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Beppe Severgnini tra Berlusconi e Bergamo

Gabriella Savio ha intervistato a Washington il giornalista-scrittore Beppe Severgnini, cremonese con una passione per... le bergamasche, e con lui parla degli italiani e del loro premier

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Gabriella Savio ha intervistato a Washington il giornalista-scrittore Beppe Severgnini, cremonese con una passione per… le bergamasche, e con lui parla degli italiani e del loro premier.

Come scende dal taxi lo riconosco immediatamente per la zazzera metallizzata e quando si siede al tavolo del bar dove ci siamo dati appuntamento, il suo accento mi suona piacevolmente famigliare. Beppe Severgnini, giornalista e scrittore, in questi giorni si trova in America per promuovere la versione inglese del suo ultimo libro, dove cerca di spiegare i dieci fattori che hanno reso Silvio Berlusconi quello che e’ oggi. La prima domanda che gli rivolgo, però, è sulla situazione economica in Italia.

Beppe, sul tuo blog “Italians”, recentemente un lettore commentava che per qualche strana ragione i ristoranti e i locali in Italia sono pieni e che la gente fa le code per comperare l’iPhone 4S. Queste situazioni non riflettono la realta’ di un paese sull’orlo della bancarotta. Come lo spieghi?

Gli acquisti non sono sempre un segno di gioia, qualche volta sono anche segno di consolazione. Poi, chi compera gli iPhones? Magari la nonna che usa i soldi della pensione per regalarlo al nipote… I giovani d’oggi non si possono permettere di fare questi acquisti. Bisogna pero’ ricordare che l’Italia e’ come una cicala che sta cantando e non si sa ancora per quanto. Oppure per usare un’altra metafora zoologica, e’ come un animale che quando arriva l’inverno economico comincia ad usare le riserve di grasso. Non c’e’ dubbio che l’ Italia e’ un Paese benestante ma e’ anche vero che la gente sta intaccando i propri risparmi, sta spendendo quello che ha quindi non sono sicuro che i ristoranti o i centri commerciali pieni siano un segno di salute economica. C’e’ anche una spiegazione meno caritatevole verso noi italiani. Io penso che quattro italiani su dieci non paghino le tasse come dovrebbero, quindi esiste anche una percentuale di contanti che non viene depositata in banca e che la gente usa per questo tipo di consumi… Ecco c’e’ anche questo elemento. Pero’ vedi, la cosa piu’ importante e’ forse un’altra. Quando Berlusconi dice che la ricchezza delle famiglie italiane e’ un multiplo del debito, dice la verita’. Infatti il debito pubblico italiano e’ di duemila miliardi circa, la ricchezza combinata delle famiglie italiane e’ di circa ottomila seicento miliardi quindi oltre quattro volte tanto. Ma la questione e’: chi paghera’ gli interessi sul debito pubblico italiano? Chi rimborsera’ il debito pubblico? Vedi, ricordare la ricchezza delle famiglie italiane lascia intendere che si chiedera’ di farlo pagare a loro, che la’ si andra’ a prendere… ma…. questo vorrebbe dire fare una patrimoniale di sudore e sangue. E’ questo quello che vuol dirci Berlusconi? Ecco, ci informi che ci farebbe piacere saperlo.
 

Per gli italiani che vivono all’estero spesso e’ difficile spiegare ad amici e conoscenti cosa sta succedendo in Italia. Credi che il tuo nuovo libro possa aiutare?

