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E noi balliamo al ritmo dello spread

Lo spread funge da termometro della febbre. Le manovre del governo, necessarie ed urgenti, non possono risolvere il problema delle banche per il semplice motivo che mancano i mezzi (finanziari) per farlo.

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Siamo appesi al cappio dello spread. Ormai questo termine è inflazionato e attualmente rappresenta la differenza di tasso di interesse tra i titoli di stato a tasso fisso decennali Italiani (btp) e quelli tedeschi (bund). Essendo entrambi espressi in euro, la differenza di prezzo si traduce in una differenza di tasso percepito dal possessore da oggi sino al rimborso dei titoli (fra 10 anni). Una pressione di vendita dei titoli produce discesa dei prezzi e interessi percepiti alla scadenza più alti; viceversa prezzi più alti comportano interessi più bassi.
Dal 2008 succede che i titoli tedeschi salgano di prezzo ed attualmente rendano meno del 2% annuo mentre quelli italiani scendano e gli interessi siano superiori al 6%. Lo spread di cui tutti parlano in questi giorni è appunto la differenza di rendimento tra i titoli tedeschi e italiani. La differenza di tasso si è acuita nel mese di Luglio, quando in giro per il mondo sono stati diffuse previsioni di rallentamento delle maggiori economie. Va detto che i tassi italiani sono aumentati circa dell’1,5% mentre i tassi tedeschi si sono ridotti circa di egual misura ed il perché è presto detto: sempre in giro per il mondo, ormai libero da restrizioni di circolazione dei capitali, molti investitori si sono diretti verso quello che si ritiene un porto sicuro al riparo da turbolenze finanziarie, cioè il franco svizzero, l’oro ed il mercato tedesco dei titoli di Stato. 
Serve di sgombrare il campo da paure irrazionali e pertanto occorre precisare che in Italia pagare il 3% sui Bot e il 6% sui Btp decennali non è mai stato un dramma nel corso degli ultimi 30 anni e comunque Banca d’Italia assicura che i rimborsi e la tesoreria dello Stato sono tranquilli anche con tassi dell’8%, cioè 2 punti superiori agli attuali. Di nostro aggiungiamo che i rimborsi e quindi i rinnovi dei titoli in scadenza non hanno importi ciclopici e pertanto ci danno tempo per approntate strategie appropriate: per fortuna il debito pubblico italiano ha duration (scadenza media) molto superiore (più lunga) di quello greco.
I problemi sul tappeto sarebbero due.
La bassa credibilità di Berlusconi e quindi del governo italiano e, più grave, la situazione delle banche.
La materia è complessa e si presta a più angoli visuali, ma il problema delle banche potrebbe aver generato il problema dei titoli di Stato e non viceversa. Depongono a favore di questa ipotesi alcune considerazioni che vi preghiamo di recepire come ipotesi di studio. 
La prima, di ordine generale, è che le grandi crisi bancarie degli ultimi secoli (che noi italiani abbiamo visto solo a cavallo degli anni 20/30 ma di modesta gravità) sono state innescate da prezzi degli immobili e dei beni durevoli in forte crescita: con l’arrivo dell’euro i nostri prezzi si sono raddoppiati e così gli importi e le durate dei mutui. Dall’inizio della crisi ad oggi l’indice della produzione italiana ha perso 13 punti percentuali verso quello tedesco ed oggi è di 21 punti più basso: un disastro. I depositi bancari e la cosiddetta raccolta diretta ed indiretta (ci scusiamo per i tecnicismi) non crescono e quindi al netto di inflazione scendono; significa che le banche non hanno fieno in cascina per sostenere la domanda di nuovo credito delle aziende e dei privati
Da tre anni aumentano di trimestre in trimestre i crediti bancari in sofferenza che in molti casi superano il capitale delle banche stesse; significa che il capitale proprio liquido delle banche, cioè i soldi veri degli azionisti, servono a tamponare i ritardi di pagamento dei clienti in difficoltà e non fungono più da riserva disponibile (i banchieri ci perdonino le necessarie semplificazioni ). 
Da tre anni gli utili bancari si sono ridotti parecchio ed il valore delle azioni è precipitato (crolli sino al 90% dei prezzi) rendendo problematica la gestione degli aumenti di capitale. 
Dal mese di febbraio gli interessi che le banche italiane pagano mediamente sul mercato interbancario, cioè sui prestiti che si fanno fra di loro, non è più il tasso euribor (quello usato per l’indicizzazione dei mutui ) ma un tasso superiore e crescente di mese in mese. Ad Agosto il tasso sui prestiti a tre mesi era circa 1,40 % oltre il tasso euribor (1,6 %) cioè il 2,99 % , significa che in giro per il mondo ci sono sempre meno banche disposte a prestare soldi alle nostre banche che infatti in molti casi li debbono pagare il doppio o il triplo di quelle tedesche o francesi. Pertanto il problema bancario italiano sembrerebbe esistere da prima del Luglio 2011 e cioè da prima del problema dei Btp, probabilmente tali difficoltà sono sovrastimate, ma il sistema necessita di interventi molto rapidi perché se lo Stato può aspettare mesi od anni, le imprese ed il sistema bancario hanno bisogno di risposte subito. 
E’ ovvio che attualmente i contagi si autoalimentano e lo spread funge da termometro della febbreLe manovre del governo, necessarie ed urgenti, non possono risolvere il problema delle banche per il semplice motivo che mancano i mezzi (finanziari) per farlo. Uno Stato meno indebitato può destinare fondi per le proprie banche. La Grecia, per esagerare il concetto, non ne ha. Il nostro governo può ben disporre i partner a mettere mani al portafoglio: Berlusconi è l’uomo per noi? Intanto balliamo al ritmo dello spread.

