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Omicidio Borsellino, liberi 6 su 11 condananti

Respinta la revisione del processo. Sei sospensioni di pena, in base ai due nuovi pentiti. Indagato per calunnia aggravata il questore di Bergamo.

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Ulteriore svolta nelle indagini sulla strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta. Prima l’inchiesta che, ipotizzando il “colossale depistaggio” del pool investigativo guidato da Arnaldo La Barbera, ha visto indagati tre funzionari di polizia: Vincenzo Ricciardi, attuale questore di Bergamo per il quale l’ipotesi di reato è "calunnia aggravata", Salvatore La Barbera, oggi dirigente della polizia postale di Milano, e Mario Bo, a capo della Squadra Mobile di Trieste. Adesso arriva invece la decisione della Corte d’appello di Catania che ha respinto la revisione del processo richiesta dalla procura generale di Caltanissetta, ma allo stesso tempo ha disposto la scarcerazione – per sospensione della pena – di 6 degli 11 ergastolani che erano stati condannati con sentenze passate in giudicato. Tra quegli 11 c’è anche Vincenzo Scarantino, il pentito che ha costruito un quadro sul quale le 11 condanne sono basate. Anche per lui sembravano doversi riaprire le celle carcerarie, sembrava essere arrivata la libertà, proprio oggi. Ma ha ancora qualcosa da scontare per altri reati. Fuori in 6 su 11. Perchè? La Corte d’appello di Catania, così come la procura generale di Caltanissetta, ritiene che alcune dichiarazioni di Scarantino e altre conseguenti indagini (ecco perchè sono indagati anche tre poliziotti d’alto livello) fossero basate su falsità e ricostruzioni strumentali. E, pur non essendo ammissibile la revisione di tutto il processo, è giusto sospendere la pena per coloro che forse in quelle indagini non dovevano mai entrare. La nuova verità su via d’Amelio è stata fornita fondamentalmente da nuovi pentiti: Gaspare Spatuzza e in seconda battuta Fabio Tranchina.
Per il momento, sono già tornati in libertà Gaetano Murana, Giuseppe Urso e Giuseppe La Mattina. Potrebbe poi toccare Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo e Natale Gambino. Resterà dietro le sbarre Gaetano Scotto che deve scontare altre condanne per droga e tentato omicidio.
 

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