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Provocazione dell’ex provveditore: “Pochi meccanici, troppi laureati”

E' quanto sostiene Luigi Roffia, gi?? a capo dell'Ufficio scolastico provinciale e oggi direttore generale di Azienda Bergamasca Formazione della Provincia di Bergamo.

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Giovani e disoccupazione. Un tema caldissimo in tempi come il nostro in cui i giovani pagano la mancanza di lavori con contratti stabili e hanno di fronte prospettive incerte.
Per Luigi Roffia, ex direttore dell’Ufficio scolastico provinciale e oggi direttore generale dell’Azienda Bergamasca Formazione della Provincia di Bergamo, in un’intervista a Canto Alto – la rivista trimestrale della BCC di Sorisole e Lepreno – una via d’uscita ci sarebbe.
"I giovani disoccupati sono in aumento, soprattutto tra i laureati – spiega Luigi Roffia -. D’altra parte in provincia ci sono tante richieste di lavoro di studio medio-bassi. Dagli anni Novanta ad oggi abbiamo sollecitato i ragazzi ad iscriversi all’università e ora abbiamo carenza di meccanici e di persone con qualifiche tecniche che potrebbero lavorare in azienda o diventare piccoli artigiani. L’obiettivo di 15-20 anni fa era l’innalzamento dei livelli di scolasticità, perché allora erano pochi quelli che si diplomavano e si laureavano. Ora siamo arrivati al punto in cui la situazione economica mondiale sta mettendo in crisi queste vecchie scelte".
Tanti laureati senza lavoro e tante aziende che cercano invece tecnici qualificati, senza trovarli. Non è un paradosso? Chiede la cronista.
"Sì, ora però i ragazzi possono acquisire queste qualifiche, con la possibilità, se vogliono, di continuare a studiare, così come succede da tempo in altri Paesi europei, dove operai, muratori ed elettricisti si creano la possibilità di mettersi in proprio, senza restare tutta la vita in azienda. E’ arrivato il momento di ripensare alla formazione e di intraprendere questa nuova strada".  

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Commenti

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  1. Scritto da padre eterno

    ma ancora lavora sto qui? Roba da matti

  2. Scritto da MAURIZIO

    Il Cav. del Lavoro pubblico Roffia non ha alcuna idea di cosa voglia dire oggi per un giovane che fa l’aiuto idraulico da un artigiano, mediamente sottopagato e trattato maluccio, mettersi in proprio. Ecco perchè può scrivere : “così come succede da tempo in altri Paesi europei, dove operai, muratori ed elettricisti si creano la possibilità di mettersi in proprio, senza restare tutta la vita in azienda. E’ arrivato il momento di ripensare alla formazione e di intraprendere questa nuova strada”.

  3. Scritto da MAURIZIO

    Cav. del lavoro pubblico Roffia, non bisogna, la cito, “ripensare alla formazione”. Slogan politico del tutto generico e inutile. Bisogna che i politici inizino a fare l’interesse dei giovani, non dei sindacati, dei partiti, della curia, dagli equlibri politici. Bisogna usare i soldi pubblici per i giovani non per le istituzioni pubbliche.
    Le manca poco per la pensione d’oro. Nel frattempo, può continuare a declamare dietro all’ennesima scrivania assegnatale senza confonto con alcuno .

  4. Scritto da Marilisa Z.

    Con le provocazioni non si va lontano. Mi chiedo se in Europa siano così stupidi da chiedere ai Paesi membri di alzare il livello di scolarità fino a ridurrea al 10% il numero di giovani senza diploma e senza qualifica. Noi siamo, secondo i dati, intorno al 20%. Sono nostri giovani che hanno solo il diploma di terza media nel 2011, uno su cinque. Quest’area di dispersione c’entra poco con l’università (abbiamo pochi laureati e male distribuiti).Abbassare l’università o alzare diplomi/qualifiche?

  5. Scritto da Lorenz

    Roffia bocciato. La scuola e l’università pensa al futuro e non al presente o al passato. Il settore dei servizi ha superato quello produttivo persino nella provincia di bergamo, significa qualcosa? quando un dirigente si barcamena e non sa in che direzione dirigere dovrebbe essere un ex dirigente

  6. Scritto da dalia

    premesso che con una semplice raccomandazione non serve nè diploma, nè laurea.. fortunato chi la trova la raccomandazione…
    comunque i nostri figli si sono impegnati in vari corsi universitari, li avete semplicemente INGANNATI , perchè un INGEGNERE non può prendere uno stipendio di terza media
    siamo serviti per mantenere IL CARROZZONE UNIVERSITARIO , professori assenti che guarda caso,mancavano proprio il giorno di un ESAME,per rimandare poi di mesi l’ISCRIZIONE DELL’ANNO DOPO….