 

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Commenti

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  1. Scritto da La verità fa male

    @28 BOB la Costituzione italiana l’ha cambiata a maggioranza semplice il centrosinistra nel 2001 pochi mesi prima delle elezioni (il famoso “titolo V” quello che ha dato inizio a una marea di contenziosi tra Stato e Regioni). Una delle modifiche proposte nel 2005 prevedeva la riduzione del numero dei parlamentari (da 630 a 400 per la Camera) e i cittadini hanno votato contro, salvando la casta. Sull’acqua si sono semplicemente salvate le municipalizzate e i loro costosissimi c.d.a.

  2. Scritto da libero

    il peggio deve ancora venire speriamo di salvarci la padania è l unica ancora di salvezza

  3. Scritto da libero

    se ci fosse la padania sarebbero i tedeschi ad avere lo spread all opposto verso noi dell nord dunque……

  4. Scritto da giulia

    Se ci fosse la Padania saremmo alla bancarotta già da tempo.Un piccolo stato isolato,non riuscirebbe a far fronte alla crisi internazionale.Comunque Berlusconi,che ha negato la crisi per alcuni anni, non può risolvere il problema economico italiano,perchè è troppo coinvolto personalmente,il suo obiettivo principale è quello di salvare le sue aziende e non la nazione.

  5. Scritto da Silvio P.

    @1 libero
    Scusi, cosa significa “lo spread all opposto (senza apostrofo) verso noi dell (perché due elle?) nord dunque…”? Se è in possesso di dati che dimostrino quello che intendeva dire, li fornisca.
    Forse lei dimentica che il governo è guidato da un imprenditore brianzolo (quindi padano) e da un politico (ha fatto solo quello nella vita) di Cassano Magnago (quindi padano), i quali avrebbero avuto il tempo e i numeri in parlamento per fare tutte le riforme che volevano, anche la secessione

  6. Scritto da Davide

    Cara Giulia, forse è vero che Berlusconi è troppo coinvolto nel salvataggio delle proprie aziende: per la stessa ragione non possiamo avere fiducia di quanto ci viene dettato (anzi, imposto) dalla BCE. Il fondo salva-stati in realtà è un fondo salva-banche. Per salvare le banche ci vengono chiesti ulteriori sforzi, che non basteranno.
    Non vedo altra soluzione che l’uscita dall’euro per tornare ad avere una propria moneta.
    Facciamo come la Grecia: Referendum !!!

