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Palafrizzoni, Lega e Pdl si spaccano sul bikini video

Bikini e tanga fanno litigare Pdl e Lega Nord. L'emendamento presentato dal Pd, volto a sopprimere l'ultima parte della norma che fa riferimento ai costumi succinti, è passato con i voti dell'opposizione e quelli del Pdl.

Bikini e tanga fanno litigare Pdl e Lega Nord. Si parla ancora del nuovo regolamento di polizia locale, che ha avuto il “sì” definitivo dall’aula dopo un’intensa due giorni di Consiglio comunale. In particolare il tema caldo del secondo round riguarda il divieto di “esporre parti del corpo, prendere il sole in costume da bagno o con abbigliamento contrari al pubblico decoro”. Lo stesso che in estate ha scatenato non poche polemiche a causa di interpretazioni un po’ troppo semplicistiche dei media nazionali. L’emendamento presentato dal Pd, volto a sopprimere l’ultima parte della norma che fa riferimento ai costumi succinti, è passato con i voti dell’opposizione e quelli del Pdl. È rimasta solo la più generica dicitura "naturismo". Preso in contropiede l’assessore alla sicurezza Cristian Invernizzi, che non si aspettava il voltafaccia dei pidiellini. Niente di clamoroso, sia chiaro, peró l’effetto bikini è significativo perché rappresenta l’unica crepa in una maggioranza compatta. A votare con l’opposizione, forse spinti da spirito liberale, oppure con l’obbiettivo di lanciare un segnale alla Giunta, sono sette consiglieri del Pdl e uno della lista Tentorio: Bonassi, Chiorazzi, Di Giminiani, Lorenzi, Petralia, Barbieri, Polimeno e Tomasini. “Nel corso di questo dibattito sono spiccati di silenzi – è la dichiarazione di voto di Roberto Bruni -: quello del gruppo del Pdl che ha avuto un soprassalto liberale approvando un emendamento sull’articolo 10 contribuendo a rendere meno rigido il regolamento sui fenomeni di costume. Per il resto è stato un accodarsi alle parole d’ordine. L’altro silenzio è quello del sindaco, mai intervenuto su questo dibattito, che esplicita rapporti tra amministrazione e cittadini. Che il primo cittadino non intervenga è un dato politico negativo che va rimarcato”. Colpito nell’orgoglio, il primo cittadino prende la parola al termine del dibattito. “Vi assicuro che ho letto il regolamento, l’ho capito, ho ascoltato con attenzione gli interventi fatti, che hanno dimostrato un approfondimento rilevante – è il commento del sindaco -. Ci siamo riservati un tempo dovuto per un approfondimento, pero sono orgoglioso di poter dire che l’assessore ha portato un documento che politicamente e cattolicamente condivido. È opinabile, specie quando vengono coinvolte scelte legate ai valori, alla vita, alla storia di ciascuno di noi. Indubbiamente l’assessore è della Lega, ma il lavoro è stato approfondito dalla maggioranza. E anche in questa riunione di consiglio comunale i consiglieri hanno dimostrato una compattezza non sempre usuale. Mi sembra che sul tema più rilevante, il burqa, sia comunque più legato a una legge nazionale piuttosto che a una immediata esigenza in città”.

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