  7. Scritto da gigi

    Detto da uno che è stato comodo sulla poltrona tutta la vita è il massimo

  8. Scritto da poeret

    Non la chiamerei provocazione ma VERITA’ ..la setssa cosa che ho commentato alla famosa lettera del giovane architetto.. “ci sono più architetti che muratori” ..basta veder chi lavora in agricoltura da noi, non ci si trova 1 italiano, eppure le paghe sono buone..certo ci vuole un pò di sacrificio e buona volonta (valori pultroppo considerati da stupidi nella società moderna dei seguaci del GF e gossippari vari)

  9. Scritto da fil

    Caro Roffia, però quando le sue “magistrali” scoppiavano con 1800 studenti e oltre, la questione non si poneva, vero?
    Da quale pulpito?

  10. Scritto da Thomas

    Purtroppo oggi, con la riforma universitaria, passano tutti. Vent’anni fa, ai miei tempi, si laureava 1 ingegnere su 4 e gli altri 3 andavano a fare gli elettricisti.

  11. Scritto da Barce

    Roffia ha perfettamente ragione, ma come si fa a convincere la gente ad andare a fare la scuola di meccanico, dove con il 53% di extracomunitari iscritti è già una bella cosa se ci si riesce a parlare?

  12. Scritto da paolo

    Luigi Roffia, ai tempi della direzione era molto amico (fin troppo) della Curia Bergamasca, che notoriamente nelle sue prestigiose e costose scuole organizza corsi per meccanici, infermieri, idraulici rivolti ai rampolli della Bergamo-bene, desiderosi di intraprendere al piu’ presto le suddette professioni

  13. Scritto da La verità fa male

    Un ex provveditore agli studi che afferma che ci sono “troppi laureati” mentre l’Italia è la nazione europea con il più basso tasso di laureati è una delle tante vicende surreali della nostra Italietta. Semmai i provveditori dovrebbero impegnarsi per migliorare l’offerta formativa e fare funzionare al meglio le scuole (eliminando gli sprechi e ripristinando serietà nell’insegnamento delle materie base, visto che il livello culturale dell’Italietta continua a regredire e a peggiorare)

  14. Scritto da Rob

    Bell’insegnamento per i giovani di una tra le province con il più alto tasso di abbandono scolastico a livello nazionale.
    Tanto meglio per noi laureati che avremo meno concorrenza.

  15. Scritto da giacomo elttricista

    è la pura verità… troppe persone ormai si laureano…e il posto per tutti non c’è.. magari adesso i laureati guadagno parecchi soldi.. ma fra qualche anno, quando ce ne saranno troppi, a guadagnare un sacco saranno idraulici, meccanici, elettricisti! non se ne trovano piu!!i laureati staranno con le mani in mano!sulla loro poltrona… sveglia giovani!

  16. Scritto da andrew

    sempre il solito discorso, provate a vedere quanti ingegneri non hanno il posto dopo la laurea; POCHISSIMI!!! Ci sono alcune lauree che purtroppo non danno sbocchi, facendo crescere il numero di disoccupati tra i laureati!

  17. Scritto da troppi laureati, o troppe imprese inadeguate ai cambiamenti

    la percentuale di persone laureate da noi è circa la metà che negli altri paesi europei.
    tutte le economie europee puntano su valori cui i laureati possono ben contribuire quali conoscenza, tecnologia, innovazione, creatività, organizzazione, marketing, etc. per trascinare lo sviluppo economico.
    Ad es.: la Volkswagen crea più valore di FIAT per la propria comunità perché con quelle cose realizza bene prodotti pregiati.
    L’era della competizione su basse tutele e costo del lavoro è game over.

  18. Scritto da ex elettore

    Forse intendeva dire pochi meccanici troppi laureati raccomandati……

  19. Scritto da marilena

    per 6 paolo. commento perfetto! Fra l’altro questo qui invece di lasciare il posto ad un giovane laureato è andato a sedersi su un altro cadreghino. A casa, in pensione!!!! Basta e avanza, il suo stipendio attuale spetta a qualcun altro.

  20. Scritto da declino

    Perché Roffia non ha studiato da meccanico?

  21. Scritto da alessandra r.

    Giusta osservazione! Per coerenza propongo pertanto di nominare un meccanico al ruolo di direttore dell’Azienda Bergamasca Formazione, in sostituzione dell’attuale direttore, che risulta essere laureato.

  22. Scritto da libero

    ma ditegli al provvedirettore di spararle meno grosse
    uno si diploma di meccanico e non TROVA LAVORO LE AZIENDE ti dicono a noi ci serve una persona con esperienza e capace ma dico io come fai SE NON TI DANNO LA POSSIBILITà DI IMPARARE SI NASCE MAESTRI???

  23. Scritto da SC

    Cosa ce ne facciamo dei meccanici che le industrie chiudono e aprono in Cina? Magari bisognerebbe spingere i laureati in lettere a formarsi nella lingua Cinese, Indiano e Commercio internazionale. Il futuro è nelle vendite in quei paesi.

