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Vavassori: “Doni è unico, il più forte degli ultimi anni”

L'ex tecnico nerazzurro con la sua squadra, allo stesso punto del campionato, aveva solo un punto in più di quella di oggi: "Dell'Atalanta di oggi dico solo che ricorda molto la mia del 2000".

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Giovanni Vavassori lo incontriamo nella sua Arcene, in un bar del paese, il solito, in attesa di sfidarsi per le successive due ore a scopone scientifico con gli amici di sempre. Ogni giorno torna a "casa" dall’hinterland di Bergamo, dove vive, per affrontare interminabili partite a carte. Lo incontriamo mentre sta parlando con un signore con baffi e occhiali sulla sessantina che ci intima: “Veloce, che poi dobbiamo giocare”. Lo assicuriamo mentre ci sediamo al tavolino con il Vava. L’ex tecnico nerazzurro è sempre quello: Rayban schiacciati contro la fronte, smanicato color militare e jeans. “Mi raccomando, non mi faccia domande sull’Atalanta di oggi perché mi dà fastidio commentare il lavoro dei miei colleghi”.

Almeno un paragone tra la sua Atalanta e quella odierna ce lo concede

“Sentiamo”.

I ragazzi di Colantuono hanno fatto 18 punti nelle prime 10 giornate di campionato, solo uno in meno dei suoi, nelle stesse partite, della stagione 2000/2001, quella di un girone d’andata super da neopromossa. Le differenze?

“Indubbiamente i giocatori e gli interpreti del gioco. Della mia squadra sono rimasti solo Bellini e Doni”.

Per il resto?

“Non vedo grandi differenze. L’impianto di gioco è simile al mio, ci sono molti ragazzi delle giovanili tra i titolari, anche se nel mio caso erano molto di più”.

Settore giovanile che è oggi, come allora, il perno della società.

“E lo sta diventando anche per i grandi club, basti pensare alle somme che stanziano ogni anno per la Primavera. Ai miei tempi gli altri presidenti badavano poco al settore giovanile”.

Motivo?

“Questione di denaro. Ora in serie A mancano i soldi per acquistare i grandi giocatori ed è anche per questo che ritengo, oggi, il nostro campionato di un livello molto più basso rispetto a dieci anni fa”.

Comunque anche all’estero spendono parecchio per i giovani giocatori.

“Vero, e sono molti i casi in cui club europei “scippano” i nostri ragazzi promettendo parecchi soldi. Quando allenavo i ragazzi, quindici anni fa, la concorrenza era meno spietata. Però se parliamo di settore giovanile, per fortuna, i soldi non sono tutto”.

Si spieghi.

“E’ molto semplice, puoi avere tutti gli euro che vuoi, ma se non hai occhio e non capisci le potenzialità di un giocatore fin da bambino, non fai molta strada. Insomma, bisogna essere bravi anche a sceglierli i ragazzi”.

Uno molto bravo a sceglierli fin da giovanissimi, per utilizzare un eufemismo, è Mino Favini.

“Appunto. E quando si ha qualcuno così è giusto lasciarlo lavorare. Per questo all’Atalanta, nonostante non possa garantire un budget astronomico, i risultati si vedono da oltre vent’anni”.

Il simbolo della sua Atalanta di questi risultati è Domenico Morfeo.

“Domenico è stato un talento pazzesco, peccato che non abbia raccolto quanto meritasse”.
 

Motivo?

“Una grande responsabilità l’hanno avuta gli allenatori. Nei momenti più importanti della sua carriera, quando è passato a squadre importanti, è stato impiegato in ruoli dove non poteva dare il 100 per 100. Morfeo è un’attaccante, uno alla Doni, ma con la differenza che non poteva garantire copertura a centrocampo, al contrario di Cristiano”.
 

Ci parli un po’ di Doni.

“Un giocatore unico, tra i giocatori migliori a livello internazionali nel suo ruolo”.
 

Addirittura.

“Senta, è un centrocampista che sa anche far gol. Con lui avevo garantito le reti di tre attaccanti pur schierandone due. Ed in più mi garantiva una copertura pazzesca. Uno che gli somigliava parecchio era solo Nedved in Italia”.
 

E potrebbe essere utile anche oggi alla causa nerazzurra?

"Sì, e l’ha dimostrato anche nella passata stagione. Magari gli mancherà la brillantezza, ma di sicuro rimane uno importante. Per questo gli auguro ogni bene".
 

Oggi, uno che paragonano a Doni, è Giacomo Bonaventura.

“Il ragazzo ha caratteristiche importanti e l’ha già dimostrato l’anno scorso segnando parecchio in serie B. Caratteristiche che però sono diverse da quelle che possiede Cristiano”.
 

Scaviamo nel suo album dei ricordi. Quale è stata la partita più bella da allenatore? Le do un assist visto che tra poco ricorre il decennale: la vittoria a San Siro contro l’Inter del 2002, per tanti il match decisivo per la perdita dello scudetto dei milanesi. Più del 5 maggio.

“Un assist che non raccolgo. La migliore è stata la sconfitta, nell’anno fulminante cui faceva riferimento prima, a Parma per 2-0 che mise fine alla nostra imbattibilità. Nonostante il ko avevamo fatto una partita superba”.
 

E l’azione?

“La sgroppata di Zenoni con cui recuperò palla nei minuti finali della partita contro la Sampdoria in serie B, il 13 marzo 2000”.
 

Ci racconti.

“Perdevamo 3-1, a dieci minuti dal termine viene espulso Gallo. Decido di sostituire un Doni, a rischio pure lui, per Pinardi. Il ragazzo entra e fa 3-2. Nei minuti finali l’azione decisiva del terzino, palla a Carrera, cross, spizzicata di Caccia e gol di Rossini. E’ stato un risultato molto importante perché grazie a quel pareggio siamo riusciti a rimanere in scia dei blucerchiati e poi a sorpassarli nella parte finale del campionato”.
 

Nonostante gli occhiali da sole, si intravede una luce strana nei suoi occhi: non è che tornerà ad allenare presto?

“Assolutamente no. Rimango in attesa di una proposta valida per rimettermi in pista. Mentre aspetto mi concedo una partita a carte. Posso andare ora?”
 

Direi di sì. In bocca al lupo per la partita.

“Crepi, anche perché sò mia tat bù”.
 

Chiederemo conferme più tardi al signore con i baffi e sulla sessantina…
 

 

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Commenti

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  1. Scritto da gigi

    in effetti l’unico da ha dato 6 punti in meno all’atalanta,

  2. Scritto da digeo

    Vava il pi grande di sempre. Impossibile dimenticare lo spessore dell’uomo e dell’allenatore.

  3. Scritto da marco

    per te Giovanni sempre applausi…

  4. Scritto da Jonny1907

    Si, vero, Morfeo era un Baggio, ma il talento non ha reso al massimo.

  5. Scritto da Luke

    Sempre il migliore Vava!