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“Vendita Riuniti, i soldi dei privati contano pi?? dei servizi per la citt??”

Pubblichiamo l'intervento dell'ex assessore all'Urbanistica Luigi Nappo in merito all'intesa tra Universit??, Palafrizzoni, Riuniti e Infrastrutture lombarde per la vendita dei Riuniti.

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Pubblichiamo l’intervento dell’ex assessore all’Urbanistica Luigi Nappo in merito all’intesa tra Università, Palafrizzoni, Riuniti e Infrastrutture lombarde per la vendita dei Riuniti.

Peggio di ogni possibile previsione negativa! Così si può definire l’accordo in merito alla presenza dell’Università all’interno del progetto per la futura riqualificazione dell’area ospedaliera di Bergamo.
Per ben quindici anni gli strumenti urbanistici avevano previsto nel comparto una ripartizione al cinquanta per cento tra destinazioni private e destinazioni pubbliche (Università) per un totale di 140.000 metri quadrati. Opzione condivisa da tre amministrazioni di colore politico diverso, da un Piano Regolatore e da due accordi di programma (2000 e 2004).
Nel 2008 i 70.000 mq a disposizione dell’Università si sono ridotti a 20.000, aumentando naturalmente gli spazi disponibili per gli investitori immobiliari.
Ieri i 20.000 mq ad uso università sono stati cancellati e sostituiti dalla previsioni di alcuni impianti sportivi e qualche palestra. A questo punto ( non si sa se ridere o piangere) qualcuno dei protagonisti dell’accordo ha avuto i coraggio di affermare che invece del CAMPUS avremo il MINICAMPUS. Proprio così. Laddove era prevista la localizzazione di tutta l’Università con centinaia di aule, uffici , rettorato ecc. ci sarà qualche campo sportivo per un totale di circa 5.000 mq. E tanto è bastato per affibbiare la definizione di minicampus: “Una suggestione per il previsto Campus”. Ma l’aspetto tragico di questa vicenda è questo: in tutti questi conciliaboli e incontri non è stata posta al centro una prospettiva per lo sviluppo della qualità del territorio in termini, appunto, di qualità dei servizi. No! Il tema centrale era e rimane il seguente : bisogna rendere l’area appetibile per gli imprenditori immobiliari che si faranno avanti per l’acquisto.
E fa niente se alla fine si venderà a un prezzo notevolmente più basso del suo valore venale, senza parlare del notevole valore paesaggistico di un comparto destinato ad ospitare case, alberghi, negozi, uffici e altro. Si è capito o no che l’affare lo faranno gli acquirenti? Si è tentato un paragone con le vendite di altri edifici pubblici a Bergamo? Come mai con la metà dell’area destinata a campus universitario si prevedeva di incassare circa 73 milioni di euro e con la trasformazione in negozi, alberghi e appartamenti si ipotizza di incassare di meno?
La cosa che lascia sgomenti è che alla fine gli autori di questi accordi sono tutti soddisfatti e beati e anche alcuni giornali hanno anche apprezzato. E Bergamo arretra.

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Commenti

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  1. Scritto da adriano musitelli

    La questione è semplice: la Regione nell’ospedale non ci ha messo un euro, tanta propaganda, le gestione della alienazionre dell’ospedale non conclusa e dall’esito incerto, in compenso ha succhiato attraverso infrastrutture lombarde consulenze inutili costosissime, fuori mercato e senza mercato, ma noi bergamaschi siamo terra di conquista con la rappresentanza poilitica che ci sciegliamo ! il prossimo appuntamento è la svendita sacbo a sea e sistema milanese e varesino, destino già scritto !!!

  2. Scritto da Beppe

    Qualità del territorio e ambiente in generale sono un valore questi amministratori ? La risposta nei fatti. No al parco agricolo ma stadio e annessi insediadenti. No ad un aeroporto compatibile con il territorio ma sviluppo altre il VIA. No campus univesitario ma avanti con nuovi insediamenti urbanistici. Territorio e l’ambiente, per i nostri amministratori, sono certamente un valore ma solo economico!

  3. Scritto da "Non col vento"

    E pensare che Tentorio era quello che voleva fare dell’ospedale un solo un Campus!
    Complimenti!

  4. Scritto da marilena

    povera italia e poveri gli onesti….

  5. Scritto da renzo tramaglino

    Questi qui sotto sono quelli che quando governavano loro applaudivano ai progetti tipo “muro” di Via Autostrada e annessa Coop,torri e “machines à habiter” del Gleno, mostri ex Enel ed ex Sace, insediamenti e cubature esagerate ovunque…..e si dicevano verdi!! Ma Nappo tien conto che in venti anni nel mondo (dell’edilizia in particolare) tutto è mutato? La mia Lucia teme che nonostante gli sforzi odierni l’area resti lì dov’è e com’è……

  6. Scritto da SC

    Sono le privatizzazioni a cui andremo incontro, svendere i beni pubblici. Ma questo è dovuto perchè ci si è indebitati per costruire il nuovo senza avere la certezza della vendita del vecchio. Chi, non avendo i soldi, comprerebbe una casa nuova senza avere la matematica certezza di vendere quella vecchia?

  7. Scritto da Il cittadino dove è?

    In altre parole: questa politica, sull’ospedale, GRIDA vendetta al cospetto di dio.

  8. Scritto da PM

    Qui tutti parlano e sparlano (a cominciare da chi ha scritto la lettera) me nessuno fa i conti con la realta ovvero:
    – prima asta deserta circa 3 anni fa!
    – attuale situazione finanziaria (tragica) pubblica e privata
    – prospettive
    – saturazione del settore immobiliare ormai in tutte le destinazioni.
    Il vero rischio e che quando (?!) l’ospedale avrà traslocato rimarrà vuota con il forte rischi di occupazioni abusive (di disperati) varie.
    Altro che qualità della riqualificazione.

  9. Scritto da PM

    Qualcuno poi dovrebbe spiegare dove sta la qualità degli edifici esistenti.