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Funerali Simoncelli, Kate in lacrime

Ciao Sic.

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Anche il Coni di Bergamo nel mirino dei tagli nazionali. Da Roma hanno messo in seria discussione l’esistenza delle sedi provinciali che ospitano tantissime federazioni di tutti gli sport. Calcio sì, ma non solo. Nella cittadella dello sport di via Gleno infatti il comitato provinciale offre spazi per quasi tutti gli sport, anche quelli cosìdetti minori (aggettivo sempre più messo in discussione). Da Roma però confermano che la razionalizzazione sarà totale: basta comitati provinciali, con l’obbiettivo di risparmiare 30 milioni di euro da qui alla fine del 2012. Un taglio netto, anche se a pesare non è certo il capitolo bergamasco. Alla voce “spese” del bilancio annuale si può leggere infatti 90 mila euro, distribuiti tra tutte le federazioni. Una cifra contenuta se si considera l’importanza del mondo sportivo in Bergamasca, per numero di tesserati e per titoli conquistati in tantissimi campi: dal calcio all’atletica, passando per ciclismo e pallavolo. Con la chiusura della sede verrebbe a mancare un punto di riferimento per le migliaia di tecnici e dirigenti che ogni giorno si impegnano, gratis, per puro spirito di volontariato. Lo stesso vale per il presidente Valerio Bettoni, che non percepisce un compenso per la sua carica. “Il discorso di fondo è che tutto sommato i costi sono nulla rispetto al movimento sportivo bergamasco – spiega Bettoni – il Coni è il collante che tiene insieme tutte le federazioni. Se viene a mancare è un grandissimo problema. Magari non per sport come il calcio o la pallavolo, ma per quelli che non hanno basi solide per poter auto sostenersi. Queste federazioni cosa faranno? Dove andranno?“
Nei giorni scorsi i presidenti dei comitati regionali e provinciali del Nord Italia si sono ritrovati a Milano e hanno elaborato un documento per convincere la federazione nazionale a non eliminare le sedi provinciali. “Riteniamo che il processo di autoriforma del CONI non possa riguardare semplicemente la cancellazione dei Comitati Provinciali, fra l’altro con una procedura esclusivamente verticistica, senza essere inserito in un organico processo di riforma di tutto l’Ente;
Ricordiamo quanto affermato dalla presidenza del CONI nella nota di accompagnamento al bilancio consuntivo del 2010: “La struttura territoriale del CONI è elemento fondamentale di base per il raggiungimento dei principali obiettivi di politica sportiva ed istituzionale dell’Ente. In questa ottica i Comitati Regionali e Provinciali hanno collaborato alla progettualità nazionale e hanno attivato autonome iniziative finalizzate a fornire servizi e consulenze sia alle Federazioni Sportive regionali e provinciali che alle singole Società Sportive operanti sul territorio coinvolgendo contestualmente anche le Istituzioni e gli Enti Locali.
Riaffermiamo il valore dell’insostituibile azione sociale svolta dai Comitati Provinciali sui rispettivi territori e ritengono che non ci siano motivazioni di natura economica e politica che possano giustificare la cancellazione dei Comitati Provinciali e la loro sostituzione con un delegato (di nomina o eletto?) accorpato al Comitato Regionale.
Intendiamo sensibilizzare i media, i presidenti nazionali delle Federazioni Sportive, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva e delle Associazioni Benemerite, nonché i rappresentanti del popolo al Parlamento, sull’effettiva realtà che è stata comunicata in modo parziale.
Facciamo presente che la cosiddetta “casta” non “costa” ma anzi offre un servizio su base assolutamente volontaria dal controvalore in servizi professionali e manageriali stimabile in almeno 5 milioni di Euro l’anno.
Esprimiamo forte preoccupazione per il futuro occupazionale del personale dipendente di CONI Servizi Spa e in servizio presso le sedi delle strutture territoriali”.

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