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Edilizia, un infortunio su tre provocato dall’alcol in cantiere

I dati di uno studio della Cisl e dell'Asl: tra il 20 e il 30% degli infortuni colpiscono chi ha alzato troppo il gomito.

Un problema culturale, soprattutto. Il problema di chi ritiene che bere mezzo litro di vino a pranzo è un’abitudine sana, che non può avere conseguenze sul lavoro. Ma non è così: un recente studio della Cisl, sulla base di dati dell’Asl di Bergamo, dimostra infatti che tra il 20 e il 30% degli infortuni sui cantieri sono da ricondurre al gomito troppo alzato, spesso all’ora di pranzo. I numeri sono citati oggi (7 novembre) dal Corriere della Sera Lombardia.
Le cronache hanno raccontato più volte che non è solo un problema di pausa pranzo: in alcuni casi gruppi di muratori sono stati fermati sulle strade di prima mattina con un tasso alcolico a volte oltre il limite. Colpa, a quanto pare, di caffè troppo corretti, o se vogliamo di "grappe corrette al caffè".
Lo studio dell’Asl è stato redatto da Andrea Noventa, responsabilità di un’unità operativa del servizio di Prevenzione dell’azienda sanitaria. I bevitori abituali in provincia di Bergamo (un milione e 50 mila abitanti) sarebbero in tutto 75 mila. Sono però 150 mila i cosìddetti "bevitori  forti", mentre 7500 sono i veri e propri alcolisti.
Una fetta di quel mondo di "bevitori abituali" entra ogni giorno nei cantieri della provincia di Bergamo e non solo. E le abitudini che possono essere considerate "tradizionali", ovvero "normali", provocano invece infortuni. Si arriva poco lucidi sui ponteggi, si sottovaluta il problema, e ci si ritrova feriti sul lavoro. 

Commenti

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  1. Scritto da Daniele

    Bella scoperta….

  2. Scritto da corti-novis

    Ho lavorato nell’edilizia ed ho visto operai nella pausa mensa bere al di sopra della soglia dell’equilibri fisico e mentale. Siccome è difficile controllare, almeno nei cantieri grossi dove gestiscono una mensa collettiva li si potrebbe limitarel’eccesso di alcool.

  3. Scritto da mario59

    Pà e mortadèla e üna butiglia de bira de 66 cl

  4. Scritto da ./

    L’altro 60 % rimanente e’ sicuramente legato alla complicita del sindacato

  5. Scritto da Marino

    Fate un altro ente bilaterale per farvi mantenere tutta la cricca sindacale, tanto poi non fate mai sindacato

  6. Scritto da corti-novis

    mario 59… pà e mortadela forse anni 1960/70 66cc di birra va bene due 66cc non va bene. Vanno anche loro al ristorante da 10 euro, devono essere i compagni fra di loro controllarsi a vicenda se possibile. Educare per prevenira almeno in una compagnia ci deve essere e per legge c’è in cantiere che è responsabile della sicurezza. Non per licenziarl. molti stanno zitti ma se succede poi qualcosa diventano responsabili del silenzio

  7. Scritto da A.Z. Bg

    Quàte stüpidade.Ormai lo sport preferito è parlar male dei lavoratori specie se bergamaschi.Ogno tre per due qualcuno parla male di Bergamo e dei bergamaschi,con qualunque scusa.Con quello che dicono e fanno(anzi non fanno)iltasso alcolico e non solo quello dovrebbero vederlo negi uffici pubblici.

  8. Scritto da mario59

    @ 6
    Nella mensa della ditta dove lavoro io… sono anni che non si bevono alcolici…

  9. Scritto da La verità fa male

    @ A.Z. BG ha pienamente ragione, ogni scusa è buona per parlare male di Bergamo. Il problema non è quello degli operai ubriachi, ma quello di certi burocrati non padani che (purtroppo per noi) quando “interpretano” le leggi con le loro mitiche “circolari” sono sobri. Forse, visto il delirio burocratico delle leggi che “regolano” (si fa per dire) l’edilizia, sarebbe meglio che anche loro bevessero un calice di vino !!!

  10. Scritto da Campari col bianc

    Un dato del genere non ha alcun significato anzi sembrerebbe voler dire che se i bevitori abituali sono numericamente così elevati e solamente il 20% degli infortuni è “causato” dall’alcool, bere ridurrebbe il numero degli infortuni visto che la % dei cosiddetti bevitori nell’edilizia è superiore. Beviamo di più quindi……

  11. Scritto da Daniele

    @10.. La verità fa male… la verità è quella scritta nell’articolo, come anche nel commento nr. 9.
    Non è un problema di alcolismo, è semplicemente un problema di abitudini sbagliate e “tradizioni” inventate. Basta fermarsi in qualsiasi trattoria/bar per constatare con i propri occhi.

  12. Scritto da simone

    e l’impresa edile pagaaaaaa…..

  13. Scritto da Flaminio

    Mi permetto di ricordare che per le norme sulla sicurezza (non solo nei cantieri,…) il tasso alcoolico deve essere 0!