  24. Scritto da jack

    Beh ragazzi, l’importante che i suoi figli e nipoti se li ha, come i figli di dirigenti e affini anche se imbecilli, suoi amici occupino i posti giusti anche se quello che vediamo nel mondo dell’economia, lascia alquanto perplessi, non ci voleva Roffia per sentire queste banalità, tutti promossi, pochi operai, e i posti degli operai, o i lavori non da intellettuali come il signor Roffia agli extracomunitari, cavoli e ha fatto il provveditore, adesso la gelmini li boccia tutti così si torna operai.

  25. Scritto da VedettaLombarda

    Finalmente qualcuno che lo ammette!

    Basta con sta Kultura di sinistra, che teorizza per tutti un diploma e quasi tutti una laurea. Chi non ha le qualità e capacità per laurearsi potrà scoprire d’essere un ottimo idraulico, falegname o altra professione, portando il proprio contributo alla crescita della società
    Altrimenti di questo passo ci saranno ingegneri frustrati che percepiranno salari da apprendisti, che saranno comandati da diplomanti di 67anni, oppure impreditori con la 3a media!

  26. Scritto da Cinque Vie

    @20 VedettaLombarda:
    Ben detto. Concordo su tutti quello che hai scritto.

  27. Scritto da L.f.

    Il problema non è: troppi laureati! Oggi lavorano solo quelli che hanno genitori professionisti e hanno gli agganci giusti. Allora il problema è dare opportunità a chi lo merita, figlio di operaio o di professionista! Conoscete un avvocato o un medico accetta un figlio che fa il meccanico? Non esiste più ascensore sociale … la cultura di sinistra chiede pari opportunità per tutti, questo è!!!

  28. Scritto da luciano015

    Surreale. Questo qui appartiene alla scuola del “piccolo è bello” che è alla base dei disastri italiani. Gli elettricisti di costui sono i lavoratori dell’edilizia. E’ questa l’economia che ha in testa? E i suoi meccanici sono quelli che riparano le macchine. Chi le fa queste macchine? Chi le esporta? Chi determina i mercati nei quali lavorano i meccanici e gli elettricisti di cui sopra? In realtà sono stati questi “dirigenti” ad averci portati al punto in cui siamo.

  29. Scritto da expaul

    la scuola italiana dovrebbe essere fondata sugli istituti tecnici prima ancora che sui licei….ma, ovvero Roffia ha proprio ragione!

  30. Scritto da lisa s.

    Un tempo un laureato diventava “imperatore spaziale”, gli davano un pianeta… Adesso è più difficile. Le aziende preferiscono assumere periti anzichè laureati in chimica, ragionieri anzichè laureati in economia etc. etc. L’ex provveditore ha ragione: sono tempi duri.

  31. Scritto da adele

    Quanto la fate lunga. Roffia sponsorizza il Pesenti. Punto e basta. Ma da qui a farne un trattato ne passa.
    Certo che poi anche un laureato che facesse il fornaio non sarebbe poi tutta questa tragedia, specie se ha preso la laurea al Cepu o in un’Università che sponsorizza questo governo.

  32. Scritto da Osvaldo

    Non c’è posto per tutti? E grazie, se i pensionati (laureati) si mettono nel mondo del lavoro, allora i posti diminuiscono ancora meno. L’India e la Cina stanno diventando superpotenze non solo per la loro forza lavoro a basso costo ma anche e soprattutto per la loro generazione di superlaureati. Gente che studia in ottime Università, motivata, con dei professori all’altezza. Qui cosa abbiamo? Un pensionato che occupa l’ennesimo cadreghino.

  33. Scritto da e

    @16. etc, 20….cominciate voi. Poche chiacchiere.
    Grazie.

  34. Scritto da così va il mondo

    se lo dice un ex Provveditore, oggi D.G. dell’azienda di formazione dell’ente provinciale, tutto va bene. L’anno scorso l’Enfapi di Treviglio (ente formativo di riferimento di Confindustria) ha promosso una campagna di sensibilizzazione su questa realtà per indirizzare gli studenti anche verso la formazione professionale e i “media” l’hanno demonizzata, ricordo che il conduttore della trasmissione “La Zanzara” s’è stracciato addirittura le vesti. Così va il mondo!

  35. Scritto da ANTONIO

    Scusi ma lei cosa fa ancora al lavoro???? Non dovrebbe essere in pensione e far lavorare i giovani. Il discorso è giusto perchè in un’azienda conta la base e non i piani alti anche se fanno le scelte…..però fino a quando i vecchi continueranno ad occupare i posti dei giovani non c’è tecnico che tenga….

  36. Scritto da Margareth Lee Mortatcher

    Insomma,i figli degli operai devono fare gli operai,quelli dei professionisti i professionisti e quelli degli industriali gli industriali,da anni berlusconi persegue questo obiettivo,adesso sta riuscendoci e non l’avete ancora capito?Certo con le fabbriche che chiudono qui per andare in India e in Cina ci sono problemi però ci sono un sacco di lavori che gli immigrati clandestini fanno in nero per quattro soldi ci si dovrà pure adattare,Dovreste dirlo ai vostri figli,un futuro splendido