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Prezzi su, a Londra nasce il supermercato sociale ti piacerebbe?

Sconti del 10% tutto l’anno per i clienti in cambio di 4 ore di lavoro volontario ogni mese. Succede nel centro di Londra. E' un'idea che potrebbe trovare applicazione anche in Italia, a Bergamo? .

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Volontariato in cambio di sconti. E’ uno dei modi con cui in Europa si cerca di affrontare la crisi. Nel centro di Londra un piccolo supermercato ha sperimentato una soluzione. Sconti del 10% tutto l’anno per i clienti in cambio di quattro ore di lavoro volontario ogni mese. L’iniziativa del People’s Supermarket di Holborn, non lontano dal British Museum, ha già ricevuto il plauso del premier David Cameron, che lo ha considerato un esempio della sua Big Society.
L’obiettivo ambizioso del fondatore del supermercato, Sir Arthur Potts Dawson, è ora quello di estendere l’attività in altre aree della capitale britannica: è prevista l’apertura di un secondo negozio a Hackney, un quartiere a nord di Londra, dove il Supermercato del Popolo farà concorrenza a 17 supermercati.
Tu cosa ne pensi? E’ un’idea che potrebbe trovare applicazione anche in Italia, a Bergamo? O hai altre proposte?
 

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Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Di principio, io sono per il lavoro pagato… poi ognuno i propri soldi, li va a spendere dove meglio crede..se però, lavorando 4 ore al mese, si può usufruire del 10% di sconto sulla spesa, senza che ci siano limiti..nel senso che, uno può spendere 400 come 4000 euro o più, in un mese ..la faccenda potrebbe farsi interessante…ma dubito, che potrebbe essere così.

  2. Scritto da Ezio

    @formica
    Sei incompreso. :)
    Pensa che dopo che hai scritto il tuo post, altri ancora auspicano supermercati del genere in Italia. Nemmeno ti leggono e riflettono che il “supermercato londinese” in Italia c’è da decenni.
    Vedono sconto 10% e come Paperon de Paperoni non capiscono più nulla.
    Tragico sarà vederli come lavoro per 4 ore.

  3. Scritto da sascha

    L’idea si potrebbe estendere al lavoro volontario “professionale” a favore del Comune, in cambio di uno sconto sulle tasse comunali.
    Mi sembra che in alcuni comuni trentini, altoatesini o veneti si effettuano lavori di pulizia boschi in cambio di riduzioni delle tasse.
    Si tratterebbe di identificare alcune attività socialmente utili, senza dover creare disoccupazione. Occorre un po’ di fantasia e un po’ di voglia di lavorare. A Bergamo è possibile?

  4. Scritto da ?

    Ad Albino in giro al Valseriana Center é stata completamente stravolta la viabilita(dossi artificiali,rotonde,ecc)a favore del Supermercato e solo di quello,causando in vari orari della giornata code ed inc…..menti di coloro che transitano di li:chi li paga?!

  5. Scritto da Pierluigi Toccagni

    Di certo non con questo investimento pubblicitario (che ha un costo pagato dal cliente), ma l’idea e la pratica in Italia e in provincia di Bergamo già esistono: es. Cooperativa Famiglie Lavoratori (CFL) di Treviglio (rete COOP). Erano molto diffuse negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, spesso promosse dalle organizzazioni sindacali confederali (CGIL, CISL e UIL) e autogestite. La maggior parte non ha retto la concorrenza prezzo-immagine degli Ipermercati e la crisi della cultura solidale.

  6. Scritto da Moky

    ‎4 ore di volontariato in cambio del 10% di sconto sulla spesa….
    Ma il volontariato non si faceva in cambio di…nulla???
    Questa è la crisi o la solita manovra di qualcuno x guadagnarci???
    Mah!!

