leva di vitale importanza per la crescita aziendale è l’internazionalizzazione, tema approfondito da Francesco Arcucci, docente di Economia e Tecnica degli Scambi Internazionali. Dal punto di vista degli scambi internazionali, la bilancia dei pagamenti italiana è in costante peggioramento. Il nostro Paese, infatti, eccelle in settori ormai saturi (agroalimentare, arredamento, ecc.) ed è invece debole nei settori che crescono a doppia cifra (tra i quali biotecnologie, nuovi materiali, telecomunicazioni), il che determina una progressiva diminuzione del peso italiano nel commercio internazionale. La situazione è aggravata da alcuni fattori, tra i quali la pesante burocrazia e le relazioni industriali difficoltose. In questo contesto le imprese che conseguono i migliori risultati sono quelle esportatrici. Per eccellere sui mercati internazionali è necessario cercare forme nuove di concorrenza sfruttando la buona reputazione delle imprese italiane nei mercati orientali (in forte crescita grazie ai paesi emergenti), dove il prodotto italiano è considerato affidabile e di alto livello, e riqualificando il prodotto anche nei mercati occidentali. Per affrontare un processo di internazionalizzazione con successo servono persone preparate, piani industriali con obiettivi precisi e strategie dettagliate.
L’innovazione, infine, non è scollegata dall’internazionalizzazione: per essere presenti nei mercati esteri, infatti, è necessario proporre prodotti nuovi, sperimentali e capaci di conquistare il mercato.

(Articolo di C.F.)

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