Alla fine del 2010 e’ uscito il mio libro “La pancia degli Italiani – Berlusconi spiegato ai posteri” e adesso, per l’edizione in lingua inglese, il titolo e’ diventato “Mamma Mia! Berlusconi’s Italy explained for posterity and friends abroad”. Siccome tra i miei amici all’estero ci sono anche gli americani ed io a Washington ci ho vissuto, credo che sia doveroso come scrittore spiegare anche qui cosa sta succedendo. Io credo che Berlusconi rappresenti un po’ del meglio e molto del peggio di noi italiani e credo che anche quando se ne andra’ dovremmo sempre ricordarci di fare un serio esame di coscienza per capire com’e’ accaduto, per capire le alternative a lui che non sono state espresse, per capire le indulgenze che gli abbiamo concesso, quando abbiamo “turned a blind eye” cioe’ guardato dall’altra parte… Questo va spiegato… L’Italia certamente merita di meglio, su questo non c’e’ dubbio. Gli ultimi tre, quattro anni sono stati molto duri, molto imbarazzanti, qualche volta umilianti. Pero’ credo che avere il coraggio di guardare gli altri negli occhi e venire in America a raccontare cosa e’ successo e cosa di meglio potrebbe succedere, secondo me e’ doveroso. Chi dice che di queste cose all’estero non bisogna parlarne si sbaglia. Soprattutto adesso che si fanno interviste video con Ipads come stai facendo tu, con internet dappertutto e tantissimi canali sul satellite… E’ ridicolo sostenere che i panni sporchi si lavano in famiglia anche perche’, Gabriella, la mia esperienza e’ questa: chi dice cosi alla fine i panni sporchi non li lava proprio e va in giro con i vestiti sudici.

Queste critiche verso l’Italia hanno portato alcune persone a suggerire sul tuo blog di tornartene a vivere all’estero visto che non sei contento con la situazione attuale.
‘Beh, innnanzitutto non vedo perche’ io debba lasciare l’Italia ai malintenzionati, ai gaglioffi o altre categorie umane del genere… Non capisco perche’… L’Italia e’ anche mia, e’ un paese che amo… vadano loro, perche’ io? Inoltre io non sparlo della politica italiana: la descrivo e purtroppo descrivendola scrivo quello che tutti sappiamo. C’e’ una frase di Barzini che e’ un po’ il mio comandamento professionale “ Essere onesti con se stessi e’ la miglior forma di amor di Patria”.
Io la penso cosi.


E la frase all’inizio del tuo nuovo libro?

L’epigrafe del mio nuovo libro e’ di Giorgio Gaber “Non ho paura di Berlusconi in se’, ho paura di Berlusconi in me” ed invita tutti ad una sorta di esame di coscienza. Io non conosco nessun Italiano che abbia il 100% di Berlusconi in se’, tranne uno: che e’ lui, Silvio Berlusconi. Ma non conosco nessun Italiano che abbia lo 0% di Berlusconi in se’. Mi e’ accaduto durante una presentazione che uno nel pubblico si e’ alzato e mi ha detto “No, no, Dottor Severgnini, io in me di Berlusconi ho lo 0%” ed io gli ho risposto “Beh, allora mi faccia parlare con il suo commercialista, con il suo confessore e con sua moglie. Poi ne discutiamo”. Al che lui si e’ seduto e non ha piu’ detto nulla.


Beppe, tu sei di Crema, hai vissuto a Washington, DC e so che conosci ed ami Bergamo. Trovi delle similitudini tra queste citta’?

Noi Cremaschi consideriamo Bergamo come una sorella maggiore. Crema e’ sotto Cremona da un punto di vista amministrativo ma dal punto di vista storico, culinario e linguistico ci capiamo, anche senza l’interprete… Il dialetto bergamasco e’ facilmente comprensibile per me perche’ il mio dialetto e’ un po’ piu’ addolcito ma le parole sono quelle, le forme sono quelle. Mi piace molto l’accento bergamasco sulle labbra delle donne, l’ho sempre detto che lo trovo sensuale. E… posso dirlo…? Stessa cosa per dell’accento Bresciano… La gente pensa sempre che io stia scherzando, ma io lo dico sul serio. Probabilmente dipende anche da un imprinting giovanile, quando se la ragazza era di oltre Mozzanica o oltre Orzinuovi, si aprivano per noi ragazzi posti affascinanti delle bellezze della Lombardia del Nord – Est. Per quanto riguarda Washington, DC devo dire mi piace molto la luce che qui e’ molto particolare. Certo, qui non c’e’ Citta’ Alta e Citta’ Bassa pero’ magari possiamo considerare Capitol Hill una sorta di Citta’ Alta, perche’ no… Ma lì, ancora una volta, siete meglio voi… Capitol Hill e’ molto bella ma non regge il confronto. Forse dovremmo informare i Senatori Americani di questo fatto…

Grazie Beppe, buon lavoro ed in bocca al lupo.
 

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