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La musica celtica di Marco Brena per solidariet??

Sabato 5 novembre alla parrocchia di Sant???Alessandro in Colonna, il Celim Bergamo organizza un concerto di musica celtica con Marco Brena e la sua band a favore di progetti di volontariato.

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In occasione della “Samhain” (da sam-fuin= fine dell’estate, una festività sacra antichissima con cui i Celti celebravano il Capodanno nella notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre) l’Organizzazione di volontariato internazionale cristiano Celim Bergamo organizza un concerto sabato 5 novembre alle ore 21 alla parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna. Protagonista della serata sarà la musica celtica di Marco Brena e la sua band. Musicista e compositore, polistrumentista e insegnante, Marco Brena ha lavorato per anni come organista eseguendo musiche sacre o classiche, ma imparando ad amare l’organo a canne per la sua versatilità e l’unicità. Proprio per questo, dopo aver realizzato il disco “Celtic shadows” nel 2002 e “Electric celtic land” nel 2003 con Ethnoworld, realizza un nuovo disco nel 2004. “The celts on the organ”, questo il titolo, riassume proprio l’intenzione di sperimentare sull’organo a canne quanto appreso sia nello studio dello strumento sia dalla musica celtica. L’evento – ad ingresso gratuito con donazione libera al Celim – sarà a sostegno dei propri progetti agricoli nel Sud del mondo. Tre in particolare i progetti già attivi: a Eterazama in Bolivia, a P.to Limòn, Guasaganda e Pucayacu in Ecuador e a Gouran in Burkina Faso. Nel primo progetto, a Eterazama, si tratta di proseguire il percorso di formazione in campo agroindustriale intrapreso con la popolazione, in particolare con i giovani, della zona tropicale di Cochabamba. Le attività consistono nella lavorazione di frutta tropicale per il confezionamento di prodotti trasformati (ad esempio le marmellate), in alternativa alla tradizionale e remunerata produzione di foglie di coca. Il progetto coinvolge circa 50.000 persone. In Ecuador, l’impegno è un progetto di formazione sui temi della sicurezza e della sovranità alimentare e la loro applicazione pratica. In tutto coinvolge 35 comunità, 450 famiglie, 2000 persone in zone rurali dal clima tropicale. Le famiglie verranno formate e sostenute, in un sistema di produzione integrale, per la diversificazione dei prodotti. In Burkina Faso, l’intervento riguarda la realizzazione di pompe a pedali per l’accesso all’acqua, uno strumento gestibile dalla popolazione locale, grazie alla collaborazione con l’Università di Ingegneria di Bergamo. Sono coinvolte 450 famiglie per un totale di 15.000 persone.

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