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“Le alluvioni? Gestione miope del territorio Anche la Bergamasca a rischio disastri”

Per Antonio Galizzi, geologo, occorre predisporre piani di emergenza sovra comunali e monitorare i torrenti per evitare frane ed inondazioni.

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Frane e alluvioni sembrano colpire sempre più spesso il nostro territorio. Lasciando alle spalle morti, danni e rabbia. Qualcuno afferma che è colpa del clima che è cambiato, ma davvero non si può intervenire? E si fa abbastanza per prevenire questi drammatici episodi?
Abbiamo incontrato Antonio Galizzi, geologo di Bergamo, consulente per molte amministrazioni comunali per le quali redige piani di prevenzione.
Perché in Italia avvengono sempre più spesso alluvioni e frane? È colpa del clima che è cambiato o c’è anche una responsabilità dell’uomo?
“E’ cambiato il clima, infatti assistiamo a piogge molto violente che riversano sul terreno anche 70/80 millimetri di pioggia in mezz’ora, questo significa che abbiamo circa 80 litri di acqua su un metro quadrato da smaltire. Se si considera la forte urbanizzazione degli ultimi decenni ci troviamo di fronte a piazzali, cortili, parcheggi che raccolgono una notevole quantità di acqua che deve essere smaltita in breve tempo. Un processo molto difficile”.
Quindi la colpa è in parte anche dell’uomo.
“L’uomo ha la sua parte di responsabilità, in particolare gli enti che amministrano la vita delle persone come Comuni e Regioni. Non si deve dimenticare che l’Italia che ha un territorio molto fragile è un Paese senza piani di emergenza”.
Senza piani di emergenza ma con piani generali del territorio che dovrebbero stabilire delle norme per la salvaguardia dell’ambiente.
“Quando si stende un Pgt i geologi sono gli ultimi ad essere consultati. E i danni poi si vedono con le frane e le alluvioni”.
È passata anche la piena del Po. Ma come siamo messi con i fiumi di casa nostra? Si fa abbastanza per Serio, Brembo, Oglio ed Adda?
“Con la Legge 2002 la Regione Lombardia segue i grandi corsi d’acqua e quindi i principali fiumi come il Serio, il Brembo… mentre i torrenti sono stati affidati ai Comuni. Torrenti dove si riversano grandi quantità di acqua a seguito della massiccia urbanizzazione degli ultimi anni che ha reso impermeabile gran parte del territorio e per i quali è difficile calcolare la loro portata, la pulizia e la manutenzione”.
Perché?
“Perché ogni amministrazione comunale fa a sé. Un torrente attraversa più Comuni e quindi servirebbe un piano sovra comunale che non si redige perché gli enti locali non hanno sufficiente risorse e personale da destinare per seguire i corsi d’acqua. Così il Comune più a valle subisce anche le politiche ambientali del paese più a monte. Il problema è capire quanti scarichi sono stati autorizzati in questi corsi d’acqua altrimenti, con le piogge torrenziali che si abbattono sul territorio, ad ogni temporale anche in bergamasca ci potremmo trovare di fronte a un disastro”.
Che cosa si potrebbe fare?
“Serve una visione d’insieme e un maggiore controllo. Non si parla mai di prevenzione, ma sarebbe bene intervenire prima che sia sempre troppo tardi. Dalla mia esperienza rilevo che spesso le fasce di protezione lungo fiumi o torrenti non sono state rispettate e si è edificato. Quindi quelle costruzioni andrebbero abbattute. Ma è difficile che un sindaco vada da un cittadino ed intervenga. Per questo serve un intervento dell’ente superiore, la Regione in questo caso, che abbia una visione complessiva del territorio e abbia maggiore forza”.
Oltre alle aree di rispetto si dovrebbero anche dragare i fiumi?
“Su questo punto ci sono due scuole di pensiero: chi sostiene che non si devono dragare i fiumi per rispettare l’equilibrio naturale del corso d’acqua e chi, invece, sostiene che si deve intervenire. È vero che i fiumi hanno il loro equilibrio, ma è pur vero che oggi nei fiumi si scaricano molti corsi d’acqua non controllati. Bisognerebbe capire, calcolare quanta acqua portano i nostri torrenti che poi sfociano nei fiumi e quindi nel Po. Quando osserviamo la piena del Po, spesso lo dimentichiamo”.
In questa visione più generale del territorio che cosa si dovrebbe fare?
“Credo che dopo dieci anni di questa gestione dei corsi d’acqua affidata ai Comuni sarebbe il caso di fare una verifica e valutare i vantaggi e i problemi che sono emersi. E nell’occasione spingere perché gli enti locali con la Regione stendano piani geologici, adottino piani d’emergenza ed intervengano sulle aree di rispetto”.

