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“Adotta una parola” per salvaguardare la lingua

Questo il nome dell'iniziativa della Società Dante Alighieri, il Corriere della Sera, Io Donna e quattro grandi dizionari.

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“Adotta una parola”: è questo il nome dell’originale iniziativa lanciata dalla Società Dante Alighieri, il Corriere della Sera, Io Donna e quattro grandi dizionari (Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli). L’obiettivo è salvare le parole della lingua italiana in via d’estinzione. Se al giorno d’oggi si assiste alla diffusione di molte parole nuove (postare, linkare, twittare, kebabbaro sono solo alcuni degli esempi più recenti), dall’altra parte si sta verificando un altro fenomeno: numerosi vocaboli stanno lentamente cadendo in disuso (calligrafico, contrito, delibare, diatriba, dirimere, fandonia, fronzolo, stantio, leziosità, lusingare, narcisistico, tanto per citarne alcuni). Questa, però, non è una buona ragione per abbandonare tante parole al loro destino, perlomeno secondo gli ideatori di “Adotta una Parola“. In termini pratici, cosa si può fare per contribuire? Basta collegarsi al sito promotore dell’iniziativa, impegnarsi ufficialmente a sostenere la parola prescelta per un anno, segnalarne gli abusi, incoraggiarne il corretto utilizzo e promuoverne l’uso. Al termine dell’anno, se si sarà svolto con giudizio il proprio lavoro di genitore, si riceverà un attestato ufficiale di adozione.

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