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Governo in affanno sulle misure anti crisi

Nel provvedimento norme per la liberalizzazione di servizi locali e professioni ma nessuna decisione su licenziamenti e pensioni. Lega irritata: "Braghe calate" mentre rispunta la lettera degli scontenti del Pdl. Dall'opposizione richiesta di un cambio di leadership

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Il consiglio dei Ministri si è concluso solo dopo le 22 con l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità che contiene le norme anticrisi.  Non ci saranno, come trapelato durante la giornata, né il prelievo forzoso sui conti correnti, né la tassa sui patrimoni a conferma della linea dettata nei giorni scorsi da parte dello stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Solo in un secondo tempo si procederà anche a fare un decreto ed un disegno di legge con misure contro la crisi.  L’annunciato decreto, dunque, non ci sarà in seguito al pressing da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, secondo le agenzie, avrebbe espresso le proprie preoccupazioni per tutta una serie di misure che erano state inserite e che nulla o poco avevano a che fare con la crisi economica. Visibile lo scontento della Lega che con Calderoli parla di “braghe calate” di fronte alla decisione di non approvare le misure anticrisi per decreto e Bossi che parla di rivoluzione se si toccano le pensioni.

Il pacchetto di provvedimenti contiene la liberalizzazione dei servizi locali e delle professioni, investimenti sulla banda larga, valorizzazione degli immobili della difesa, vendita di immobili del patrimonio pubblico, misure sul trasporto locale.

La giornata è trascorsa in maniera frenetica con una grande attività da parte del Colle che ha ricevuto in giornata le opposizioni (Pd e Terzo Polo) mentre da più parti sono giunte le richieste a Berlusconi di cedere il timone per la creazione di un governo di larghe intese finalizzato alla realizzazione di quelle misure che l’Europa chiede a gran voce da ormai troppo tempo. Il Pd è "pronto ad assumersi la sua responsabilità in un governo di transizione ed emergenza – ha dichiarato ancora oggi Bersani a margine dell’incontro al Quirinale ma "senza discontinuità ogni provvedimento è inutile". Domani toccherà ad Alfano salire al Colle per conferire con il Capo dello Stato. Nello stesso Pdl rispunta la lettera degli scontenti e cresce la fronda di quelli che chiedono un cambio di passo da parte del governo facendo presagire la necessità di un passo indietro del Cavaliere.

Intanto sui mercati è stata un’altra giornata sull’altalena ma che ha visto chiudere i principali listini in rialzo. Milano ha chiuso con un +2,31% sulla scia delle parole rassicuranti espressa dal nuovo governatore di Bankitalia Visco che ha rassicurato sulla solidità delle banche italiane. Anche l’Euro si è rafforzato sul dollaro chiudendo a 1,38 dollari.

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