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La profezia del 2002: “I conti sono sbagliati”

Lo studio di progettazione "Groupe 6" fece ricorso al Tar dopo aver perso l'appalto, scrivendo che i costi stimati per la realizzazione non stavano in piedi. Micromega e Idv: "E sui recenti extracosti c'è davvero poca trasparenza".

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Vero è che in questo Paese quando si perde un appalto si fa puntualmente ricorso al Tar, ma è altrettanto vero che rileggere oggi i documenti presentati al Tar dallo studio di progettazione che nel 2002 perse l’appalto per la progettazione del nuovo ospedale di Bergamo, fa sicuramente riflettere. Lo studio francese "Groupe 6", sconfitto in appalto, spiegava chiaramente, passaggio per passaggio, che il progetto della vittoriosa Scau (con in testa l’architetto francese Aymeric Zublena) prevedeva costi di realizzazione del nuovo ospedale "sottostimati", per la realizzazione delle strutture, per le forniture di materiale necessarie all’opera, e soprattutto non teneva conto, sempre secondo "Groupe 6", dell’"intercettazione della falda freatica superficiale" da parte della nuova struttura ospedaliera.
I contenuti del ricorso al Tar sono stati esposti oggi (9 novembre), in una conferenza stampa, da Micromega Bergamo (gli avvocati Roberto Trussardi e Rocco Gargano) e dal consigliere regionale dell’Italia dei Valori Gabriele Sola: tutti e tre hanno lamentato, anche alla luce di quanto avveniva già nel 2002, una "scarsa trasparenza da parte della Regione Lombardia e dell’azienda ospedaliera sugli extracosti", che ammontano ormai a circa 158 milioni rispetto a quanto previsto nei due appalti principali di progettazione (da 340 a 498 milioni di euro).
Come finì nel 2002? Il ricorso dei progettisti sconfitti "Groupe 6" fu respinto prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato. Ma lo stesso Consiglio di Stato invitò la Regione Lombardia e gli Ospedali Riuniti, ovvero gli appaltatanti, a valutare al meglio se i calcoli dei progettisti erano corretti o no, se andavano approfonditi o se stavano davvero in piedi. E l’azienda ospedaliera decise che tutto andava bene. Anche perchè i vincitori del progetto parlavano di costi che sarebbero rimasti sotto il tetto massimo previsto dalla Regione: 550 miliardi di lire, vale a dire circa 280 milioni di euro.
Quel ricorso di "Groupe 6" fu una profezia fin dall’inizio:
in appalto si arrivò a 340 milioni di euro e oggi manca poco per arrivare alla soglia dei 500 milioni di euro, già in buona parte spesi. I 340 milioni di euro si sono rivelati insufficienti già alla fine del 2010, quando la Regione stanziò altri 70 milioni circa per il nuovo ospedale. E la situazione è peggiorata quest’estate, con l’arrivo di altri 85 milioni di euro, che per una certa parte dovrebbero servire a coprire la causa che l’impresa appaltatrice Dec, che ha realizzato il nuovo ospedale in base al progetto della Scau, ha presentato al tribunale civile per veder saldati extracosti sostenuti in corso d’opera.
Micromega Bergamo è tornata anche sulle recenti dichiarazioni del direttore generale degli Ospedali Riuniti Carlo Nicora, che ha invitato i consiglieri regionali, all’inizio di ottobre, a non considerare extracosti i 70 milioni di euro circa stanziati nel 2010, che serviranno a coprire le spese di arredi e altre attrezzature. "Ma – hanno fatto notare gli avvocati Trussardi e Gargano – in uno speciale sul nuovo ospedale del 2003, l’Eco di Bergamo scriveva che nei 340 milioni c’erano anche previsti 30 milioni di arredi e attrezzature".
Resta una partita ingarbugliata sul tavolo. In cui i costi iniziali sono stati sforati, i tempi di realizzazione anche, in cui l’azienda che ha costruito fa causa all’azienda appaltante (l’ospedale), dicendo che ha lavorato più del dovuto in corso d’opera, in cui si sente la necessità di costruire una trincea per l’acqua anche se i collaudatori non la ritengono più necessaria, in cui i progettisti, per ora, non sono stati chiamati in causa dal soggetto maggiormente interessato: Regione Lombardia, che eroga soldi pubblici.

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Commenti

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  1. Scritto da amy

    Sarebbe un segnale di democrazia che tutti i contratti venissero pubblicati con tanto di nomi di chi ha agito per la stazione appaltante, dei nomi degli appalttaori e dei subappaltatori, con tanto di caselalrio giudiziale di tutti quanti.

  2. Scritto da chicca

    infatti,chissa’ come mai sono sempre i soliti che mangiano la torta

  3. Scritto da andy baumwolle

    Visto che i commenti precedenti sono spariti richiedo che vengano pubblicati i nomi dei progettisti bergamaschi vincitrici dell’appalto e che la redazione ricostruisca veramente come nel 2002 sono andate le cose
    grazie

    1. Scritto da riz

      condivido.
      Vuoi vedere che spuntano i nomi dei ” soliti ” gran soloni di Bergamo?
      Quelli che chissà come mai si pappano sempre i lavori più grassi?