  7. Scritto da Tiberio Cron

    Dal punto di vista del cliente l’idea è buona,uno come me in pensione potrebbe farne 4 alla settimana di ore che farebbe il 40% non è assolutamente male ma così facendo,però,si creano altri disoccupati quindi alla fine il gioco non vale la candela.Intelligentemente dobbiamo volare ad un’altezza tale da vedere la situazione in tutti i suoi aspetti e non solo dal punto di vista di una sola parte della società.I problemi che abbiamo dipendono proprio da quello,Alcuni hanno pensato solo a se stessi.

  8. Scritto da La nostra Società

    Secondo me un vero supermercato “sociale” deve essere legato alla società del luogo o territorio dove risiede .Legato nel senso che , per avere un’ utilità completa per la società del luogo , dovrebbe commercializzare prodotti del luogo , e avere dipendenti del luogo .Cosa che comunque ci sono già ( vedi mercati rionali ) , anche se ultimamente ci sono più prodotti e commercianti stranieri , sia come prodotti che come commercianti , vedi per i ricavi sempre più risicati , ecc… .Purtroppo

  9. Scritto da Maria Antoinette

    Bella iniziativa. Nel frattempo sarebbe auspicabile che il Comune di Bergamo cominciasse ad assegnare porzioni di orto sociale anche a non pensionati visto che ai giovani lavorare la terra farebbe molto bene…

  10. Scritto da formica

    Certo che noi siamo un popolo davvero originale. Abbiamo diffuse in tutta la bergamasca da anni, almeno 90, le cooperative di consumo, dove si svolgono regolarmente queste attività e nessuno ne parla. Arriva una notiza dall’estero e se ne parla. Siamo originali non c’é dubbio

  11. Scritto da La nostra Società

    Questo per dire che non sono contrario a prodotti stranieri , ma bisogna anche chiedersi come mai questi prodotti sono arrivati fino a noi e le aziende vanno produrre da un’ altra parte , chi l’ ha permesso , e cosa ne ha avuto in cambio . Perchè a mio parere se si fanno favori ad altre comunità ( Cina , India , Brasile , ecc… ) , queste avranno pure fatto favori a chi ha dato il permesso di entrare , o è finito tutto con un grazie e una pacca sulla spalla?
    Se è stato il SISTEMA noi chi siamo?

  12. Scritto da Lenin

    che giornale comunista

  13. Scritto da Il Borsista.

    Dove ci si deve iscrivere ?

  14. Scritto da Merkozy

    Le borse crollano, i titoli di stato stanno diventando carta straccia, i governi sono in fibrillazione e voi parlate del supermercato sociale. Siete fuori dal mondo.

  15. Scritto da Fede

    ma secondo voi, con le leggi che si sono in Italia sarà mai possibile aprire un supermercato del genere???…

  16. Scritto da tinobino

    Mi pare una st…. In pratica pagherebbero i commessi con dei buoni sconto (obbligandoli a comprare da loro). Sarebbe come se all’Esselunga invece dello stipendio pagassero in punti fragola.

  17. Scritto da Claudio

    A me l’idea piace molto. Vero,in questo caso c’è un proprietario, però ricorda certe cooperative di consumo (quelle vere) che c’erano molti anni fa anche nei nostri paesi. Io ci starei a lavorare 4 ore al mese.
    Per quanto riguarda i disoccupati, non so, non è detto.

  18. Scritto da bucci fr

    Decisamente interessante.

  19. Scritto da Enterprice

    cerco le promozioni e gli sconti tra i vari supermercati.. risultato?? (sconto di ben oltre l 10% e senza fare il commesso)

  20. Scritto da basta!!!

    leggo con ormai rassegnazione gente che dice che è d’accordo con queste stupidate…4 ore di lavoro per pagare meno!!! cioè 4 ore di lavoro che in teoria dovrebbero essere pagate…quindi a questo punto meglio che mi paghino e poi gestisco io i miei soldi ! ormai siamo diventati degli “abbassa testa” in tutto…invece bastarebbe far abbassare la testa ai potenti una volta x tutte e altro che sconti !!!!!!!

  21. Scritto da Claudio

    Per 14
    Che maniere! Ma chi sei o chi credi di essere per esprimerti in quel modo?