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Migranti altamente qualificati, l’Italia non rispetta le norme

Sono sei gli Stati dell'Unione europea, e tra di essi c'è l'Italia, che rendono particolarmente difficile per i lavoratori altamente qualificati venire a lavorare nell'UE

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Sono sei gli Stati dell’Unione europea, e tra di essi c’è l’Italia, che rendono particolarmente difficile per i lavoratori altamente qualificati venire a lavorare nell’UE. La Commissione ha richiesto formalmente a questi Paesi (oltre all’Italia, Germania, Malta, Polonia, Portogallo e Svezia) di rispettare le norme della direttiva “Carta blu”, il cui termine è scaduto il 19 giugno 2011.

Nonostante siano nel pieno di una crisi economica caratterizzata da tassi di disoccupazione particolarmente elevati, i datori di lavoro spesso non riescono a trovare i lavoratori altamente qualificati di cui hanno bisogno, in vari settori.
La direttiva “Carta blu UE” istituisce norme comuni ed efficaci che permettono ai cittadini di paesi terzi altamente qualificati di venire a lavorare in Europa nei mercati del lavoro in cui sono richieste le loro competenze. La direttiva introduce una procedura accelerata di ammissione per tali stranieri e garantisce un insieme comune di diritti sociali ed economici, uguali a quelli dei cittadini dell’Unione, in vari settori.

La procedura è iniziata in luglio. Tre Stati (Italia, Malta e Portogallo) non hanno ancora comunicato nessuna misura entro il termine previsto di due mesi, il che ha indotto la Commissione ad agire. Gli altri tre Stati membri (Germania, Polonia e Svezia) hanno risposto alla lettera di costituzione in mora segnalando che la nuova legislazione di attuazione non entrerà in vigore prima del prossimo anno.

La direttiva “Carta blu” è stata adottata il 25 maggio 2009. Il regime della Carta blu contribuisce ad attrarre in Europa i migranti altamente qualificati, sostenendo gli sforzi delle imprese europee per colmare le lacune nei loro mercati del lavoro cui non possono sopperire loro cittadini, altri cittadini dell’Unione o cittadini di paesi terzi in soggiorno regolare. Una volta che uno Stato ha concesso una Carta blu a un migrante, questo ha libero accesso a tutte le posizioni di lavoro altamente qualificato e può recarsi in qualunque altro Stato dell’Unione in cui possano essere necessarie le sue competenze. Combinato con norme preferenziali per l’ottenimento dello status di soggiornante di lungo periodo e per il ricongiungimento familiare, il regime della Carta blu costituisce un pacchetto attraente per i potenziali migranti altamente qualificati.

È uno strumento basato sulla domanda, che non garantisce un diritto di ammissione e rispetta le competenze degli Stati membri quanto alla determinazione della quota di lavoratori migranti che fanno ingresso nei loro territori al fine di svolgere lavori altamente qualificati.La direttiva “Carta blu” è una componente fondamentale di una politica globale ed equilibrata dell’UE in materia di migrazione, destinata non solo a colmare le lacune nei mercati del lavoro nazionali ma anche a contribuire ad affrontare le sfide demografiche.

La direttiva non impedisce agli Stati membri di avere un proprio sistema di permessi di soggiorno nazionali per i migranti altamente qualificati, ma tali permessi nazionali non possono concedere il diritto di soggiorno negli altri Stati membri dell’Unione garantito dalla direttiva “Carta blu”.

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