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Ultimatum di Napolitano: si va verso un Governo Monti?

Napolitano ha aperto alla possibilit?? di concretizzare ??una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte??.

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Momento critico, rimedi improrogabili. A scendere in campo in prima persona nel martedì nero dei mercati è stato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Le scelte «efficaci» che l’Europa, l’opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono «con urgenza» dall’Italia non possono più attendere un solo momento, sono «ormai improrogabili», ha detto Napolitano con severità e «forte preoccupazione» al termine di una giornata drammatica per i titoli del debito pubblico e le quotazioni delle banche italiane.
Nel clima di incertezza l’opposizione si è compattata ed è andata in pressing su Napolitano. In mattinata, Pierluigi Bersani, ha chiamato il presidente della Repubblica e ha dato la disponibilità di Partito democratico (Pd), Italia dei valori (Idv) e Terzo Polo a prendersi «le responsabilità necessarie» per l’aggravarsi della crisi finanziaria.
I democratici hanno chiesto che, al vertice del G20, giovedì a Cannes, «l’Italia ci arrivi con l’annuncio di un nuovo governo di emergenza nazionale» perché «la situazione è ormai fuori controllo». Alla base dell’appello delle opposizioni, la «mancanza di credibilità» del premier, considerata «una delle concause della crisi» che ha investito l’Italia.
Si è mossa anche la fondazione Italia Futura di Luca di Montezemolo che, in un editoriale-appello alle associazioni del mondo produttivo, ha invocato un esecutivo «che raccolga dietro di sé un amplissimo schieramento» per un piano di salvataggio del Paese.
Una serie di appelli che sembra aver fatto breccia nei pensieri del capo dello Stato. Napolitano ha aperto alla possibilità di concretizzare «una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte». Il presidente, pur senza parlare esplicitamente di nuovi governi, ha lasciato intendere che non può non ascoltare anche le richieste giunte con forza dalle opposizioni e da una ampia fetta di forze sociali. E comunque, il capo dello Stato «ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva». E c’è chi parladi un esecutivo Monti
Napolitano ha lanciato l’ultimo avvertimento, chiesto misure immediate e contemporaneamente precisato la necessità di ascoltare anche quell’ampio arco di forze sociali, dai sindacati agli imprenditori, che cerca un cambio di passo. Quell’ampio arco di forze che il Colle definisce «consapevole della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l’Europa, l’opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall’Italia».
Napolitano ha chiesto al governo di mostrarsi all’altezza della situazione attuando subito, senza ulteriori indugi, gli impegni presi nella celebre lettera consegnata da Berlusconi alle autorità europee. Subito, è evidente, vuol dire prima che i mercati provochino ulteriori dissanguamenti, e prima del G20, in agenda giovedì.
Gli strumenti messi in campo dal governo in tutta risposta alle parole del presidente della Repubblica sarebbero un maxiemendamento, un decreto legge e un disegno di legge. Il primo pacchetto di misure anticrisi concordato con l’Unione e accellerato nel vertice interministeriale presieduto da Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, svoltosi nella serata di martedì 1 novembre durante il quale il presidente del Consiglio avrebbe spinto sulla necessità di inserire misure d’urgenza in un decreto proprio per rafforzare la volontà politica del governo di andare immediatamente al nocciolo del problema con misure ‘immediate’, così come chiesto da Bruxelles ma anche dal presidente Napolitano.
Un decreto che accompagnerebbe il maxiemendamento alla Legge di stabilità e un altro disegno di legge che, dopo la terapia d’urto del dl, consentirebbero l’introduzione progressiva e diluita nel tempo di tutti gli altri provvedimenti anticrisi. Ma a questa ‘scaletta’ si sarebbe opposto Giulio Tremonti sostenendo l’unica opzione del maxiemendamento con voto secco in Parlamento: senza altri provvedimenti che, a suo avviso, accenderebbero gli appetiti da assalto alla diligenza facendo diventare delle misure nate per il contenimento della spesa delle misure di spesa aggiuntiva. La discussione sarebbe proseguita anche nel vertice ristretto tra Berlusconi, Tremonti ed il ministro leghista Roberto Calderoli, senza modificare sostanzialmente le posizioni in campo.
Secondo diversi partecipanti, Tremonti, avrebbe anche fatto un ragionamento sull’ipotesi di un gesto di ‘discontinuita’ da parte dell’attuale governo per aprire una fase politica nuova e rilanciare l’economia. Un ragionamento che alcuni hanno letto come la richiesta di un ‘passo indietro’ da parte del premier. Passo indietro che comunque Berlusconi ha respinto.

