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Giorgio Gori dietro al manifesto di Renzi

Sul Fatto Quotidiano la rivelazionne: ?? il bergamasco Giorgio Gori l'autore occulto dei cento punti del manifesto politico di Matteo Renzi.

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Sul Fatto Quotidiano la rivelazionne: è il bergamasco Giorgio Gori l’autore occulto dei cento punti del manifesto politico di Matteo Renzi.

Chi ha scritto i 100 punti del manifesto politico di Matteo Renzi? Chi ha inventato il reality L’isola dei famosi in Italia? La stessa persona: Giorgio Gori. Già la sua presenza alla convention del sindaco di Firenze alla Leopolda aveva fatto scalpore, ma ora si scopre la summa politica di Renzi è stata scritta dal computer di Gori, l’enfant prodige della televisione berlusconiana degli anni Ottanta.

A scoprirlo è stato tale Gianluca Morganti, che ‘smanettando’ sul file Pdf del manifesto, andando sulle ‘proprietà’ non poteva credere ai propri occhi quando sulla finestra ‘autore’ è comparso il nome di Gori. Lo scoop di questa scoperta casuale è arrivata lunedì dal sito web Termometro politico. Subito è arrivata la risposta via Facebook di Gori: “Che il mio Mac sia servito ieri sera per impaginare i testi delle proposte emerse nei tre giorni della Leopolda non mi pare una gran notizia! Ovviamente – ha scritto l’imprenditore televisivo – (come sa chiunque ci sia stato) le proposte sono invece venute da molte fonti diverse, e sono on line sul sito di Big bang perché chiunque le possa commentare e integrare. Ciao!”.

Giorgio Gori, marito della anchor woman del Tg5 Cristina Parodi, dal 1989 al 2001 è stato uno dei massimi dirigenti del Biscione (è stato a capo di Italia 1, Canale 5). Gori, dopo aver iniziato nella Rete 4 dei Mondadori, con l’acquisizione dell’emittente da parte del Cavaliere, diventa responsabile dei più grandi successi televisivi negli anni del boom della tv privata. Poi, nel 1994 è direttore di Canale 5 al momento della discesa in campo e della nascita di Forza Italia. Nel 2001 il 40enne Gori fonda la casa di produzione televisiva Magnolia, che tra i suoi successi maggiori ha avuto l’Isola dei famosi. Del resto, che gli piacessero i reality lo si era capito già nel 2000, quando, da direttore di Canale 5 aveva portato in Italia il format del Grande Fratello. Ora arriva la possibile discesa in campo con il rottamatore Renzi. Di certo, oggi un reality sul Pd e le sue lotte interne, farebbe successo. Ve lo immaginate il confessionale?

David Marceddu

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Commenti

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  1. Scritto da e

    @9 etc. Ma lei dove la vede tutta ‘sta invidia? A me sembra che sia lei ad aver qualche visione…un po’ di parte. Giusto quell’attimo.

  2. Scritto da ee

    @6 e 7. Però i dindini del Silvio d’Arcore non gli han fatto schifo al Giorgetto bergamasco.
    Comodo fare così. La sinistra radical chic. E Bruni ci sta proprio bene. Ha fallito proprio per questo.
    Che quadro.

  3. Scritto da antonio

    quelli del pd hanno ancora il ciucio in bocca… come all’asilo…
    se qualcuno come gori gli dà delle dritte magari… cominciano a crescere…

  4. Scritto da Mauro Invernizzi

    Gori ha lavorato per la Fininvest.
    Embè?
    E’ piena la sinistra di scrittori che scrivono per la Mondadori
    Una volta che uno svolge la propria professione onestamente
    Mi sa che è l’invidia che vi fa parlare

  5. Scritto da .

    Grande Giornale il Fatto Quotidiano,questo deve fare un Giornale darci delle interessanti informazioni,poi sta a noi farci un idea. Ieri sera renzi era a Matrix,lo visto e sentito.

  6. Scritto da Mauro Invernizzi

    Giorgio Gori è sempre stato di sinistra, fin dalla sua leadership di un gruppo studentesco al Liceo Sarpi. Ha collaborato con la Cooperativa Rosa Luxemburg e non è mai stato berlusconiano: anzi. Ricordo una riunione che organizzammo in Cooperativa subito dopo la prima vittoria di Berlusconi alle elezioni. Il più allarmato di tutti era proprio Giorgio, che Berlusconi lo conosceva bene: ce ne parlò così male che ci spaventò tutti

  7. Scritto da Mauro Invernizzi

    Più recentemente: nel 2004 Giorgio Gori appoggiò e sostenne pubblicamente la candidatura di Roberto Bruni a sindaco di Bergamo. Lo so perchè Bruni chiese a me di metterli in contatto. Gori accettò senza tentennamenti e partecipò come relatore ad un’iniziativa di Bruni alla sala di via Tasso

  8. Scritto da Aristide

    Non capisco lo scandalo. Dice bene Gori: «Che il mio Mac sia servito ieri sera per impaginare i testi… non mi pare una gran notizia!». Se avesse detto «Che ioi abbia dato una mano a formulare le tesi presentate ecc.» non ci sarebbe stata egualmente ragione di scandalo. O ci siamo dimenticati di Julien Sorel, acceso sostenitore di Napoleone che entra in seminario? (v. ‘Il rosso e il nero’ di Stendhal). E gli ‘entristi’ degli anni ’70? Per fare politica ci vogliono soldi, idee e “traditori”!

  9. Scritto da giobatta

    ripeto; la vita professionale di Giorgio Gori sembra più in sintonia con la visione dell’uomo e della società (e quindi della politica) del berlusconismo piuttosto che con la visione del Pd. Questo senza qui dare alcun giudizio di merito su quale sia la migliore.
    Per @1: è certo possibile cambiare le proprie idee ma, per evitare di essere tacciati di ambiguità od opportunismo, occorre con chiarezza dirlo e, magari, motivarlo.

  10. Scritto da e

    beh, 1, il pensiero di Gori non è esattamente quello di un centrosinistra.
    Sarebbe come se Ferrarao Veneziani facessero il manifesto del PD. Con tutto il rispetto.