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Commenti

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  1. Scritto da calore

    Copriamo il Serio ed il Brembo con una bella colata di cemento, facciamoci una bella autostrada, basta con questi geologi, creiamo aree artigianali/industriali con capannoni di cui la metà restano vuoti, impearmeabilizziamo il territorio, creiamo grossi insediamenti residenziali sciistici in alta montagna, imbrigliamo i fiumi, non facciamo manutenzione alle fognature, siamo o no PADRONI A CASA NOSTRA e basta con questi ambientalist
    W la GIOPINIA
    Ah, se poi succedono sciagure, pota Roma ladrona

  2. Scritto da libero

    piani regolatori fatti o modificati x interessi dei costruttori ove era impossibile è lecito con amministrazioni compiacenti
    il tutto x un unico fine arricchirsi alla fine tutto ti torna indietro con gli interessi poi requiem……
    poi non si pulisce piu l alveo dei fiumi idem i boschi piante secche tutto pronto x franare terrazzamenti abbandonati poi…
    ma quando aprono un inchiesta x fatti come genova o borghetto etcetc
    gli diano l ergastolo a chi a autorizzato tale scempio !!!

  3. Scritto da Giulia

    Paghiamo una tassa ormai decennale per la pulizia dei corsi d’acqua,ma nel mio comune li hanno puliti soltanto una volta,il torrente Dordo che l’attraversa è pieno di erbacce alte ,arbusti e anche piccole piante.E’ giusto contribuire alle spese di pulizia dei corsi d’acqua,ma in cambio pretendiamo che le istituzioni provvedano a mantenerli in sicurezza per evitare inondazioni,o allagamenti degli scantinati,già avvenuti nel passato.

  4. Scritto da non impariamo mai

    Assolutamente d’accordo con Antonio Galizzi. L’alluvione del 1987 in Val Brembana non ha insegnato nulla. Il Brembo è uscito perchè non aveva più spazio. Ma le costruzioni non sono state fatte arretrare nemmeno di un metro.
    Anzi, si è continuato a costruire.

  5. Scritto da giustino

    state dicendo sul serio? aspettate ancora che tutto fili liscio come l’oglio? bah non vi capisco

  6. Scritto da Davide

    D’accordo su quasi tutto. Su quali basi (quali dati locali) il geologo afferma che è cambiato il clima? Bisogna fare attenzione a fare certe affermazioni, altrimenti si rischia di basare ragionamenti tecnicamente ineccepibili su presupposti non verificati.

  7. Scritto da Cambio clima

    @1
    Si, i cambiamenti climatici dissero che sarebbero avvenuti, ma grandi siccità. Quì siamo al contrario, mi pare. Mi sa che gli ambientalisti erano ubriachi nelle loro previsioni.

  8. Scritto da Paghi poco

    @16
    Giulia, paghi troppo poco per il lavoro che richiedi: fai un po il conto, moltiplica quello che versi per il numero dei cittadini e vedrai cosa ottieni: neanche per cominciare quello che vorresti.

  9. Scritto da Rischio disastro

    L’uomo è sempre a rischio disastro, infatti deve morire.Più disastro di così.

  10. Scritto da cuore

    abbiamo le carceri piene di persone da mantenere e con tanti privilegi , abbiamo i profughi a cui dobbiare dare anche un pacchetto di sigarette al giorno ,perrche’ son vittime……. perche non pulire i letti dei fiumi e i boschi cose fanno qualcosa di socialmente utile e non sono solo un peso per la societa ‘.