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Commenti

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  1. Scritto da pietro

    Serve mettere l’Italia al di sopra degli interessi di parte: ecco perché l’opposizione sbaglia.

  2. Scritto da berghem

    Cominciasse lui a tagliare le autoblu a disposizione e i costi della sua struttura (oltretutto abbastanza inutile in Italia, il presidente è solo di facciata con scarsi poteri)…poi può dare l’ultimatum. L’ultimatum dovremmo darlo noi cittadini a tutti…e dico TUTTI i politici…

  3. Scritto da La verità fa male

    @1 …. e dato che ci siamo, riflettiamo anche sul fatto che 1) fino a oggi l’Europa ci costa più di quanto riceviamo, con i suoi mega carrozzoni (euro parlamentari, commissioni, euro burocrati) che in quanto a sperperi e inutilità sono addirittura più inutili del peggior burocrate italico 2) i super decisionisti Merkel e Sarkozy impongono delle misure alla Grecia, il loro primo ministro torna ad Atene, se ne frega degli impegni, indice un referendum e le Borse europee crollano

  4. Scritto da berghem

    @2: assolutamente d’accordo!

  5. Scritto da Andrea

    L’ errore è stato aver fretta di fare l’europa con degli stati, italia compresa, che si presentavano gia’ all’ingresso con dei conti in disordine…l’introduzione dell’euro doveva esser graduale con la doppia circolazione che avrebbe consentito comunque un controllo dei prezzi… bolla finanziaria ed economica che hanno disintegrato i mercati…ovvio gli speculatori attaccano i piu’ deboli…e c’e’ anche da dire che l’euro da fastidio a molti…vedi Usa che vedono scemare la potenza del dollaro

  6. Scritto da Cicce Fraina

    Il comunismo è fallito perché distribuiva bene la ricchezza ma non sapeva produrla,ll capitalismo sta fallendo perché ha saputo produrre ricchezza ma non l’ha distribuita bene.La forbice troppo ampia fa sì che troppi soldi nelle mani di pochi(gli speculatori non arrivano da un lontano pianeta) permettono di condizionare l’economia di nazioni sovrane.A casa Berlusconi con tutta la sua arca di Noè che ha favorito questo stato di cose e silenzio da parte di tutti gli imbecilli che dicono stupidate.

  7. Scritto da enrico

    1- Sul matrimonio berghem-La verità fa male avrei scommesso ad occhi chiusi. Ora aspettiamo solo che greatguy faccia loro la fatidica domanda.
    2- Siamo in piena crisi occupazionale. Non possiamo permetterci di creare un altro disoccupato: salviamo Lavitola. Scilipoti si salverà da sè.

  8. Scritto da sono tutti ipocriti

    praticamente un governo che il popolo non ha votato?
    ma i vari “opposotori” ,napolitano compreso,non rinunciano ai loro vitalizi?perchè non rinunciano ai loro previlegi da onorevole?

  9. Scritto da Ginko

    @1 – Continua a leggere Libero ed il Giornale , a sentire Minzolini ? Qualcuno l’ha avvertita di ciò che sta accadendo incluso il fatto che “quello di scarsi poteri” è l’unico interlocutore internazionale con credibilità e si rivolgono a lui ?
    @2 Forse è meglio che prenda qualche informazione su cosa accadrebbe se …….. E’ caldamente consigliato.

  10. Scritto da @8 fò di bal

    x 8 un governo che il popolo non ha votato ? diciamo che quelli in parlamento non rappresentano + nessuno e non sono stati eletti dai cittadini ma messi li dalla casta. ovviamente anche il governo swi è reso conto che hanno messo in ginocchio i cittadini italiani ( sino a qualche mese fa silvio diceva che la crisi era un’invenzione) ma non vogliono mollare la cadrega, silvio appena non è + ministro finisce giustamente in galera.

  11. Scritto da berghem

    @9: lei continui a leggere l’unità invece, e ad ascoltare il tuttologo Santoro e il compare Travaglio! E già che c’è dia una ripassata al diritto pubblico italiano!