  7. Scritto da ma Bossi e Berlusconi dove sono stati fino ad oggi?

    il governo è inesistente, da mesi…

    E se ci fosse la Padania saremmo governati da ministri “spernacchioni” e spernacchiati

  8. Scritto da Bob

    Che cosa ci si poteva aspettare da soggetti che cambiano la Costituzione Italiana, inventando fantasiose modifiche, standosene spaparanzati in un trani di Ponte di Legno tracannando ì?
    Per fortuna gli italiani, che pirla del tutto non sono, la Costituzione l’hanno salvata con il referendum.
    Anche per l’acqua e il nucleare, ci hanno salvati con i referendum.
    Ma non si possono fare referendum per ogni stupidata ideata da costoro, sono troppe!
    E ora questi soggetti ci faranno pure fallire!

  9. Scritto da Soldi in Bocca

    Per avere l’intervento serio di Bce e Fmi il governo deve andare all’incontro con i soldi in bocca (patrimoniale-pensioni) , diversamente si va alla malora.
    @4 Davide – Hai idea di quanti anni di crisi bestiale (disoccupazione, pensioni che valgono un tubo ecc. ) si dovrebbero affrontare ? Farei molta attenzione a fare certe affermazioni . Davvero molta. Ricorda che la grecia è un nanetto, economicamente parlando.

  10. Scritto da libero

    siamo noi lumbard la forza dell europa
    gli faremmo la barba ai germanici saranno loro a stare al nostro passo
    poi l italia che non va si faccia uno stato a sè e si aggreghi ai greci o all africa che è meglio x tutti
    è solo debito e basta !!!!

  11. Scritto da La verità fa male

    Ci era stato garantito che una volta entrati nell’euro sarebbe stato il nuovo Eden e difatti dal 2001 si sono registrati 1) perdita del potere di acquisto dei salari 2) manovre su manovre per salvare le banche e nazioni tecnicamente già fallite come la Grecia 3) continui crolli di Borsa che hanno salassato i risparmiatori 4) il mantenimento, accanto alla costosissima casta politica e burocratica nazionale, dell’inutile e costosissima casta politica e burocratica europea

  12. Scritto da Davide

    @6 Soldi in Bocca.
    Beh è chiaro: per uscire dalla crisi dobbiamo usare le ricette dettate da quelli che ci hanno portato nella crisi.
    Gli stessi che la settimana prima del fallimento Parmalat dicevano di comprarla. Idem x lehman brothers.
    Gli stessi che pagano i master ai futuri manager, che chissà poi quale politica economica adotterano …
    Uscire dall’Euro non è forse la ricetta giusta (io non è ne ho la certezza) ma sono certo che la loro ricetta è quella sbagliata per noi.

  13. Scritto da Chiedi a Prodi

    @8
    Chiedi a Prodi, il bofonchiatore, e senti che ti risponde.

  14. Scritto da professorino

    @3
    E poi dicono che in Italia abbiamo problemi.
    Basta vedere i problemi del “professorino”: sono solo quelli della perfetta grammatica

  15. Scritto da poveri noi

    di Calderoli ci si ricordera della legge Porcellum, e di quando ha giocato al pompiere con gli scatoloni. Di Bossi delle pernacchie, il dito medio, i falsi ministeri a Monza e per aver sistemato il figlio.

    E questi ci arebbero salvato con la Padania ?

  16. Scritto da No Europa

    Fuori dall’Europa!
    Che ci frega del salvataggio delle banche? Specie quelle francesi?
    Hanno investito soldi in nazioni senza midollo produttivo, che se la grattino.
    Usciamo anche noi dall’Europa, e facciamo da soli.
    E’ stata una avventura fallimentare di Prodi

  17. Scritto da chia ha governato dal 2001 fino ad oggi?

    Dal 2001 ad oggi Bossi e Berlusconi hanno governato otto anni su dieci. Dove sono stati fino ad oggi? cosa hanno fatto per lo sviluppo? come hanno controllato i prezzi?

  18. Scritto da In Che Mani

    @8 Si immagini se non ci fossimo entrati !!! Chieda a Bossi e Berlusconi , con le loro scelte di alleanze internazionali e non CONTRO la UE perchè non hanno portato avanti una politica di maggiore integrazione invece che andare sempre allo scontro . Possiamo solo sperare che l’europa continui ad aiutarci (lo fa da 4 mesi) ma dobbiamo mostrare che facciamo qualcosa e non il NULLA. @7 Chi ? Il grande economista Bossi che ci ha portato a questo punto ?

