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“Il freddo e i senzatetto? Ormai ?? emergenza perenne”

Il direttore Caritas Bergamo: "I nostri quattro dormitori sono ormai costantemente aperti e, quando i posti letto non sono sufficienti, mettiamo a disposizione anche le case di accoglienza???.

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Don Claudio Visconti, direttore della Caritas diocesana bergamasca, preferisce non parlare di “emergenza freddo” per i senzatetto e ribadisce, insieme all’assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità Leonio Callioni, come su questo tema ci sia da sempre la massima attenzione.

Don Visconti, come state affrontando l’ “emergenza freddo” di questi giorni?
“A dire il vero, non mi sembra del tutto corretto usare quest’espressione perché, per noi, l’emergenza esiste tutto l’anno. I quattro dormitori Caritas sono ormai costantemente aperti e, quando i posti letto non sono sufficienti, mettiamo a disposizione anche le case di accoglienza”.

Temete che, a causa della crisi economica, si verifichi un aumento delle persone bisognose?
“Negli ultimi tempi c’è stato un lieve aumento, ma non così radicale come forse si potrebbe pensare. Il punto è che se una persona arriva in dormitorio significa che sta vivendo un periodo di disagio profondo che, di certo, non può essere ridotto alle sole difficoltà economiche. Questa è anche la ragione per cui ciò che noi cerchiamo di offrire non è soltanto un aiuto materiale”.

In che senso?
“I nostri operatori non trascurano l’importanza della costruzione di un rapporto umano. A tal proposito, mi piace parlare di “accompagnamento”: chi ha bisogno d’aiuto deve sapere di poter contare su qualcuno, deve potersi fidare; ed è proprio grazie a questo che è più facile che la nostra offerta di assistenza e appoggio venga accettata”.

Capita spesso che, invece, queste persone non vogliano essere aiutate?
“Bisogna innanzitutto precisare una cosa. Chi vive sulla strada in genere soffre di alcolismo, di tossicodipendenza oppure di disagi psichici. Soprattutto in quest’ultimo caso, può allora accadere che, magari, qualcuno non accetti di buon grado di venire in dormitorio perché non riesce a dormire in uno spazio chiuso. E così si ritorna all’importanza dell’ “accompagnamento””.

Vengono ospitati molti italiani?
“Ad aver bisogno di aiuto sono anche molti italiani; è innegabile, però, che gli stranieri siano più numerosi sia a causa della bassa professionalità, che li rende più esposti a rischi dal punto di vista lavorativo, sia perché non possono contare sull’appoggio e il sostegno della rete parentale”.
 

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