  11. Scritto da ...

    @ 23 Cuore tenero:la tua idea non é assurda,il probblema che poi per controllare un Carcerato che lavora esternamente ci vorrebbero 3 guardie carcerarie… e purtroppo la manutenzione alveo dei torrenti,fiumi ecc non é cosa che possa fare chiunque,ci vuole gente esperta…

  12. Scritto da G.Comi

    Cose note agli addetti ai lavori…il guaio è che non son note ai nostri politicanti di mezza tacca, a certi amministratori, tecnici, a speculatori e cementificatori. A proposito dei cambiamenti climatici forse non tutti sanno che il nostro senato ha tempo fa promosso una mozione nella quale si sostiene che i cambiamenti climatici non ci sono (tutte fandonie degli ambientalisti) e se ci sono possono essere persino vantaggiosi…

  13. Scritto da GINO

    sig GALIZZI fosse come lei scrive non ci sarebbero questi disastri
    sarebbe bello

  14. Scritto da Arianna

    Il sig. Galizzi è molto chiaro nella sua denuncia. Visti i disastri che ormai da anni si verificano i Comuni e le Regioni dovrebbero dare la priorità a queste emergenze e preoccuparsi della difesa del territorio e dei cittadini. Ormai è un dato di fatto il pericolo delle alluvioni è ora di attivarsi e provvedere !!!!

  15. Scritto da julius

    anche il signor galizzi sostiene l’esigenza di nuovi piani.. altra carta su carta e ancora carta = studi = incarichi, il tutto per scoprire che poi non abbiamo nemmeno il 2% delle risorse che servirebbero!!!
    di studi e di ipotesi sono pieni i cassetti, mancano i soldi e la capacità gestionale del territorio nel suo complesso

  16. Scritto da ottone erminio

    Bravo Antonio ! Tutto giusto, ma lo sai bene che è utopia.
    I geologi nella pianificazione sono cassandre inascoltate: il piano di difesa del suolo a livello regionale ? In pratica sospeso. Polizia idraulica? Alla garibaldina….Piano di assetto idrogeologico? Come viene viene….
    Dissento sul cambio del clima…non è ancora provato con modelli matematici seri: non è che al pari delle precipitazioni stiamo pagando l’urbanizzazione diffusa in proporzione geometrica?

  17. Scritto da .

    Pienamente d’accordo con l’amico Comi @ 1,come si puo anche solo ragionare(agire poi non scriviamone…)con politici cosi.

  18. Scritto da Gaetano Bresci

    Tranquilli! Una bella settimana di sole, due ruspate, qualche riboccata e tutto sarà come prima….e via di nuovo a parlare di TAV, autostrade, interporti e cementificamenti vari, necessari allo “sviluppo” del territorio.
    Il vero Blocco Nero è quello che ci amministra e governa .

  19. Scritto da marilena

    basta vedere certe costruzioni sul fiume nei primi paesi all’inizio della valseriana per rendersi conto delle ferite al territorio. Eppure i comuni hanno lasciato fare.

  20. Scritto da sergio

    Responsabilità della speculazione edilizia, ma anche delle cambiate abitudini economiche. Chi abita sotto i colli, ai piedi delle aree boschive, sa bene di essere oggi a rischio, poiché il manto boschivo è abbandonato a se stante e dunque divenuto impermeabile per via della mancata pulizia boschiva, che un tempo si adottava per ingrasso delle coltivazioni e per evitare la proliferazione nociva di batteri L’acqua piovana scorre rapidamente sul sedimento imper. delle foglie e non solo del cemento.

  21. Scritto da Narno Pinotti

    Politici? Amministratori? Cementificatori?
    La massa delle costruzioni sono abitazioni famigliari e piccoli edifici privati. Se un candidato a sindaco insiste sulla difesa del territorio e lo sviluppo a volumetria zero, non prende voti. Se un sindaco eletto nega concessioni edilizie facili, non viene rieletto. La legge elettorale del Parlamento non vale per i comuni: le elezioni locali dànno sempre al cittadino quello che la maggioranza vuole, e quindi quello che si merita.

  22. Scritto da sergio

    Tra Brembate-Osio Sotto fino a Villa ‘D’Almè-Almenno S. Bartolomeo si sono lasciate edificare aree che un tempo, neanche lontano, erano di esondazione del Brembo: risultato? Piogge eccezionali potrebbero sommergere buona parte di queste costruzioni moderne, oppure franare parte delle sponde scoscese dove sono state costruite. Se questo lo intuisce uno sprovveduto cittadino quale sono io, immagino quanto siano “volutamente” incoscienti amministratori sia di destra sia di sinistra esia della lega.

  23. Scritto da '

    Qualcuno conosce il numero totale degli svincoli Idrogeologici concessi dalle nostre Comunità Montane? Sarebbe interessante saperlo.

  24. Scritto da Pòta

    @ 10 Pinotto:caro Arno,il Sindaco non é il “padre eterno” se lui sbaglia,altri demandati per il controllo sopra di lui,dovrebbero fermarlo ecc é li il problema…