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Regolamento polizia, il burqa fa litigare i consiglieri

Primo round a Palafrizzoni per l’approvazione del nuovo regolamento di polizia locale. Come previsto, i contasti tra maggioranza e opposizione si consumano sulla norma che vieta di circolare in strada e nei luoghi pubblici con il volto coperto.

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Primo round a Palafrizzoni per l’approvazione del nuovo regolamento di polizia locale. Come previsto, i contasti tra maggioranza e opposizione si consumano sulla norma che vieta di circolare in strada e nei luoghi pubblici con il volto coperto, in particolare da burqa e niqab. L’articolo previsto dal regolamento non convince gli esponenti della minoranza che ribadiscono i concetti espressi in commissione: è inutile replicare norme già previste dal codice penale. L’articolo incriminato è infatti riconducibile alla legge antiterrorismo del 1975. La maggioranza, con in testa la Lega Nord, è irremovibile. Il divieto di indossare il burqa alla fine è stato approvato con la bocciatura dell’emendamento specifico presentato dall’opposizione. Nella seduta di martedì è atteso il via libera definitivo a tutto il regolamento. “La legge è applicabile ed esistente – spiega l’assessore alla Sicurezza Cristian Invernizzi -. E’ chiaro che è anche una norma di indirizzo politico. D’altronde però il problema non si può ignorare. Ci sono stati casi in via Quarenghi, alla Malpensata. Comincia a diventare problematico. Se interviene una legge nazionale saremo ancora più contenti. Nel frattempo approviamo questa norma nel nostro regolamento”. Tra i consiglieri che più si appellano al buon senso c’è Roberto Bruni: “Quando sento che l’unica giustificazione sul burqa è che si inserisce questa norma per rendere conoscibile un divieto della legge penso sia un’argomentazione risibile. La sola esigenza è di carattere ideologico e simbolico. Da un punto di vista giuridico, tecnico, non ci sono dubbi che questa norma non ha senso perché replica una legge che esiste già”.
“Una sanzione non aiuta le donne ad emanciparsi – gli fa eco la collega Nadia Ghisalberti -. Imporre una multa è di difficile applicazione. Se proprio vogliamo occuparci della violenza sulle donne le vie sono molto più articolate. È un provvedimento inutile per la nostra sicurezza”. Per Sergio Gandi, Pd, “è una cambiale che il Carroccio deve pagare al proprio elettorato”.
La Lega Nord ha più volte ribadito la validità della proposta. “Noi abbiamo da sempre messo al primo punto la sicurezza dei cittadini. Da questo principio parte la nostra vocazione amministrativa – è il commento del capogruppo Alberto Ribolla -. Vogliamo promuovere attività che hanno scopo di migliorare la sicurezza urbana per migliorare la vivibilità. Numerosi cittadini segnalano che ci sono molte persone che circolano con il volto coperto”.
La discussione si è protratta fino alle 22, poi il presidente Guglielmo Redondi ha deciso di rinviare il dibattito sugli ultimi emendamenti e il confronto finale a martedì sera.

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