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La maggioranza al test del rendiconto. Berlusconi conta i voti

Tappa decisiva per la tenuta del governo. Dopo il rincorrersi delle indiscrezioni sulle imminenti dimissioni del presidente del Consiglio il premier affronterà il voto alla Camera

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Tappa decisiva oggi, martedì 8 novembre, per la tenuta del governo. Dopo il rincorrersi delle indiscrezioni sulle imminenti dimissioni del presidente del Consiglio di ieri, oggi Berlusconi affronterà il voto alla Camera sul rendiconto finanziario.
Si tratterà probabilmente di una conta, non di una vera e propria resa dei conti (nonostante l’uscita del premier “voglio vedere in faccia i miei traditori”) perché oggi si vota il ddl sul rendiconto e di assestamento di bilancio, provvedimento che fu clamorosamente bocciato lo scorso 11 ottobre. Si tratta di un provvedimento fondamentale per l’attuazione di tutta la programmazione finanziaria dello stato ed per questo che anche le opposizioni dovrebbero decidere di astenersi senza puntare alla spallata.
Il dato ad emergere sarà quindi il numero di deputati sui quali la maggioranza può contare: sulla carta, la soglia dei 316 ottenuti all’ultimo test è ormai acqua passata. Negli ultimi giorni si sono rincorse le voci dei delusi tra le file del Pdl pronti a saltare nel campo opposto (come la deputata Gabriella Carlucci passata all’Udc) o quanto meno disposti a dare un segnale per costringere il premier a un passo indietro.
Dalla conta teorica l’opposizione potrebbe contare su 312 voti e la maggioranza su 311, in mezzo c’è un’area grigia di deputati incerti o impegnati in trattative per scegliere cosa fare.
La votazione è prevista per le 15,30. Saranno in tutto quattro le votazioni su cui l’assemblea di Montecitorio sarà chiamata ad esprimersi. Sul rendiconto è prevista un’unica votazione. Sono, invece, tre le votazioni per l’assestamento: una per ciascuno dei due articoli e uno per il voto finale.
Se il risultato della conta non fosse sufficiente a determinare la caduta del governo, Berlusconi potrebbe puntare a durare almeno fino al voto sul maxiemendamento che è previsto per martedì 15 novembre, alle 11 del mattino.
Al pressing sul presidente del Consiglio si aggiunge anche la Lega che ieri gli avrebbe chiesto di fare un passo indietro e di indicare come suo successore un esponente del Pdl.

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