  19. Scritto da Billy

    @7 e @8 per giustificare le vostre scelte politiche di questi anni ne state inventando anche di peggio !! Ragazzi sveglia , il gioco è finito ,adesso non si scherza più , verrete travolti anche voi.

  20. Scritto da libero

    nessuna scelta politica ma solo££££$$$$$$$$$$
    se no andiamo tutti a fondo compreso tè billy e company
    alternative alla bancarotta non ce ne sono altre!!!!!

  21. Scritto da Soldi in Bocca

    @14 Davide, il problema è che il gioco non lo conduciamo noi (cittadini) e in questi anni a livello di governi non è stato fatto nulla per metterci in condizioni di condurlo . E non vedo regole all’orizzonte . Ci vorrebbe che avessimo un governo in grado di negoziare ma …. il primo problema dopo il crollo e le tragiche conseguenze individuali sarebbe chi ci da i soldi per ripartire , delle banche resterebbero solo le macerie e gli altri non si fiderebbero più se non col capestro.

  22. Scritto da Silvio P.

    @8 verità
    Sì ha ragione, anche a me scoccia mantenere Speroni eurodeputato dal 1989, Borghezio dal 2001 o Salvini dal 2004. Ma perché questa gente manifesta contro l’Euro e l’UE e da anni vanno in vacanza con i soldi UE?
    La CECA nasce nel 1951: Italia (De Gasperi), Belgio, Francia, Germania Ovest, Lussemburgo, Paesi Bassi.
    La CEE nasce nel 1957 con i Trattati di Roma: Italia (De Gasperi), Belgio, Francia, Germania Ovest…
    L’Euro nasce nel 1992 a Maastricht. Per l’Italia c’era Andreotti.

  23. Scritto da Davide

    @ 19 Soldi in Bocca,
    le banche “fallite” verrebbero statalizzate.
    Noi ristamperemmo i nostri soldi
    Il debito pubblico tornerebbe “nostro”, vale a dire che lo stato Italiano dovrebbe soldi a se stesso (e non alla BCE che e privata !!!).
    Insomma, l’economia ritornerebbe al servizio della politica (e non il contrario).
    Ma questo è solo un sogno, ma senza sogni non si vive.

  24. Scritto da Billy

    @17 – Certo che bisogna presentarsi coi soldi , berlusconi e bossi dovevano farlo già 4 mesi fa e non lo hanno fatto neppure adesso davanti all’evidenza che ormai sfiora la disperazione. Tremonti diceva di stare tranquilli perchè l’italia ha tanto risparmio privato ? Era quella l’ancora di salvezza ? Beh , ognuno adesso tragga le conseguenze !!!

  25. Scritto da Silvio P.

    @10 professorino
    No, i problemi non sono solo quelli della “perfetta grammatica”.
    Anzi, c’era un imprenditore brianzolo che fino a marzo/aprile di quest’anno continuava ad illudere la gente che in Italia gli unici problemi erano quelli della “perfetta grammatica”, perché avevamo superato la crisi e non c’era la necessità di fare manovre estive. Poveretto, i mercati l’hanno subito smentito ed è stato costretto a farne addirittura due di manovre. Ma pensa, ci aveva convinto sui conti pubblici…

  26. Scritto da libero

    spero che non salti l europa ma aimè il problema lo vivremo eccome alternative di governo sono solo mazzate x la gente i governi tecnici tipo dini etc …sono solo dolori x la gente cosi sei contento billy ?
    prega che non salti il governo se no piangerai amaramente ed economicamente con bersani e idv che chiedevano di fare come la grecia nell 2008 te lo dimentichi
    sciagurati!!!!!! ed incapaci !!!!

  27. Scritto da Billy

    @24 – Sciagurati e incapaci sono quelli di adesso ! E pure patentati ! Certo che piangeremo economicamente ma ancora un pò che questi sconsiderati aspettano arriverà il non ritorno. Basta se e ma , gli altri …. ecc sono questi che sono lì a governare e sono dei nullafacenti incapaci , al massimo chiunque non facesse nulla farebbe uguale a loro. In europa B. non è più in grado di presentarsi e trattare con nessuno, è il colmo della vergogna.